Più di mezzo secolo fa davanti ad una Spiaggia delle Ghiaie, ancora non occupata da ombrelloni e lettini ordinatamente schierati come tanti soldatini, ma barbaramente disseminata di bagnanti che anarchicamente ne fruivano (ORRORE!) come cazzo lor pareva, un uomo salmastro come Mario Castells (a cui avevo sentito definire "la prua della macchina" la parte frontale della sua Fiat 125), mi impartiva i rudimenti dell'andare a vela a bordo del suo "finny".
Mi affascinavano i racconti, che quell'uomo inframezzava con le istruzioni sul come annodare le cime e le scotte (corde in lingua meneghina), sull'andar di lasco e di bolina.
Un suo ricordo mi colpì in particolare: quello delle sue traversate "romantiche" del canale.
Nel dopoguerra, non ricordo per quale vicissitudine, lui e la allora fidanzata (che avrebbe poi sposato) si trovarono ad abitare sulle sponde opposte del canale, lui all'Elba lei a Piombino.
Ordunque l'ardimentoso Mario, per ricongiungersi temporaneamente all'amato bene, in luogo di fruire di qualcuna delle rare corse dei traghetti, prese a solcare le acque del "Bozzo" con un guscio di noce a vela che pilotava con maestria.
Veniamo ora allo stretto di Hormuz e a questa guerra particolarmente demente, in cui l'umanità si è impantanata.
Che c'entra? C'entra!
Sì, perché da giorni e giorni si parla dello "spettro" degli aeroporti a corto di carburante, ma se si esclude un documento degli armatori, fino ad ora nessuno ha fiatato (o quantomeno si è meritato l'attenzione dei "media" nazionali), su cosa significherebbe una vera crisi energetica per chi (come noi selvaggi insulari elbanesi e per i nostri ospiti), il traghetto lo deve prendere come se fosse un bus. I padroni dei vapori ci hanno già fatto fischiare le orecchie, la prospettiva potrebbe essere quella delle meno corse e più care.
E si badi, se gli USA non ci e si liberano da soli di questo inqualificabile trombettone, la deriva quella sarà.
Dobbiamo prepararci a soluzioni "autarchiche" alla Mario?
Per fortuna i nostri litorali sono abbelliti anche dalla presenza di un buon numero di pedalò, natanti che si possono guidare senza particolari abilità nautiche, basta un po' di "patana" (calma piatta) e il gioco è fatto.
Ma sì, avanti con il motto della nostra redazione "in culo ai totani" (ma anche al matto yankee che non sa più come sbrogliarla ed ai leccapiedi pentiti che fino a dianzi gli volevano dare il Nobel per la pace), tutti a Piombino, in pedalò…
sergio