Stampa questa pagina

Premio La Tore 2026 dedicato a Mimma Cuffàro Ferruzzi

Scritto da  Jacopo Bononi - Premio La Tore Venerdì, 03 Luglio 2026 09:20

Il sorriso e l’eleganza di Mimma Ferruzzi ci sovrastano e mitigano il dolore per la sua scomparsa. La prof.ssa Mimma Cuffàro Ferruzzi (all'anagrafe Girolama Cuffaro) è stata un'importante archeologa, pittrice e poetessa, profondamente legata all'Isola d'Elba. Era sposata con l'architetto, docente e storico Paolo Ferruzzi, nostro grande amico e sostenitore delle nostre iniziative con Mimma dal lontano 1998, quando presentammo in hotel il primo romanzo di Alessandra Fagioli.

Con Paolo la cara Mimma ha condiviso una vita di impegno per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale elbano.

 

Leggiamo in un suo breve curriculum: Siciliana, archeologa. Studi classici a Palermo. Laureata a Roma presso ‘La Sapienza’ in Lettere classiche con le seguenti materie relative al Gruppo archeologico: Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana, Preistoria, Epigrafia e antichità greche, Topografia dell’Italia antica e Storia orientale antica. Discute la Tesi di Laurea in Archeologia (relatore prof. Achille Adriani) dal titolo: “Pitture di quadri con edifici e ville a mare nel I° sec. A.C. e nel successivo” di recente pubblicazione.Nella disciplina dell’archeologia partecipa agli scavi di Himera effettuati dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Palermo sotto l direzione del prof. Nicola Bonacasa e collabora al volume Himera I° edito dall’Ermadi Bretschneider. Si ritrova nell’influsso avuto dai maestri Ettore Paratore, Margherita Guarducci, Giusto Monaco.
Figlia dello scultore Silvestre Cuffàro e della pittrice Pina Calì rappresentativi artisti degli anni Trenta.
Naturalizzata toscana, ha vissuto all’isola d’Elba dove negli ultimi anni si è manifestata come autrice di numerosi dipinti parietali tra i quali spiccano quelli di ‘Una tenda dell’anima’ pubblicati su riviste specializzate e di numerosi restauri pittorici per case private e per chiese tra le quali la Cappella della Madonna delle Grazie in San Piero e la Cappella di Santa Filomena in Pomonte.
Sempre nell’ambito elbano numerosi incarichi pubblici come il riordino (da parte della Soprintendenza Archivistica di Firenze dell’Archivio Storico del Comune di Marciana - Isola d’Elba, l’incarico di riordino e valorizzazione del Museo archeologico (Antiquarium) di Marciana e l’incarico di “curatore” del Museo archeologico (Antiquarium) di Marciana da parte della Soprintendenza Archeologica di Firenze. Numerose le conferenze, le interviste e gli articoli apparsi su riviste specializzate come, tra le altre, la presentazione del Museo archeologico (Antiquarium) di Marciana, la conferenza sull’archeologia subacquea elbana con particolare riferimento ai relitti di Capo Sant’ Andrea e di Procchio, l’elaborazione della scheda sul Museo archeologico (Antiquarium) di Marciana per “Schede Musei italiani” nella rivista Archeologia viva (ed.Giunti-Firenze- Gennaio 1991-n°15), l’intervista televisiva sul Museo archeologico (Antiquarium) di Marciana rilasciata per la trasmissione ‘Paese mio’, l’Articolo inerente il Museo archeologico (Antiquarium) di Marciana in ‘Il Monte Capanne - un’isola verde nell’Elba’ (ed.R.S . Genova - 1994). Borsista Concorso Nazionale Università di Siena CNR- Scuola interdisciplinare di Ricerca Applicata Convegno di Archeologia Subacquea Certosa di Pontignano ( Siena ) 9/15 dicembre 1996, partecipazione al XI Congresso Internazionale di Epigrafia Greca e Romana Roma 18 - 24 settembre 1997, Lezione sulla preistoria dell’isola d’Elba tenuta nell’ambito della Università del tempo libero a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Portoferraio, I° Congresso Internazionale di Archeologia del Vicino Oriente Curatore Professore Paolo Matthiae.
Nel 2003 è autrice assieme ad altri, su incarico della Soprintendenza di Pisa per il volume di indagine archeologica relativa alle Fornaci da Calce e Mattoni sul territorio dell’Isola d’Elba. Nel 2004 ha l’Incarico del Comune di Marciana per il riordino dell’Archivio Storico Comunale.

 

