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Portoferraio 1548 - 1561. “Le Galeazze“ vascelli da guerra di Cosimo per la sua politica marinara (parte 1)

Scritto da  Marcello Camici Venerdì, 02 Gennaio 2026 09:32

La galeazza, nave da guerra a remi e a vela del cinquecento, è raffigurata nel gonfalone del comune di Portoferraio costituendone stemma identificativo. (Foto di copertina)

 

Tale iconografia è strettamente legata con l’arsenale “Le Galeazze” presente nella città.
Arsenale è chiamato il luogo dove la galeazza è costruita o messa in riparazione.
A Portoferraio ne esiste uno edificato nella seconda metà del cinquecento.
E’ un simbolo del principato mediceo che ha dominato la città fino al 1737.

 

Scòpo di queste righe è narrare la memoria storica dell’arsenale per portarne conoscenza agli interessati/e. La speranza è che tale conoscenza possa essere utile ad un eventuale riuso futuro dell’arsenale che sia coerente con la memoria racchiusa nell’arsenale.

 

E’ monumento storico strettamente legato alle vicende della fondazione di Cosmopoli e della nascita di una flotta granducale toscana in particolare di quella della flotta delle galeazze del sacro ordine militare dei cavalieri di Santo Stefano.
Bene culturale non solo congiunto alla memoria dell’inizio della marineria toscana ma anche di quella dell’Elba.
Attualmente chiuso giace in stato di abbandono.

 

Portoferraio. Facciata del monumento storico Arsenale “Le Galeazze “ 2

 

Di questo monumento storico, Alfonso Preziosi ha parlato a partire dalla metà del secolo XIX quando Leopoldo II, venuto appositamente all’Elba, consegnò a 165 bastimenti la nuova bandiera delle marineria velica elbana. (Vedi “Storia della marineria elbana” A. Preziosi. Edito “Il libraio”. Portoferraio. 2000)

 

E’ bene culturale legato anche a tutta la marineria toscana.
Lo ricorda l’epigrafe marmorea presente sul muro della facciata dell’arsenale ferraiese, scritta dal comune di Portoferraio, dall’Istituzione dei cavalieri di S. Stefano e dal Centro nazionale di studi napoleonici e di storia dell’Elba: “Da questo arsenale scesero nelle onde del mediterraneo quei vascelli da guerra che offrirono alle coste toscane protezione e difesa dagli attacchi turcheschi a gloria del principato mediceo e dell’ordine dei cavalieri di Santo Stefano”.

 

Portoferraio. Epigrafe marmorea posta sul muro della facciata dell’Arsenale delle Galeazze  3



Col principato mediceo, sopra nella epigrafe ricordato, Firenze arriva a realizzare nel cinquecento la costruzione di vascelli da guerra che offrono difesa e protezione alle coste di Toscana dagli attacchi dei musulmani: sono questi vascelli le galee e le galeazze.
La conquista di Livorno nel 1421 consente alla repubblica fiorentina di completare l’organizzazione del suo sistema portuale iniziato con la conquista di Pisa del 1406.
Nella prima metà del quattrocento, il 29 novembre del 1421, Firenze emana una ‘Provvisione’ con la quale istituisce la magistratura dei Consoli del Mare.
Il decreto di istituzione di tale magistratura stabilisce che i consoli devono far costruire galee grandi da mercato e sottili da guardia, devono interessarsi al loro equipaggiamento (capitano, ufficiali, numero dei membri dell’equipaggio) e nessuno dei selezionati per tali mansioni deve essere parente dei Consoli in carica al momento della selezione.

 

Nella seconda metà del cinquecento Firenze è principato mediceo.
Il duca Cosimo I de’ Medici che diventa primo granduca di Toscana, vuole assumere posizione dominante tra gli stati della penisola italiana. Cosimo si rende conto che per questo scòpo è indispensabile essere forte sul mare. Inizia una politica marinare con l’obiettivo di creare una potente marina da guerra. L’ambasciatore veneto Vincenzo Fedeli riferisce nel 1560 come il Duca più volte gli avesse detto che «un principe non è potente se non è potente da terra e da mare, per la qual cosa non pensava ad altro che a far galere ed in poco tempo mirava ad averne trenta in ordine».
Una flotta è necessaria allo stato toscano.
Ma la situazione non è facile perché lo stato toscano non possiede tradizione marinara e non ha flotta ai fini di una difesa attiva delle coste e dei mari dall’assalto dei pirati musulmani che infestano il mar Mediterraneo. Cesare Ciano scrive che quando Cosimo è invitato dall’imperatore Carlo V a partecipare alla spedizione di Algeri (1541) vi destina diecimila dei migliori suoi soldati alla guida di Fazio da Pisa che però si devono imbarcare sulle galere del Doria e del Regno di Napoli.

