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Giordano Bruno Guerri, una vita da Futurista

Scritto da  Premio Letterario La tore Isola d’Elba Giovedì, 08 Gennaio 2026 09:38

‘I conservatori guardano indietro piuttosto che avanti. Chi è patriottico ama l’artista Marinetti, anche la sinistra dovrebbe…’ così dichiara lo storico e scrittore Giordano Bruno Guerri in occasione della presentazione al pubblico della sua ultima fatica letteraria e storica, ossia ‘Audacia Ribellione Velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani’ (Rizzoli, 2025).

Del prezioso volume, arricchito da molte immagini che seguono il percorso storico e storiografico, dell’autore leggiamo (…): Nel suo saggio, un libro di storia e di storie, Giordano Bruno Guerri unisce la perizia del biografo e la brillantezza del narratore allo sguardo del commentatore attento, per stabilire – tra foto inedite deiNuovo libro di GBG protagonisti, manifesti, opere d’arte e idee di propaganda – cosa è stato il Futurismo nelle vite dei suoi interpreti, e cosa c’è del Futurismo nelle nostre. L’autore ricostruisce l’esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale – artistico, politico, di costume – che fu il Futurismo, la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall’Italia e dall’Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a sé e al suo Manifesto del 1909 le energie più vivaci dell’epoca, in Italia e nel mondo. Così, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (già, l’altra metà del futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Boccioni, Prampolini, Balla, Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l’innamoramento per la modernità, l’indole ribelle e guascona, l’adesione compatta al mito della velocità. E il legame con il fascismo, l’ambizione di rendere futurista la rivoluzione mussoliniana, ambizione destinata a fallire e a ipotecare il giudizio storico sull’avanguardia creata da Marinetti. Eppure, il futurismo riuscì a impedire che anche il regime si appiattisse nella condanna dell’arte moderna – “degenerata” – come accadde nella Germania di Hitler e nell’Unione Sovietica di Stalin. E oggi l’eredità del futurismo sopravvive nelle avanguardie, nelle invenzioni più contemporanee, da Internet all’Intelligenza Artificiale, nei costumi che i futuristi preconizzarono, nel modo di guardare, intendere, vivere e sopravvivere al progresso. (…)

 

Giordano Bruno Guerri è nato a Iesa, una frazione di Monticiano in provincia di Siena, figlio di Gina Guerri e di Febo Anselmi, detto Ebo. Il padre sposò Gina in seconde nozze dopo l'introduzione del divorzio in Italia. Nonostante il nome di battesimo, la famiglia gli impartì un'educazione di stampo cattolico. Ha raccontato la storia della sua famiglia, a partire dai nonni fino all'infanzia, in Ebo e Gina, pubblicato come allegato al Corriere della Sera nel luglio 2011. Si iscrisse quindi alla facoltà di lettere moderne. Con l'inizio della frequenza universitaria andò a vivere da solo, lavorando come correttore di bozze, dapprima a domicilio e poi alla Garzanti presso cui fu impiegato fino al 1980. Le sue Norme grafiche e redazionali, scritte nel 1971 per Bompiani sono tuttora in uso. Nel 1974 si laureò. Nel 1982 è stato uno dei curatori della mostra Anni Trenta. Arte e cultura in Italia. Nel 1985, dopo il successo ottenuto dal saggio Povera santa, povero assassino. La vera storia di Santa Maria Goretti (Mondadori), fu nominato direttore del mensile Storia Illustrata, senza essere giornalista, e svolse il praticantato come direttore, ottenendo l'iscrizione all'albo dei giornalisti nel 1986. Con una formula che collegava la storia all'attualità in 15 mesi portò le vendite da 60 a 150.000 copie, e nel 1986 fu promosso direttore editoriale in Mondadori, incarico da cui si dimise nel 1988. Nel 1989 assunse la direzione del mensile Chorus, incarico che tenne fino al 1991, per trasferirsi a New York. Nel 1995 si trasferì a Roma e gli fu offerto di condurre un programma della RAI, Italia mia benché, che andò avanti fino al 1997. Dal 2003 al 2008 è stato presidente della Fondazione Ugo Bordoni, istituto di alta cultura nel settore delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni. Nell'incarico si adoperò come "ponte fra la cultura umanistica e quella scientifica" e fondò il ForumTal, di cui è ancora presidente: Il TAL (Trattamento Automatico del Linguaggio) è la tecnologia che insegna alle macchine a comprendere, parlare e scrivere l'italiano. Dal 1984 Guerri collabora con Il Giornale come opinionista. Nel frattempo tiene corsi di storia contemporanea alla Facoltà di scienze politiche delle Università di Salerno, di Madrid, di Ginevra,  di New York e a Rio de Janeiro. Attualmente insegna storia contemporanea all'Università Guglielmo Marconi di Roma. Dall'ottobre del 2008 è presidente (e dal 2014 anche direttore generale) della Fondazione del Vittoriale degli Italiani, cui ha ridato slancio con nuove creazioni museali e l'acquisizione di opere d'arte contemporanea e di importanti documenti, portandola da 146.000 a oltre 250.000 visitatori. Nel 2016 il ministro Dario Franceschini l'ha confermato per il terzo mandato, fino al 2021e poi è stato riconfermato anche col nuovo governo Meloni. Nel 2016 ha fondato GardaMusei, associazione culturale e turistica fra comuni, musei, istituzioni, che si è allargata fino a comprendere la Fondazione Guglielmo Marconi (Emilia-Romagna), la Fondazione Giovanni Pascoli (Toscana) e Istituti Italiani di Cultura all'estero.

