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Montecristo: La resurrezione delle capre celebrata dalla destra elbana in un francobollo

Scritto da  La capra di Montecristo Lunedì, 22 Giugno 2026 14:01

Il 18 giugno, nella Sala Consiliare del Comune di Portoferraio, è stata presentato dal comune retto da una giunta di destra e dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano presieduto da un esponente di Fratelli d’Italia, un francobollo dedicato all’isola di Montecristo, inserito nella serie tematica “Il Patrimonio naturale e paesaggistico – Isole minori”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso di Fratelli d’Italia.

 

Presentando il francobollo, il Presidente del Parco Nazionale ha detto: “Montecristo è uno dei luoghi più straordinari del Mediterraneo, un’isola che incarna pienamente il significato della conservazione della natura. Vederla oggi rappresentata in un francobollo significa affidare a un piccolo simbolo un grande messaggio: la bellezza va protetta e la tutela dell’ambiente è una responsabilità condivisa Ringrazio il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Poste Italiane e il Comune di Portoferraio per aver reso possibile questo momento celebrativo.”

 

Il Sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini ha aggiunto giustamente fiero: “L’emissione di questo francobollo dedicato a Montecristo rappresenta un motivo di orgoglio per Portoferraio e per tutta la comunità dell’Isola d’Elba. Montecristo è un simbolo riconosciuto a livello internazionale, un patrimonio naturale di straordinario valore che racconta la storia, l’identità e la ricchezza ambientale del nostro arcipelago. Vederla oggi celebrata attraverso la filatelia significa contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza della tutela del nostro patrimonio naturale e paesaggistico”.

 

Poste Italiane spiega che il bel disegno di Emanuela L’Abate “Raffigura l’Abbazia di San Mamiliano sull’isola di Montecristo, Riserva naturale Biogenetica presidiata dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica e inserita nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano e nella Riserva della Biosfera UNESCO Isole di Toscana. Sullo sfondo appare uno scorcio della splendida spiaggia di Cala Maestra, con acque cristalline che sfumano dal turchese al blu profondo. L’ambientazione è ulteriormente definita dalla tipica macchia mediterranea dell’isola e dalla presenza della capra selvatica di Montecristo”.

 

E proprio sulla capra casca l’asino!

 

Infatti per la destra elbana (e gigliese) quelle capre che passeggiano beate nel francobollo da Montecristo dovrebbero essere scomparse o deportate a causa del veleno seminato dal parco e da un governo “comunista” e dall’Unione sovietica europea e da un manipolo di scienziati assassini per eradicare i ratti. Anzi, a Montecristo quelle esche avvelenate avrebbero sterminato ogni forma di vita, di terra, di mare e di cielo.

 

Su questo ci furono interpellanze in Comune, interrogazioni parlamentari, infuocati interventi in regione e persino denunce che portarono a un processo contro chi aveva realizzato quel progetto di eradicazione.

 

Ora, Arcenni e Nocentini ci dicono che Montecristo “E’ un’isola che incarna pienamente il significato della conservazione della natura” e Nocentini che “Montecristo è un simbolo riconosciuto a livello internazionale, un patrimonio naturale di straordinario valore che racconta la storia, l’identità e la ricchezza ambientale del nostro arcipelago”, mentre Poste italiane raffigura perfidamente le capre che la destra elbana - fino alla presa della poltrona del Parco - profetizzava che sarebbero state sterminate e poi che il parco e gli scienziati e i carabinieri forestali non la raccontavano giusta sulla reale strage di capre, uccelli e pesci. Un'apocalisse faunistica insomma!

 

Le cose sono due, anzi quattro: la destra elbana non ci aveva capito un cavolo oppure sono ora Arcenni e Nocentini a non capirci un tubo?

Ci prendevano e si prendevano per il culo allora o ci prendono e si prendono per i fondelli ora?

 

La capra di Montecristo

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Ultima modifica il Lunedì, 22 Giugno 2026 14:06