Stampa questa pagina

Racconto - Pace nel Mondo e chiacchiere da Bar

Scritto da  Marco Cesareo Venerdì, 20 Marzo 2026 10:54

Seduti al tavolino d'angolo, circondati da una nuvola di fumo e aromi di caffè corretto, troviamo i nostri due protagonisti.

 

Ugo sorseggia il suo drink e scuote la testa con fare solenne.
"Pino, io non dormo la notte. Questo mondo è diventato una polveriera. Non c'è più amore, non c'è più pace ma solo guerre . Perché le persone non possono semplicemente volersi bene e deporre le armi?"
In quel momento il telefono di Ugo vibra. È un cliente. Ugo cambia voce, diventa mellifluo: "Pronto? Ah, caro dottore! Certo, l'auto è un gioiello. Chilometri originali, giuro sulla mia coscienza. Un affare che capita una volta nella vita!"
Riaggancia, fa l'occhiolino a Pino e sussurra: "Speriamo che non controlli il carter, è tenuto su col nastro adesivo e la preghiera. Ma d'altronde, in un mondo così violento, dovrò pur sopravvivere, no? È legittima difesa commerciale."

 

Pino, che non lavora dal periodo del COVID 2019 perché "sta aspettando l'occasione che valorizzi il suo "spirito libero", sospira profondamente.
"Hai ragione Ugo. Ma il vero problema viene dall'alto. Nessuno che prende decisioni! Dove sono i leader? Perché nessuno pensa al bene della collettività?
Io vorrei vedere i politici prendere una decisione e che si impegnino, una volta per tutte, per arrivare al conseguimento della pace.

 

Ugo lo guarda ammirato. "Pino, hai ragione. Tu cosa faresti?"

 

Pino si sprofonda nella sedia.
"Io? Nulla, ovviamente. Non è il mio ruolo. Il mio compito è osservare e criticare il vuoto decisionale. Se io mi alzassi da questo tavolino anche solo per andare a votare o, che so, a raccogliere una carta, legittimerei un sistema che non funziona e che non mi rappresenta.
Io aspetto che qualcuno decida... ma che decida esattamente quello che farei io, se solo avessi la possibilità di farlo."

 

"Vedi Pino," conclude Ugo mentre firma una fattura palesemente gonfiata, "se tutti fossero come noi, il mondo sarebbe di sicuro un posto migliore."
Pino annuisce, troppo stanco persino per ordinare un altro caffè.

 

Liberamente ispirato da una mattina al bar.

 

Ho inventato questo dialogo immaginario perché sono fermamente convinto che il destino di tutti noi non dipenda solo ed esclusivamente da un' accettazione passiva di eventi internazionali che si susseguono.
La Pace per esistere ha bisogno di azioni. Ed azioni ripetute formano le abitudini. Le abitudini a loro volta determinano la forma mentis di ognuno di noi.
Ed è in questo modo che probabilmente ognuno di noi può contribuire nel suo piccolo alla costruzione della pace nel mondo.

 

Marco Cesareo

Vota questo articolo
(7 Voti)
Ultima modifica il Venerdì, 20 Marzo 2026 11:23