Ho partecipato alla presentazione del libro "Giardini nascosti di Cosmopoli" scritto da Paola Muscari ed Elena Fatichenti con la collaborazione di Alessandra Contiero e Margherita Sacchi, organizzata dall'Università del Tempo Libero presso il circolino di Carpani giovedì 8 gennaio.
Le emozioni per me sono state le stesse della prima presentazione, svoltasi al Grigolo a fine estate: la consapevolezza di vivere in un paese bellissimo da un punto di vista paesaggistico e ricco di storia in ogni suo angolo. Ringrazio di cuore le quattro amiche che in quattro anni instancabilmente hanno raccolto testimonianze sui giardini-orti pubblici e privati riportando le storie di persone residenti e non residenti di varie fasce di età.
E' un testo che potrebbe essere adottato per un progetto educativo e diventare un ottimo strumento per insegnare alle giovani generazioni la storia, la cultura, la bellezza del nostro territorio partendo anche da esperienze sul campo. E non solo, potrebbe essere un modo per coinvolgere le famiglie e la comunità nella scoperta e nella valorizzazione del nostro paese.
I semi della speranza per la rinascita di Portoferraio sono anche questi, non è certo questo turismo predatorio limitato a tre mesi l'anno e che privilegia solo un guadagno immediato, a ridare un'identità al nostro paese, anzi rende difficile la qualità della vita per tutti.
Non siamo ancora un paese senz'anima perché molte giovani coppie hanno scelto di vivere nel centro storico comprando o mantenendo la casa dei nonni o dei genitori, continuano a nascere bambini anche in famiglie extracomunitarie che hanno scelto di fare di Portoferraio la loro casa e lavorano nelle attività consolidate del territorio.
Pur con le criticità emerse in questi giorni, sono tante le realtà scolastiche nel centro storico: è un segno tangibile di speranza e vita come pure la riapertura da qualche anno dell'asilo Tonietti.
L'amministrazione comunale e le associazioni di volontariato potrebbero unirsi per ripristinare e rendere fruibili nell'immediato alcuni spazi come, ad esempio, quello del "giardino-orto" dietro il vecchio ospedale confinante con quelli dietro l'ex Casa di Riposo Traditi e l'asilo Tonietti, attualmente in uno stato di grandissimo degrado.
Concludo queste mie riflessioni ringraziando la signora Simona Mari che da sola, per lo più quotidianamente, tiene in ordine il giardino delle Ghiaie curandolo come fosse suo, a dimostrazione che, con la buona volontà, anche individuale, possiamo rendere il nostro paese un posto migliore.
Angela Calistri