Tra gli eventi programmati per "Subiaco Capitale Italiana del Libro 2025", c'è un'esposizione permanente alla Biblioteca statale del Monumento nazionale di Santa Scolastica.
Una delle integrazioni a tale Esposizione è dedicata alle Icone bizantine, dal titolo Contemplare e scrivere l'invisibile.
L'iniziativa è in collaborazione tra la Biblioteca di Santa Scolastica, la Parrocchia della Cattedrale di Santa Scolastica e la Casa di Preghiera 'San Biagio' delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Subiaco), e gode del patrocinio della Città di Subiaco e del Dicastero per la Cultura e l'Educazione (Città del Vaticano).
Domenica 4 gennaio, presso la Biblioteca Comunale, si è svolta una Tavola rotonda sul tema, a cui hanno partecipato Kirill-Konstantin Mironov (iconografo, prete della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina), Anna Decoster (maestra iconografa, salesiana), Roberto Proietti (iconografo, docente), Marcela Ciobanu (iconografa, Chiesa Ortodossa Rumena). L'incontro è stato moderato dal prof. Francesco Paolo Gismondi.
Numeroso il pubblico presente che ha anche seguito con attenzione il Videomessaggio di Susanna Tamaro (scrittrice e iconografa), la quale ha sottolineato che contemplare vuol dire fermarsi, accogliere il limite, riconoscere che l’invisibile non si conquista ma si accoglie e che scrivere, con le parole o con i colori, diventa un atto di umiltà e di accoglienza della verità.

"L’icona nella tradizione bizantina delle Chiese Orientali tanto cattoliche quanto ortodosse - come ha scritto D. Fabrizio Messina Cicchetti, benedettino, Direttore della Biblioteca - non è una semplice raffigurazione di immagini ma una singolare rappresentazione del Sacro che trova il proprio fondamento nel Mistero dell’Incarnazione. Per la teologia cristiana, infatti, l’uomo può raffigurare il Sacro perché il Verbo di Dio ha scelto di assumere forma umana".
Come è stato sottolineato, l’icona non è un elemento decorativo né un arredo prezioso, non si dipinge ma si scrive, ed è come una finestra aperta sull’Infinito "come un libro silenzioso in cui leggere i tratti di Dio nelle vicende dell’umanità, come spazio in cui lo sguardo non possiede, ma si lascia attraversare".
Tra le icone esposte, c'è anche la Vergine del Silenzio, che ho scritto due anni fa nel Laboratorio iconografico di San Biagio sotto la guida di sr Anna Decoster e
dell'assistente Maurita.
Non risulta un modello antico di una Madre di Dio Vergine del Silenzio in ambito bizantino. In anni recenti, suor Renata, iconografa dell’eremo di San Biagio a Subiaco, ha scritto un’icona di questo soggetto. Successivamente, ispiradosi ad un affresco copto dell’VIII sec. raffigurante Sant’Anna, il signor Gianmario Carozzi scrisse un’icona (Santa Maria del Silenzio) che rappresentava Maria a figura intera, con il dito sulle labbra e il gesto benedicente. Di questa icona, donata a padre Antonio Gentili, vennero fatte molte riproduzioni, anche su legno e su stoffa. Una di queste fu donata al cappuccino fra’ Emiliano Antenucci ed è custodita nel Santuario Madonna del silenzio ad Avezzano.
Nella scrittura della Parola in linee e colori mi sono lasciato guidare da un verso della Sacra Scrittura: "Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19). Ad esso si è aggiunta una frase di san Basilio: "Custodisci il silenzio e il silenzio custodirà te".
La mostra è visitabile, nei giorni e orari previsti dal calendario, a partire da giovedì 1 gennaio fino a domenica 1 marzo 2026.
Nunzio Marotti