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Archeologia subacquea: due nuove scoperte nei fondali dell'Isola d'Elba

Scritto da  Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno Lunedì, 10 Agosto 2026 12:17

Un dolium di età romana e un possibile relitto individuati durante le attività di monitoraggio della Soprintendenza a seguito di segnalazioni.

Un dolium di età romana e un possibile relitto, ancora in corso di studio, sono le due nuove evidenze archeologiche individuate nei fondali dell'Isola d'Elba durante le attività di monitoraggio del patrimonio archeologico subacqueo promosse dalla Soprintendenza ABAP per le province di Pisa e Livorno, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e il Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova.

 

«Il mare dell'Arcipelago Toscano è un eccezionale giacimento di beni archeologici e le nuove scoperte ne confermano ancora una volta il valore» dichiara il Soprintendente Valerio Tesi. «Questi risultati sono il frutto della consolidata collaborazione tra la Soprintendenza e l'Arma dei Carabinieri, in particolare con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e il Nucleo Subacquei di Genova, oltre che dell'impegno della funzionaria archeologa Gloriana Pace, che sta sviluppando una preziosa collaborazione con i centri diving per coinvolgerli attivamente nella tutela di un patrimonio tanto ricco quanto fragile».

 

Le attività, avviate nel maggio 2026, interessano le acque di competenza della Soprintendenza, con particolare riferimento allo specchio di mare compreso tra il Canale di Piombino e le isole dell'Arcipelago Toscano. L'intervento rientra in un più ampio programma di tutela finalizzato a verificare lo stato di conservazione dei siti sommersi, controllare il posizionamento dei reperti già censiti, aggiornare la documentazione cartografica e verificare nuove segnalazioni, ampliando così il quadro delle conoscenze sul patrimonio archeologico subacqueo dell'area.

 

Tra i risultati più significativi figura il rinvenimento di un dolium, grande contenitore in terracotta utilizzato nell'antichità per il trasporto e la conservazione di derrate alimentari, in particolare vino, olio e cereali. Per caratteristiche e contesto di rinvenimento, il reperto è verosimilmente riferibile a una delle cosiddette navi a dolia, particolari imbarcazioni mercantili impiegate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. per il trasporto del vino sfuso lungo le principali rotte commerciali del Tirreno.

 

La seconda scoperta riguarda un presumibile relitto, lungo circa cinque metri e largo due, oggi quasi completamente ricoperto dalla mucillagine, che ne limita l'osservazione. Le ricognizioni subacquee hanno permesso di individuare resti del fasciame, elementi strutturali lignei e numerosi chiodi in bronzo. Le condizioni di conservazione non consentono, allo stato attuale delle indagini, una datazione certa del contesto, che potrebbe collocarsi tra la tarda antichità e il Medioevo.
Le nuove evidenze confermano l'elevato potenziale archeologico dei fondali dell'Arcipelago Toscano e l'importanza delle attività di monitoraggio per la tutela, la ricerca e la valorizzazione del patrimonio culturale sommerso.

 

Per approfondire la conoscenza del sito, la Soprintendenza prevede per l'autunno 2026 una seconda campagna di indagini subacquee, nel corso della quale saranno eseguiti saggi archeologici esplorativi per chiarire natura, cronologia e caratteristiche del relitto.

 

L'obiettivo è inoltre coinvolgere quanto prima la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo in sopralluoghi dedicati ai relitti situati a media e alta profondità.

 

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno

 

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Ultima modifica il Lunedì, 10 Agosto 2026 14:44