(Cfr pg 13 di “I primi Medici e il mare. Note sulla politica marinara toscana da Cosimo I a Ferdinando I” Cesare Ciano. Pacini editore. 1980. Pisa)

 

Su Cosimo I de’ Medici Ciano scrive ancora “…Se al sommo dei suoi desideri era quello di assumere una posizione dominante tra gli Stati diciamo indipendenti della penisola, sino a controllarne e condizionarne la politica, egli si rendeva conto delle necessità a questo scòpo di essere forte sul mare per difendere le coste, per porre il peso della sua squadra nei rapporti col Re di Spagna, per ridurre in pari tempo la dipendenza di Filippo II dall’ambigua cooperazione genovese conquistandosene la riconoscenza. D’altronde egli era anche un principe mercante, capace di sviluppare una strategia economica che si scopre accompagnare sempre di pari passo le sue scelte in campo diplomatico e politico. In questo senso come scrive il Baruchello: l’armamento delle galere è una affermazione di politica marinara ma è anche un affare. Le controversie per il possesso dell’isola d’Elba e di Piombino sono anche trattative finanziarie per l’appalto delle miniere di ferro. L’allume così importante in quei secoli per l’uso che ne facevano le tintorie, i vitroli, il sale, i grani, entrano nella politica di Cosimo I, come nella politica di oggi entrano i pozzi di petrolio e le miniere di carbone …”

(Cfr pg 32-33. Idem come sopra)

 

La costruzione di galere diviene non solo elemento di politica marinara ma anche un affare di politica economica per i costi finanziari richiesti tra i quali quello di edificare un arsenale dove costruire e riparare naviglio.
Nella Toscana di Cosimo non vi sono strutture per la costruzione di naviglio .Il duca vi provvede. Pisa con le sue antiche tradizioni marinare lo aveva un arsenale. Cosimo edifica uno nuovo nel 1546 rinnovando il vecchio. Gli arsenali medicei sono ancora oggi visibili in Pisa lungo la sponda del fiume Arno.

 

Pisa. Arsenali medicei lungo la riva del fiume Arno 4

 

Qui nel 1547 nasce la prima galera toscana messa in acqua nel 1548, chiamata ”La Pisana“. Alla Pisana si affianca un’altra unità la “Saettia” però commissionata a Napoli.
Sono queste due galeazze che hanno trasferito all’Elba nel 1548 truppe e materiali per la fondazione di Cosmopoli.
Altre due sono costruite nell’arsenale pisano : la “San Giovanni“ e la ”Toscana”.

(Cfr. pg 14-15 Cesare Ciano. Idem come sopra)

 

Con la fortificazione e la nascita del porto di Portoferraio, questa città-fortezza diviene per Cosimo centro per la sua politica marinara. A glorificare l’evento il duca fiorentino fa coniare nel 1555 una medaglia con inciso “ILVA RINASCENS. THUSCORUM ET LIGURUM SECURITATI”

 

medaglia5

 

Non solo.
Portoferraio e l’Elba per lui diventano un affare di natura economica con le controversie insorte con il principato di Piombino relative all’appalto delle miniere di ferro.

 

Su questi legni della nascente marineria toscana Cosimo vuole un corpo di norme che ne regoli la organizzazione e così il 28 febbraio 1552 vengono emanate i capitoli della “Militia marittima di Toscana e suo principio”. Quindici capitolazioni nelle quali vengono elencati minuziosamente i compiti del capitano delle galee e dei suoi sottoposti: prima organizzazione di una flotta granducale toscana. Figura principale è il capitano generale la cui funzione è stabilita nella prima Capitolazione intitolata “Della deputazione del capitano generale” con questo incipit “In primis ella ha statuito che sopra dette galee, legni et militia, sia et essere debba di continuo uno Capitano generale, che tenga et habbia la cura et il governo et reggimento di ogni cosa…”

 

Il capitano generale non ha un còmpito facile perché oltre a pagare vitto e stipendi deve preoccuparsi di tenere insieme l’equipaggio costituito da “Comito, sottocomito, dui consiglieri, quattro nobili di poppa, 14 nocchieri di più età ed esperiena, 14 altri nocchieri più giovani et più da fatica, un Maestro d’ascia con suo garzone quale anco serve per Pruviere, 1 Calefato, 8 compagni uno de’ quali passa per garzone del capitano, 1 Barbierotto, tre Bombardieri, un Aguzzino, un Remolaio, un Barilaio, otto trombetti, otto pruvieri, de quali solo garzoni sopra detti. Dui Mozzi d’Aguzzino, 39 soldati eletti, 150 huomini di remo tra forzati e schiavi“

(Miscellanea Medicea, f. 322.inserto 26. Archivio di stato Firenze)

 

Il capitano generale ha ricevuto per questo enormi poteri rappresentando ed esercitando egli fuori dal territorio del principe, la giurisdizione civile e penale.
C’è anche un commissario che ha il còmpito di vedere e vigilare che si rispettasse la tabella di armamento prevista, che tutti fossero trattati secondo i loro diritti tanto gli ufficiali quanto i forzati e gli schiavi: il commissario di bordo, infine, deve tenere l’inventario delle conquiste fatte dalle prede, agli schiavi, alle mercanzie, alle artiglierie.
Nel 1558 si aggiungono al varo delle prime galee quello della “Elbigena“ e “Fiorenza” che partecipano insieme alle altre alla spedizione contro Mostaganem in mano ai barbareschi.
Nel porto di Portoferraio Cosimo individua la base navale per la sua flotta nascente. C’è bisogno di un arsenale luogo dove poter non solo costruire naviglio ma anche ripararlo in caso di manutenzione.
Nel 1561 Giovanni Camerini compila il progetto di due corpi di fabbrica per l’arsenale per volere e per ordine del Serenissimo padrone e signore.

 

Marcello Camici

 

Foto di copertina - Gonfalone della città di Portoferraio

Foto 2 - Portoferraio. Facciata del monumento storico Arsenale “Le Galeazze “

Foto 3 - Portoferraio. Epigrafe marmorea posta sul muro della facciata dell’Arsenale delle Galeazze

Foto 4 - Pisa. Arsenali medicei lungo la riva del fiume Arno

Foto 5 - Domenico Poggini, Medaglia di Cosimo I, 1555 (collezione privata). Si tratta della prima raffigurazione della città di Cosmopoli

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Ultima modifica il Venerdì, 02 Gennaio 2026 09:52