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Franco Cambi; Ritorno in via delle Galeazze

Scritto da  Franco Cambi Domenica, 08 Febbraio 2026 12:04

Replico alle osservazioni che sono state fatte negli ultimi giorni sull’argomento “Galeazze”, evidentemente molto più caldo e sentito dalla comunità di quanto non si pensasse.
In breve, sono d’accordissimo con:

- Federica: L'arsenale delle Galeazze è un bene pubblico e i cittadini hanno il diritto di essere coinvolti nelle decisioni. I giovani elbani che studiano queste cose le sanno ed è loro il futuro dell'isola. Ascoltateli e lavorate per loro (questa frase è sacrosanta).

- Roberto S.: Ben venga un grande dibattito pubblico circa il recupero e il riutilizzo delle Galeazze.

- Rosario: si potrebbe sapere quali sono i prodotti del territorio e le eccellenze che le attività locali vorranno esporre e vendere? Domanda fondamentale, che chiama in causa, giustamente, il parere delle imprese locali.

- Francesco Semeraro: l’arsenale delle Galeazze è di tutti.

Non sono d’accordo con chi dice che prima va sistemata la struttura, poi si penserà a cosa farne. Il lavoro che faccio (quello di archeologo) mi impone di conoscere un luogo, un quartiere urbano, un edificio, prima di dire facciamo questo o quello o restauriamo in un modo invece che in un altro.

Per questo sono indispensabili una serie di operazioni preliminari:
Raccolta critica di tutta la documentazione archivistica e cartografica riguardante il monumento e presente nei diversi archivi (Portoferraio, Livorno, Pisa, Firenze…), sulla quale costruire una prima relazione conoscitiva. Diciamo che questo punto è già abbastanza avanti ma una sintesi va pur fatta.

La storia del rapporto del monumento nel suo contesto urbanistico, anche considerando il pregresso (che cosa c’era prima?).

Analisi della storia architettonica e stratigrafica del monumento, anche dal punto di vista tecnico.

Diagnostica preliminare basata sia sulla mappatura geofisica (prospezioni georadar ed altro dei pavimenti).

Saggi negli intonaci di rivestimento.

Relazione tecnico-scientifica sulle potenzialità e sulle criticità del monumento.

Sulla base delle conoscenze acquisite si può cominciare a pensare al futuro. In assenza di tutto questo, si procede a tentoni e le magagne, prima o poi, vengono fuori. Non si poteva sapere 127 anni fa che era sbagliato riempire di costruzioni e di attività quelle che fino ad allora erano state saline.

Adesso quella zona va sempre sott’acqua. E non ci sembrava poi così fragile il territorio isolano durante gli anni del boom turistico, come adesso si sta rivelando. Bisogna semplicemente attivare ora, preventivamente, le molte e diversificate intelligenze e competenze presenti sull’isola e altrove, per evitare di dovere intervenire dopo, con cure e rimedi molto costosi o addirittura inutili perché tardivi.

Serve, quindi, un progetto, che tenga anche conto delle aspirazioni e dei desideri della comunità. Ma questo l’ho già scritto.

Nessuno mette in dubbio, ci mancherebbe, la legittimità della amministrazione comunale attualmente al governo temporaneo di Portoferraio. Non condivido nulla o nessuna delle decisioni da loro prese ma questo non c’entra.


Posso dire che la dialettica e il confronto sono indispensabili per fare della buona politica?

Franco Cambi (nato in via Montanara 2, angolo con via delle Galeazze)

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