Raffinata poetessa e vincitrice di numerosi premi una raccolta delle sue poesie è stata recentemente pubblicata dalla Persephone Edizioni con il titolo ‘Frantumi’ con l’appendici critiche Roberto Pazzi e Ernesto Ferrero. Nel volume è anche trascritto un piacevole ‘divertissiment’ tra la stessa Mimma Cuffàro Ferruzzi (come Baronessa Girolama) e lo scrittore Ferrero (come Martino Acquabona bibliotecario di Napoleone) come a seguire riportato:… ‘Dall’isola d’Elba, Un giorno di Maggio. Caro signor Martino (Permetta che mi rivolga a Lei così familiarmente) solo poche righe. Suddita spersa in un luogo remoto del Vicereame, io avevo appreso di Lei dalla Baronessa, essendone lontana parente, in occasione di un suo fortunoso viaggio nella mia Terra (una delle sue consuete sparizioni, suppongo). Devo confessarLe che molto m’hanno commosso i Suoi travagli, così ben espressi e quali non credevo tanto angustiosi da farLa pervenire, quasi, al gesto estremo. Mi pare adesso, per comunanza di affetti di conoscerLa proprio di persona. La mia bizzarra biscugina mi parlò tanto di Lei, allora. “Alfine, come ebbe a concludere, l’affetto più fermo, benchè probblematico (sic) assai “ della sua vita. Vegliavamo alla luce incerta del camino, la aria si era fatta fredda e si rabbrividiva quella sera nel salotto bordò, piuttosto provato, dei Cuffari di Cammarata. Qua una finestra sconnessa, là i braccioli di pur sontuosi divani, tristemente lisi, informavano l’ospite di una piccola baronìà fondiaria legata allo sfruttamento della terra (oltre che dei suoi abitatori), ormai agli sgòccioli. Storia marginale inserita nella più vasta vicenda di egoismi e prevaricazioni comune a tutti i potentati piccoli e grandi di questo mondo. Solo di quando in quando venne in essa registrato il soffio purificatore dell’arte vindice di tante miserie . Un musicista insigne, tempo fa, e soprattutto vari pittori e scultori che parevano affondare la radice della loro ispirazione nella forza arcaica del mito che fa grandi le metope di Selinunte (a due passi da lì), quando gli Dei esistevano. E più di recente una soave ritrattista che nulla ha da invidiare alla pur pregiata signora veneziana Rosalba Carrièra. Ceppo al quale mi piaccia o no tuttavia appartengo. Ebbene quella sera a me donna dagli orizzonti non troppo slargati, si delineò uno scenario nuovo ed inusitato che sembrava prendere corpo e vita dal movimento delle ombre proiettate alternativamente dai bagliori sulle pareti decorate. Mi si palesò all’improvviso un luogo fascinoso e remoto: un minuscolo lembo di mondo lontano dal mio, divenuto inopinatamente regno dell’uomo che fino allora aveva tenuto in mano sua i destini di tante creature e di intere Nazioni. Solo uno scoglio dico, a petto della mia vasta isola che, pur tale, è pari anzi a un Continente, come affermano i più considerati studiosi. Ebbi subito vivo interesse ed affetto per tutto ciò che colà si svolgeva, scopersi improvvisamente in me una insospettata passione per l’esotico (chissà forse un presagio) completamente catturata dalle avvolgenti parole della narratrice che ben conosceva i luoghi e i residenti. Un dubbio però ora m’affatica: la diversità delle immagini a me pervenute attraverso tali narrazioni che fortemente differiscono da quelle balzate fuori a tutto tondo dal Suo scritto, signor Martino. Un dilemma senza soluzione anche per Lei, vedo, che è fine letterato ed uomo di giudizio, il fenomeno sempre ricorrente della verità mai univoca che si spezza in mille frantumi e non dà nessuna sicurezza. Fatto già annotato dagli antichi, ma che, non ci crederà, lascia sempre sorpresi e con l’amaro in bocca noi, gente comune. Ma basta così. Per correttezza devo palesarLe ora lo stato d’animo che in fondo in fondo mi ha condotto, già da tempo, a prendere le distanze dalla mia estroversa e umorale parente. Figlia legittima, la definirei, di un sopìto vulcano, anzi di due (essendo la sua nonna materna originaria della Piana di Catania ) benché, in confidenza, ne subisca anch’io, e fortemente, il fascino. Ciò Lei comprenderà dai casi miei. Già da bambina mi sentivo naturalmente incline al silenzio e giocavo appartata e molto mi attraeva l’essenzialità della vita monacale. Avrei voluto prendere il velo, ma da lì a poco mi ritrascinò violentemente al secolo la improvvisa morte di mia sorella e la pena dei suoi orfani a cui feci da zia e madre insieme. Figli d’acquisto altrettanto cari quanto gli altri due che avrei avuto in seguito in quello scoglio lontano, per un singolare intreccio del destino. La rigidezza di carattere che mi addebitano, spesso non a torto, deriva certo dalla mia propensione ad un esasperato senso del dovere, al cui assolvimento mi hanno pesantemente sospinto le circostanze della mia vita. Ma non è sempre così. Non infrequentemente sollevo me stessa e chi mi circonda con la esuberanza e il gioco proprio del carattere di noi meridionali.(…)

 

Mimma inoltre ha fatto parte del Comitato d'Onore e Scientifico da sempre del nostro ⁠Premio Letterario La Tore Isola d'Elba. Con Paolo ha sempre partecipato ai nostri eventi e la ricordo con un profondo senso di dolore perché ogni suo gesto ed ogni sua parola corrispondevano alla dolcezza e alla bellezza che la contraddistinguevano e si commisuravano alla sua sensibilità, umana e culturale.

 

Siamo stati e siamo onorati di averla avuta nostra amica con Paolo, al quale va il nostro abbraccio più forte, insieme ai cari Silvestre e Costanza.

 

Per tutte queste ragioni il comitato promotore ha deciso di dedicare alla prof.ssa Mimma Cuffaro Ferruzzi la ventiduesima edizione del premio.

 

Jacopo Bononi
Presidente del Premio letterario La Tore Isola d’Elba

Vota questo articolo
(4 Voti)
Ultima modifica il Venerdì, 03 Luglio 2026 09:26