Il 1738 è anno particolare vissuto dai sudditi del granducato di Toscana in quanto è da poco avvenuto il passaggio dal dominio della dinastia dei Medici, estintasi con Giangastone, a quella dei Lorena con Francesco Stefano ,primo granduca di Toscana di questa dinastia Nel 1745 diverrà imperatore del Sacro Romano Impero col nome di Francesco I.
Questo primo granduca toscano asburgo-lorenese, si ritirò a vivere a Vienna lasciando in Firenze al governo della Toscana il Consiglio di Reggenza che amministra in sua vece. Per approfondimento di quanto accade in Toscana nei primi anni trenta del settecento leggi “Il granducato di Toscana negli anni trenta del settecento. Il cambio dinastico e la difficile eredità medicea”
(Marcella Aglietti. In “Ricerche storiche” vol 2-3/2004. Pg 259-325)
https://www.academia.edu/5010597/Il_granducato_di_Toscana_negli_Anni_Trenta_del_Settecento_Il_cambio_dinastico_e_la_difficile_eredit%C3%A0_medicea_in_Ricerche_storiche_vol_2_3_2004_p_259_325?email_work_card=view-paper
Nel 1738, Carlo Rinuccini autorevole membro dal Consiglio di Guerra di questa Reggenza, scrive da Firenze a Vincenzo Coresi del Bruno, governatore in carica di Portoferraio, trattando un argomento importantissimo per la sopravvivenza dei sudditi della città di Portoferraio: poter estrarre grani e biade per uso personale senza pagar tasse.
La Real Segreteria di Guerra ha infatti determinato che il popolo di Portoferraio può continuare ad estrarre biade e grano per il proprio bisogno personale senza pagare dazi fino al 1740 usufruendo del rinnovo della grazia concessa nel 1730 .
Nella stessa lettera il Rinuccini fa sapere che è stato accettato il rinvio del rinnovo della magistratura degli Anziani.
L’estrazione di biade e grano per uso personale senza pagamento di dazio o gabella allo Stato era una grazia concessa alla comunità di Portoferraio sin dalla fondazione di Cosmopoli. Lo Stato è la persona del principe, serenissimo padrone e signore: non vi è distinzione tra patrimonio privato del principe e quello pubblico. La separazione definitiva in Toscana avvenne successivamente sotto l’azione riformatrice del granduca Pietro Leopoldo asburgo-lorena.
Il commercio del grano era particolarmente lucroso per le casse del principe: regolamenti e bandi vietavano il libero commercio.
Cosimo I de’ Medici nel suo ducato prima e granducato poi, regolamentò il commercio del grano con bandi ed ordini: vedi “Le leggi di Cosimo. Bandi statuti e provvisioni del primo granduca di Toscana” (Società Bibliografica Toscana 2019)

Ma, nella sua Cosmopoli, gli Anziani, rappresentanti del popolo di Portoferraio, con supplica avevano richiesto il privilegio di estrarre grano e biade per proprio bisogno personale senza dove pagare dazi o gabelle e la grazia era stata concessa da Cosimo per dieci anni. Alla scadenza dei dieci anni la grazia era di nuovo stata richiesta e concessa per ancora altri dieci anni e così fino al 1730: ogni dieci anni alla scadenza, da ogni granduca in carica la grazia è rinnovata a seguito di supplica dei rappresentanti del popolo di Portoferraio e con essa il privilegio di estrarre grano e biada per uso personale senza pagar tassa.
Un privilegio, una grazia molto importante perché col grano si fa farina e pane, con la biada si nutre il bestiame.
Era questa una grazia, un privilegio che veniva rinnovato perché il territorio dell’Elba è particolarmente povero in grano e biada. Questa carenza di grano è tale che era necessario andare ad acquistarlo in terraferma (Pisa, Livorno, Maremma) tramite il “provisioniere dei grani“ che alla dipendenza dell’istituto pubblico dell’Abbondanza andava a scegliere ed acquistare grano sul mercato per tutta la comunità.
Nonostante ciò molta era la povertà presente e tale era la miseria che si poteva morir di fame, condizione questa che era riconosciuta col termine “miserabile”. Nell’ottocento, a Portoferraio, il riconoscimento della condizione di miserabilità e di povertà spettava al parroco che doveva certificarlo in appositi moduli predisposti.

Il riconoscimento dello stato di “miserabilità” era associato alla possibilità di poter aver aiuti comunitativi come il ricovero nell’ospedale dei poveri con spesa a carico della comunità e la somministrazione gratuita di una zuppa giornaliera.
(Vedi “Storia di Portoferraio e dell’Elba dal 1815 al 1818 attraverso documenti di archivio” Marcello Camici. Marchetti Editore 2017. Pisa)
Qui di seguito la carta di archivio trascritta relativa al rinnovo della grazia.
“Copia di lettera della Real Segreteria di Guerra di Sua Altezza Reale scritta all’Ill. mo Signor Maestro di Campo Giovan Vincenoi Coresi del Bruno Governatore per la Reale Altezza Sua di Portoferraio il dì 14 ottobre 1738 l’originale della quale ritrovasi in questo Archivio Segreto di Governo
Signor Maestro di Campo Governatore Coresi
Portoferraio
Illustrissimo Signore Mio Pronendissimo Colendissimo
Questo Consiglio di Reggenza avendo considerato che codesti popoli hanno ottenuto la conferma dei lori privilegi ,fra i quali quello di poter estrare dallo Stato grani e biade per loro bisogno,senza pagamento di dazio o gabella nel 1730 per dieci anni ,ha determinato che possano godere di questa grazia per tutto l’anno 1740 che spirerà e allora potranno rinnovare le loro suppliche per sentire quello che si degnerà comandare Sea Altezza Reale Nostro Signore . Vostra Illustrissima pertanto potrà loro far nota questa determinazione del Consiglio predetto, acciò possano godere il frutto della pronominata grazia ,della quale ne è restato inteso anche questo Signore Depositario Generale da Verrazzano,a cui si potranno indirizzare per ottenere l’ordine opportuno per ottenere le libere estrazioni…
Di Vostra Illustrissima
Firenze 14 ottobre 1738
Devotissimo Obbligatissimo Servitore
Carlo Rinuccini”
(Filza. ”Lettere di magistrati e tribunali dal 1730 al 1770”. C13. Carta numero 6. Archivio storico comune Portoferraio)
Marcello Camici
Foto di copertina - Ritratto dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Francesco I di Lorena con le vesti dell'Ordine del Toson d’oro. Dipinto olio su tela. Anton von Maron. Versailles.
Foto 2 - PRIMA DI COPERTINA “Le leggi di Cosimo. Bandi statuti e provvisioni del primo granduca di Toscana” Società Bibliografica Toscana 2019.
Foto 3 - Portoferraio 1818. Modulo per attestato di miserabilità.