Pillola di saggezza meteo somministrata dagli antichi selvaggi elbanesi:
"Perché ir cardo è peggio der freddo? Quando che fa freddo, ti còpri, e se fa più freddo ti ricòpri ... ma quando che fa cardo che ti sei cavato anco l'urtima maglia ... se fa più cardo torna, che ti cavi, la pelle?"
Essendo ormai rimasto in mutande (nel privato della redazione) procedo alla verifica delle allocuzioni avite (no Ambrogio: né a vite né a bulloni, torni al volante).
Ecco qua: ore 9.30, Val di Denari, il termometro segna già 30,5 gradi - dagli buio!
E dalla finestra spalancata arriva anche una beffa: ogni 20 minuti si leva una bava di ventarello, ma ti piglia solo pel culo, perché dura 20 secondi e poi ricominciano le tanfate, e mi sembra di respira' davanti alla bocca del forno del Castagnacciaio.
Orbene, ieri mattina, in attesa di entrare in farmacia, capto con la coda dell'orecchio frammenti di una conversazione tra due "esperti", uno dei quali pontifica:
"Per me tutto questo caldo non fa, è normale, è sempre stato così, ma deh i giornali occore vendeli no?"
Mi fiorirebbe sul labbro una gentile chiosa del tipo: "Normale una bella sega .. a momenti ho ottanta anni, il doppio dei vostri, e un caldo così, di giugno, non l'ho mai patito"; ma mi mordo la lingua.
Mi ritrovo a riflettere su chi sia più pernicioso per l'ambiente, se le Grandi Fave Lesse (i negazionisti del riscaldamento globale, con quel ghiozzo di Trump in testa), che guidano il mondo a folle velocità, verso una catastrofe ormai in disastroso avvicinamento, se non in atto,o queste minime fave tonchiate di provincia, che pensano che il caldo se lo inventino i giornalisti. Ma è vero che senza l'inerzia e l'ignoranza di questi ultimi, i grandi stupratori del pianeta non potrebbero continuare a vampirizzarlo e a fare i loro straporci comodi.
sergio