Nessuna persona ragionevole può mettere in discussioni che i governi Berlusconi e Monti hanno tagliato alla sanità toscana 600milioni di euro e con questo, purtroppo, dobbiamo fare i conti! Come si può negare una simile realtà? Ma con altrettanto equilibrio occorre constatare come la sanità, la scuola, i trasporti, gli uffici periferici sono servizi che su un’isola non possono essere affrontati allo stesso modo con cui si trattano sulla terraferma.
Nel primo giorno della loro protesta "sanitaria" i primi cittadini dell'Isola hanno stilato un documento relativo ad un altro punto dolente per i cittadini elbani, chiedendo al Ministro della Giustizia di riconsiderare la decisione del Governo di chiudere gli Uffici Giudiziari di Portoferraio, un'altra tegola sulla qualità della vita della popolazione insulare, che sarebbe costretta a spostarsi a Livorno, con spreco di tempo e di denaro, per ogni minima incombenza legale.
Un anno dopo, la cittadina è bellissima e si è ripresa… grazie all’orgoglio campese e alla solidarietà. “ Il 7 novembre di un anno fa” – dice il sindaco Vanno Segnini – “ un’inimmaginabile quantità d’acqua (oltre 2 milioni di metri cubi) invadeva le case, le strade, le scuole, le attività commerciali del nostro paese con conseguenze devastanti per l’economia e il tessuto sociale del nostro comune. Una vita è andata perduta, in un tragico giorno che la nostra comunità non potrà mai dimenticare.”
“Le dimissioni del Sindaco di Portoferraio Roberto Peria e le proteste degli Amministratori dell’Elba hanno posto con forza la questione dei servizi sanitari per i cittadini dell’Isola d’Elba. La Regione sta lavorando, nella situazione di finanza pubblica data, per garantire a tutti la qualità della sanità toscana.
Scrive il Consigliere di Campo: "La presa di posizione decisa del Sindaco di Portoferraio, che ha sicuramente grosse colpe sulla situazione della sanità all’Elba, senza per questo essere l’unico responsabile in questa vergognosa vicenda, ha sortito un effetto importante; quasi tutti gli altri Primi cittadini dell’Isola, come da più parti si insisteva e si proponeva, mossi dallo stesso sentimento di Roberto Peria o da calcolo politico, sono finalmente saliti sul tetto del Ospedale per fare sentire la voce della popolazione Elbana che rappresentano".
Non sarà certo sfuggito neppure agli osservatori più distratti che negli ultimi tempi si susseguono Manifesti, Appelli, Giornate, Eventi -i più vari- promossi in molti casi da nuovi soggetti e personalità che arricchiscono il panorama dei protagonisti ‘storici’; FAI, Italia Nostra, Legambiente, WWF, LIPU, CAI e altri.
Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti gli amministratori elbani sia di maggioranza che di opposizione per le iniziative che hanno intrapreso a tutela della sanità insulare.Purtroppo ci sono questioni che partono da lontano e che stanno mettendo a serio rischio i servizi erogati nel presidio ospedaliero di Portoferraio.
Le dimissioni del Sindaco di Portoferraio, gesto meditato e condiviso dalla giunta e poi dall'intero Consiglio, aprono di fatto una “Vertenza Elba”, volta a garantire una volta per tutte agli elbani la dignità di essere cittadini toscani come gli altri, persone alle quali devono essere garantiti ad un livello standard i servizi essenziali.
Barbetti non si può permetter e- scrive Michele Rampini del PD - di banalizzare in questo modo le dimissioni di Peria senza dubbio rischiose, ma anche ricche di carica umana e morale e strumento significativo seppure estremo perchè i diritti dei cittadini elbani vengano riconosciuti e protetti da chi ci governa e ci amministra.
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