Festa dell'uva di Capoliveri 2026 in archivio e come ogni anno si esprimono sull'evento i componenti la giuria che hanno valutato i rioni Baluardo, Fortezza, Fosso e Torre, che dal 1996, nel primo weekend d'ottobre, trasformano il paese in epoche del passato. Il presidente della Pro Loco locale, Paolo Martino, ha portato in giuria Italo Sapere, Nicola Marra, Giovanni Bernabei, Ivo Poli e Michele Carlone, e come sempre Rossana Galletti presidente, che afferma: “Un'edizione tra le più riuscite, con rappresentazioni sceniche tutte efficaci. Sarà sempre più difficile fare nuove scelte storiche nelle “sfide” future. Tutti bravi”.
E sentiamo Nicola Marra, ingegnere campano, adottato dall'isola da anni, vive a Patresi. E' Presidente dell'Associazione "Amici di Patresi e Colle d'Orano" e gestisce l'andar per sentieri del gruppo "Senza Furia". Ha detto: "Non conoscevo l'evento. Da giurato ho potuto visitare i quattro riunioni trasformati in altre epoche senza il folto pubblico, per cui ho osservato ogni dettaglio e ho parlato con la gente che mette in campo grande impegno e grande passione. Molto ampia la partecipazione di paesani, in particolare tantissimi ragazzi e pure i più piccoli, poi donne, uomini, famiglie intere. Un clima festoso e di socialità che raramente si vede in altre manifestazioni. Ogni passo, dentro i rioni, faceva rivivere vicende del passato. Bravi".
Il giurato Italo Sapere, agronomo dell'Agricola Sapereta, nominato dal Consorzio di tutela del vino Elba Doc esperto di cantina: “A Capoliveri ho respirato la tensione della sfida. Grande senso di appartenenza espresso dai rionali, sono eredi del passato e lo fanno rivivere con le recite. Commossi gli anziani nel ricordare, entusiasmo nei giovani: Una meraviglia scoprire Capoliveri con questa bella festa. Poi le luci si spengono e i sentimenti vanno oltre la vittoria o la sconfitta: tutti sanno d'aver vissuto insieme un pezzo di storia del paese, con amore”. Sapere aggiunge che: “Il Baluardo ha centrato lo spirito della festa con la prima vendemmia del dopo guerra, mentre la Fortezza con l’arrivo di Napoleone, respinto dai capoliveresi, ha creato scene di qualità, tra verità e leggenda. Nel Fosso esilarante la ricostruzione della burla del farmacista Sestini, l'avevo sentita in famiglia e infine acuta la Torre con la ricostruzione delle prime scoperte archeologiche avviate dal Mellini. Fu un impulso al progresso”.
Ed ecco Ivo Poli di Molazzana, in Garfagnana, docente di Biodiversità Agraria, autore di 11 libri sulla storia di quella zona e presidente dell'Associazione Nazionale Città del Castagno. “Prima partecipazione a questa bellissima festa. Si differenzia da eventi di altri paesi italiani. Unica Capoliveri con i quattro rioni che trasformano per un giorno i loro borghi e narrano episodi locali del passato .Tutto ruota intorno al tema della vendemmia, con attaccamento di tutti al proprio territorio. Grazie alla Pro Loco: mi ha fatto conoscere un angolo di paradiso”.
Michele Carlone, italiano residente in Svizzera, da molto passa le vacanze a Patresi. E' stato dirigente di una società internazionale nel settore assicurativo/finanziario. All'Elba fa volontariato in associazioni locali, per la tutela dei sentieri, delle chiese e altro. “Conosciuti i temi storici scelti dai rioni, mi sono immerso nella festa. Tanta passione, grande organizzazione nei 4 rioni. Adulti, giovani e i giovanissimi impegnati nel mettere in scena epoche antiche, ricche di storia e cultura. Difficile l'assegnazione dei voti per noi giurati. Sceneggiature e scenografie perfette, ottime recitazioni e magnifica esplosione di gioia alla vittoria della Fortezza. La gente di Capoliveri ama la sua terra. Un'esperienza unica. Grazie a tutti”.
E infine la parola va a Giovanni Bernabei professionista della Lux Vide, casa produttrice di celebri fiction per la TV, tra cui Doc, Che Dio ci aiuti e Don Matteo. Giovanni è pure attivo nel terzo settore e cofondatore del gruppo "Donatori di sangue Olgiati" presso il Policlinico Gemelli. Importante la sua vicinanza alla Pro loco, e il secondo impegno nella giuria. Dà lustro a Capoliveri. "Ho di nuovo ammirato le capacità- dice - di oltre 500 volontari dei 4 rioni che alla domenica fanno “viaggiare” i visitatori nel passato. Creano scene e indossano costumi di quel tempo, impegnando bambini, donne e uomini. C'è chi dimostra capacità attoriali e potrebbe diventare un professionista in tanti recitano per strada episodi storici. Una manifestazione fuori dal comune, che deve crescere sempre più. Evviva Capoliveri, evviva l'Elba. Torno sempre con grande piacere”.
Stefano Bramanti