Ci sono luoghi nei quali il teatro smette di essere soltanto rappresentazione e diventa atmosfera, memoria, paesaggio interiore. Portoferraio, nelle sere di inizio estate, appartiene certamente a questa categoria. E non è forse un caso che proprio davanti al mare delle Ghiaie, là dove lo sguardo si apre al tramonto verso Capraia e la Corsica, la Compagnia delle Tisane abbia scelto di mettere in scena uno spettacolo dedicato a Dante e agli abissi dell’animo umano. Martedì 9 giugno, sulla terrazza dello stabilimento “Bagni Elba”, andrà infatti in scena “Diamanti all’Inferno davanti allo Scoglietto”, opera ideata da Angela Chih e curata da Anna Vlacos, in una formula teatrale che si annuncia intensa, simbolica e fortemente evocativa. Prima dello spettacolo, previsto per le ore 21:30, il pubblico potrà partecipare anche a una cena organizzata sulla terrazza affacciata direttamente sulla Spiaggia delle Ghiaie, nell’ora del tramonto, quando la luce del sole colora il mare di riflessi rossastri accompagnando il colore dei vini e delle pietanze elbane.
Ma il significato della serata sembra andare oltre il semplice appuntamento teatrale. Manifestazioni come questa mostrano infatti come l’Isola d’Elba stia lentamente recuperando anche una propria dimensione culturale più profonda e riconoscibile, capace di affiancarsi all’immagine esclusivamente balneare che spesso domina la comunicazione turistica. È un segnale importante non soltanto per l’Elba, ma per la cultura stessa, perché ogni territorio che investe nella qualità artistica, restituisce valore anche alla propria identità storica e civile.
Non è un caso che negli ultimi anni alcune iniziative culturali abbiano richiamato crescente attenzione e partecipazione, dal Premio Brignetti al Premio letterario “La Tore”, dal Premio Appiani ad altre manifestazioni artistiche e letterarie che stanno contribuendo a delineare un turismo diverso: più curioso, più consapevole, più interessato ai luoghi anche nella loro memoria e nella loro anima. Ed è forse proprio qui che il tema dantesco trova la sua collocazione naturale.
Lo spettacolo non sembra voler proporre una semplice lettura scenica della Divina Commedia, ma piuttosto un viaggio emotivo dentro gli inferni interiori dell’uomo: il desiderio, il potere, la colpa, la passione, il tradimento, la memoria e la solitudine. Angela Chih, nel ruolo di Dante, accompagna il pubblico lungo un percorso che assume quasi il carattere di un rito collettivo. Attorno a lei prendono forma figure che attraversano i secoli senza perdere forza simbolica: Paolo e Francesca travolti dalla passione, il Conte Ugolino divorato dalla disperazione, Farinata prigioniero del proprio orgoglio politico, Ulisse sospinto da una conoscenza che non accetta confini. La regia privilegia volutamente una dimensione sensoriale e visionaria. Il mare, il rumore delle onde, la notte, le luci e i colori della scena sembrano fondersi con la parola poetica fino a trasformare la spiaggia stessa in una soglia sospesa tra realtà e immaginazione.
Davanti alla spiaggia in cui il tramonto sembra dissolversi tra cielo e nel mare, è difficile non avvertire anche una lieve malinconia della storia. Portoferraio conserva infatti qualcosa di singolare: il passaggio fugace delle grandi vicende umane. Alcune figure sembrano essere apparse sull’Isola come meteore luminose, lasciando per un attimo il riflesso della loro gloria, prima di svanire oltre la linea dell’orizzonte, là dove il sole al tramonto verso la Corsica sembra consumare lentamente la memoria del tempo. Per questo un simile tema trova alle Ghiaie una risonanza particolare, perché è proprio da qui che il confine tra memoria, mito e paesaggio continua ancora oggi a confondersi con sorprendente naturalezza.
Lo spettacolo si preannuncia dunque, non soltanto come un evento teatrale, ma come un’esperienza immersiva nella quale poesia, mare e riflessione umana sembrano incontrarsi in una stessa scena aperta verso la notte.
Alberto Zei