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La fusione naturale degli otto comuni elbani

Scritto da Gabriele orsini Martedì, 05 Marzo 2013 07:09

Si dice che la notte porta consiglio invece è la domenica il giorno più favorevole ai pensieri arditi : si leggono infatti sui media locali di domenica scorsa autorevolissimi interventi  per risolvere tutti i problemi della nostra isola tanto da indurci a dire  come mai non ci si era pensato prima …. Sono state presentate proposte per un’Elba free tax  , quella per un progetto speciale Elba ,poi  per una  Fondazione di sviluppo e un’altra  per una rigenerazione politica senza considerare che per ora il punto più rilevante per l’Elba è il Referendum : è dal Referendum che parte il Risorgimento elbano ed è dall’esito della consultazione referendaria che dipenderà la nuova fase dello sviluppo della nostra isola, voluto a discorsi da tutti  .Giustamente tanti quesiti si pongono anche sul valore salvifico della proposta di legge d’iniziativa popolare voluta dal Comitato per il Comune Unico Isola d’Elba e uno fra questi avanzato appunto domenica da Yuri Tiberto ,acuto  osservatore delle problematiche nostrane , è il ruolo della Regione nella valutazione degli esiti referendari , prendendo ad esempio la ormai famosa Valsamoggia . Senza bisogno di scomodare la storia patria e il referendum Repubblica –Monarchia , sembra più opportuno riferirci alle chiare parole dell’intervento del vice presidente del Consiglio della Regione Toscana , Giuliano Fedeli , al recente incontro di Procchio : dalla spending revew ai nuovi sentimenti popolari sui costi della politica , alla necessità di fare economie di scala , tutto propende per un naturale accorpamento degli otto comuni elbani , come del resto già impone la legge per la gestione associata dei servizi essenziali , tre per quest’anno , tutti dall’anno prossimo e per chi si sottrae all’obbligo , scatta la nomina del commissario ad acta , per cui il Comune Unico diventa , come dice da tempo il sindaco di Capoliveri , una questione di buon senso .  In caso di esito favorevole del referendum quindi , sarà il Consiglio Regionale , come prevede l’art.133 della costituzione e l’art.77 dello Statuto regionale ,ma  solo dopo sentite “le popolazioni interessate” , esaminando gli esiti del Referendum ,consultando  i sindaci , le categorie e le associazioni dell’Isola d’Elba a proporre la legge regionale istitutiva del Comune Isola d’Elba . Un giudizio quindi che sarà molto ponderato ,non privo di possibili contenziosi , soprattutto se il risultato del referendum non sarà uniforme in quasi tutti i comuni interessati . Per questo il Comitato richiede a tutti gli Elbani uno sforzo di partecipazione e di adesione per non  lasciare dubbi sulla loro volontà di effettuare questa rivoluzione istituzionale che deve essere richiesta chiaramente dagli Elbani e non certo imposta  dalla Regione .  Ma quali sono i punti più criticati della proposta di legge e che se non essenziali , potranno anche essere oggetto di emendamenti , d’intesa col Comitato , durante la sessione che la Commissione affari istituzionali del Consiglio regionale istruirà prima di portarla in Consiglio ?L’articolo più “gettonato” è l’art. 4 comma  a) “Fino all’insediamento degli organi del Comune a seguito  delle elezioni amministrative, le funzioni degli organi di governo del comune sono esercitate da un commissario straordinario “ . Non  sembra esserci il timore, paventato anche da un illustre professore , di tempi biblici di permanenza del commissario in quanto i tempi , sempre in caso di esito positivo del referendum , potrebbero essere questi : ad  aprile risultato del referendum , a maggio/ giugno consultazioni , prima della sospensione estiva del Consiglio  , discussione e approvazione della legge di istituzione del Comune Unico Isola d’Elba e in autunno indizione delle elezioni per il nuovo Comune da parte del Ministero o al massimo in primavera 2014 , in concomitanza col bicentenario di Napoleone all’Elba come auspicato dal Comitato. Quindi il Commissario ,seppur poco amato all’Elba , avrebbe solo tempi tecnici per poter effettuare alcune semplici operazioni di omogeneizzazioni di procedure , di sistemi operativi informatici , di ricognizione delle dotazioni organiche , delle situazioni credito debitorie  e magari dell’allestimento di una prima sede per gli organi del nuovo ente che potrebbero essere poi anche insediati a rotazione negli  edifici dei vecchi comuni con lo staff dirigenziale . Naturalmente il Commissario dovrà soprattutto provvedere a dare continuità all’azione amministrativa nei vecchi comuni secondo le regole vigenti in detti enti magari delegando ai segretari comunali alcune funzioni di ordinaria gestione .  Il principio fondante poi del nuovo ente sarà , con il potenziamento dell’informatica , il Comune che va dal cittadino e non il cittadino che deve andare alla nuova sede , magari decentrata rispetto alla sua residenza , pur restando i Municipi negli otto vecchi comuni a tutela e a garanzia della continuità e della prossimità del nuovo ente locale alle esigenze degli amministrati . Si ritiene ora peraltro  a seguito di intese successive che la nomina del commissario spetti al Ministero e di conseguenza , oltre al divieto di assunzioni già previsto al comma b) del citato art. 4 , si presume che le direttive attengano alla predisposizione di un bilancio di sintesi per la gestione ordinaria e provvisoria del nuovo ente ed evidentemente al divieto di adottare atti  di straordinaria amministrazione , come varianti agli strumenti urbanistici vigenti o modifiche ai regolamenti vigenti , istituzioni di nuove tariffe o di nuove tasse e imposte , vale a dire solo atti di ordinaria amministrazione in preparazione dell’avvento dei nuovi organi .Cioè a dire un commissario amico , coadiuvato , come in Valsamoggia , da un conferenza  dei sindaci decaduti , che predispone e agevola il difficile iniziale percorso di fusione dei bilanci , dei regolamenti , degli strumenti urbanistici ,  del personale degli otto enti locali per consegnare ai nuovi organi del nuovo Comune gli strumenti per una rapida integrazione e armonizzazione dei vecchi istituti degli otto comuni in un prevedibile percorso a tappe verso l’adozione dei nuovi strumenti del nuovo ente .L’istituto del  Commissario straordinario  , è vero , non gode buona fama all’Elba ma non si vedono altri strumenti giuridici che devono anche risultare “ terzi “ per consentire questo passaggio epocale da otto amministrazioni comunali ad un unico ente e anche le precedenti esperienze in tutte le altre regioni hanno utilizzato l’istituto del commissario .

Gabriele Orsini

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