 

Abbiamo premiato nel 2019 il nostro Autore che conobbi l’anno prima nella casa di D’Annunzio. Mi accolse con grande simpatia e scherzosamente fu lui a dirmi ‘quando mi dai il premio la Tore?’ del quale aveva sentito parlare da un comune amico. Vinse quell’anno Philippe Daverio e alla notizia mi disse, con tono affettuoso verso il compianto studioso: ‘ubi maior ….‘ Poi l’anno dopo lo ospitammo alla Marina: fu una serata molto partecipata e affiatata, specie con il prof. Rampini che me lo aveva fatto conoscere. Giordano è uomo di straordinaria sensibilità e di grande simpatia: le persone colte che fanno della Cultura uno stile di vita. Non si è mai affrancato dalle sue posizioni e ha definito il suo essere oltre l’antifascismo, ossia intendere la vita come espressione del viverla in modo libertario, che è molto più che essere antifascista. Uomo dai poliedrici interessi, pubblica questo interessante volume nella convinzione della assoluta necessità di considerare il Futurismo come il periodo più prolifico di idee e di innovazione culturale dal Rinascimento. Siamo onorati non solo di averlo nell’Albo d’Oro del nostro premio e nel Comitato d’Onore, ma soprattutto di considerarlo un Amico. Del resto un grande Poeta scrisse: ‘Amiamo l’amore di amarci, perché un altro amore non ci sarà…

 

Promuovono il Premio letterario La Tore Isola d’Elba Franco e Lucia Semeraro con l’Hotel Gabbiano Azzurro e il Caffè letterario Il gabbiano azzurro, partecipa la ‘Libreria Rigola’. Si ricorda la partecipazione attiva dell’Amministrazione Marinese, con in primis la sindaca Gabriella Allori e l’assessore alla cultura Santina Berti. Non manca mai la Proloco marinese nella persona del suo presidente Lorenzo Anselmi, da sempre attiva e prolifica di iniziative e l’Acqua dell’Elba che grazie all’amicizia e alla sensibilità di Fabio Murzi non fa mai mancare il suo appoggio, acquistando l’opera del Premio La Tore. Conduce le due serate Angelo Filippo Rampini, docente tra l’altro a Brescia alla Facoltà di Economia e Commercio di Matematica Finanziaria Attuariale, insieme con la professoressa Alessandra Fagioli, anche lei scrittrice di grande valore. Non manca mai al Premio La Tore il consueto e apprezzato omaggio del dott. Marcello Bruschetti, patron di Evo Enoglam, con una confezione personalizzata per il vincitore dei suoi raffinatissimi distillati. Le serate in piazza sono sempre precedute da aperitivi in onore degli scrittori all’Arthotel gabbiano Azzurro due, durante i quali il pubblico può incontrare gli autori e farsi autografare i loro libri. Il comitato promotore sta già lavorando per individuare il vincitore 2026 che fa parte della cinquina dei finalisti.

 

Jacopo Bononi- presidente

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Ultima modifica il Giovedì, 08 Gennaio 2026 09:56