C'è una allocuzione rimasta in frequente uso tra la nostra gente: "Siamo nelle mani dell'ultimo padrone", di cui però non molti - pur comprendendo la valenza rappresentativa di una situazione disperante che si sta vivendo - non conoscono le origini.
Orbene occorre fare un passo indietro, nel tempo e tornare ad un epoca in cui, anche da noi i pazienti somari erano il principale "strumento" di trasporto degli umani e delle loro gravose merci, compiti che le umili bestie assolvevano bene finchè ovviamente erano giovani e forti.
Ma accadeva, un po' come succede oggi con le auto, che vedendo declinare le performance del proprio quadrupede, qualcuno ne acquistasse uno più giovane cedendo a chi disponeva di meno quadrini l'asino "di seconda mano", e poteva pure accadere che il vetusto quadrupede, prima di terminare la sua tribolata carriera, conoscesse un nuovo "ultimo padrone", che raramente aveva il cuore toccato dalla gentilezza, e sfruttasse il somaro fino al suo stremo.
Ordunque, già che siamo in tema di ciuchi, parliamo un po' del Comune Ferajese.
Boni... non vi incazzate, non ho alcuna intenzione di fare ignominiose similitudini tra le bestie da soma e i magnifici reggitori dei nostri destini, che hanno fatto rifiorire Cosmopoli col loro solo essere in sella o meglio sul basto.
Non avventuriamoci neppure, parlando di esemplari di Equus africanus asinus e amministratori, comparandone l'utilità sociale e la saggezza...
Sarebbe chiaramente ingiusto e offensivo.
Sì ma offensivo per chi?
Siamo proprio, stremati, nelle mani dell'ultimo padrone.