Ricorre il 6 maggio il Centoquarantesimo anniversario della nascita del Maestro Giuseppe Pietri, che ebbe i natali a Sant'Ilario, sopra Marina di Campo. Tante le manifestazioni di questi giorni un po' in tutta l'Isola per ricordare la figura e l'opera di uno dei suoi più illustri figli, che raggiunse la fama con un genere musicale molto in voga all'inizio del '900, l'operetta, antesignana dei musical moderni.
Italo Bolano, nel suo progetto di “Museo diffuso di Arte Contemporanea Elba”, dedicato a celebrare personaggi, eventi storici e caratteristiche peculiari dell'Isola attraverso l'arte, dedicò due opere importanti a Giuseppe Pietri, entrambe collocate a Marina di Campo.
Non so quanti campesi sappiano di queste opere celebrative; la prima è una tela di mt. 2 x 4, realizzata da Bolano nel 1999, collocata all'interno del Municipio di Campo e che fu inaugurata il 30 novembre 2007 In occasione della festa della Toscana dal tema "Giovani Talenti e magnifiche Eccellenze".
L'inaugurazione avvenne alla presenza dell'allora Sindaco Galli, della signora Donatella Pietri, ultima figlia del Maestro (scomparsa nel 2021), e la nipote, con una bella e partecipata cerimonia che si concluse con una esibizione della Corale Campese, alla quale si unirono i bimbi delle scuole primarie di Campo, che fecero risuonare le arie allegre delle opere di Pietri e con un concerto di musica moderna dei "giovani talenti" del paese.
Lasciamo la parola a Bolano che così descriveva la sua tela: "L'arte è una delle espressioni più alte dello spirito; in questo caso la pittura è in funzione della “musica”: un bell’incontro culturale. E’ anche un ponte tra passato, presente e futuro. Nel Paesino di Sant’ Ilario il capitano Giovanni Pietri si trasferì lasciando la dura e piena di rischi vita di mare. Aveva vinto il posto di direttore di posta proprio qui. Le giornate scorrevano tranquille. Qui c’era anche il giovane studente Giuseppe Pietri che già a 20 anni aveva musicato un libretto del noto Avvocato anarchico Pietro Gori, “Calendimaggio”, un dramma in un atto unico. Velocemente si sviluppò in lui l’amore per il comporre e in special modo per il teatro. Le sue grandi operette completarono la particolare storia italiana della musica.
Nella tela di metri 2 x 4 ho voluto rappresentare un paesaggio molto verde che sale musicalmente, con le arie di Pietri, ai paesini in collina. Nel quadro, dove la natura e l’arte vorrebbero fondersi romanticamente, in alto a sinistra tra San Piero e Sant’Ilario, si può scoprire la “Donna perduta”, operetta del 1923.
Alla fine tutto si ricompone nel miglior modo.Al centro della tela è rappresentata “Addio Giovinezza” del 1915 con Dorina, che fa la modista.
L’acqua cheta è del 1920 e narra le storie d’amore di quattro personaggi che sono rappresentati in basso a destra".
La seconda opera dedicata a Giuseppe Pietri è una grande ceramica di metri 1 per 7,50, posta in angolo al Palazzetto dei Congressi comunale, in località la Pila, realizzata sempre nel 1999 da Bolano.
In questa ceramica il Maestro celebra il Musicista Pietri e l'amico letterato e musicista Pietro Gori.
Fondazione Italo Bolano

