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Elba Forum per la Pace e 25 Aprile: la liberazione è un processo

Scritto da  Elba Forum per la Pace Sabato, 25 Aprile 2026 11:07

Oggi celebriamo il sacrificio e la virtù civica di uomini e donne che, restituendo dignità a un paese in ginocchio, si liberarono dell’alleato nazista e di un regime fascista.
A più di ottanta anni possiamo considerarci veramente “liberati”?
Che rapporto abbiamo coi nostri “alleati”?

In che misura abbiamo realizzato le libertà civili, morali e sociali sancite dalla nostra Costituzione?

Gli italiani possono dirsi un popolo sovrano, come proclama l’art. 1 della nostra costituzione, se ospita 30.000 militari (dichiarati) USA in basi che dispongono di armamenti nucleari che non controlliamo?


Indipendentemente dal colore politico, quale reale potere decisionale ha il governo italiano sulla politica internazionale?

Senza una propria moneta e sotto la pressione finanziaria dei grandi fondi d’investimento, ovvero col palese ricatto del debito pubblico e dei vincoli imposti dalla UE, quali politiche sociali può liberamente assumere il nostro paese?

La liberazione è un processo, non una conquista definitiva.

Oggi siamo in un guado e dall’altra parte c’è la rovina e la guerra: se procediamo dritti distruggeremo il futuro dei nostri figli e nipoti; se rimaniamo fermi affogheremo nel fango di genocidi, distruzioni e povertà.

Non abbiamo seguito le indicazioni della nostra costituzione, poiché, invece di schierarsi immediatamente per la diplomazia (“ripudiando la guerra come soluzione dei conflitti internazionali”), ci siamo appecorati a una UE monopolizzata dall’anacronistico risentimento anti sovietico della Germania e dei paesi del mar Baltico, nella folle idea di sconfiggere sul campo una potenza nucleare come la Federazione Russa.


L’ostinazione militaresca, la pavidità della politica, gli enormi interessi finanziari e geopolitici, la martellante propaganda dei media, il becero battibecco dei social, la valanga di miliardi e di armi fornite da UE e USA, hanno ottenuto l’unico risultato di insanguinare a tempo indeterminato e depopolare l’Ucraina, deindustrializzare l’Europa e mettere in circolazione una quantità di armi a disposizione di malavita e terrorismo, pari solo alla povertà che stanno provocando.

 

Non è sufficiente l’ipocrisia di fornire armi a una parte in conflitto senza dichiarare guerra all’altra: i russi lo sanno e se lo sono segnato.


Lo sblocco di 90 miliardi dell’UE in favore dell’Ucraina, col palese intento di prolungare la guerra e le dichiarazioni del cancelliere e del ministro della difesa tedesco di voler finanziare “l’esercito più potente d’Europa”, rappresentano per la Federazione Russa una dichiarazione di guerra, nella quale ci siamo dentro con tutti e due i piedi.

 

O ci liberiamo dal pensiero patologico che la pace si ottiene con la guerra o periremo: la guerra crea vinti e vincitori, non giustizia, distrugge la possibilità di una pacifica riconciliazione in favore dei privilegi per i vincitori e umiliazione dei vinti.


Riflettiamo: dopo la seconda guerra mondiale non è scoppiata la pace, ma una guerra “fredda” con esplosioni belliche periferiche e una sanguinosa strategia della tensione nella quale siamo stati coinvolti con stragi e omicidi.

Questa volta dovremmo “liberarci” dalla cecità selettiva che noi (occidente) saremmo il “giardino ordinato e gli altri sono giungla”, per ricostruire una dignità nazionale fondata sulla nostra carta costituzionale, e soprattutto, sostituire la diplomazia alle armi, poiché questa volta non si tratta di distruggere e ricostruire, in ballo c’è la scomparsa della vita civile sul pianeta.

 

Elba Forum per la pace

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Ultima modifica il Sabato, 25 Aprile 2026 11:31