Buongiorno, nella giornata del 1° agosto 2026 il traghetto era in ritardo di oltre 1 ora.
Si potrebbe dire "pazienza" ma vi pare possibile che una persona (magari anziana, magari con dei bambini) debba aspettare più di 2 ore in banchina, sotto il sole, con 50 e più gradi senza neppure una pensilina dove ripararsi nell'attesa?
Con quello che si paga (quasi 250 euro andata e ritorno) cosa vi costa fare una pensilina? Cari elbani, meritate che la gente non venga più perché non si può trattare la gente così.
E vorreste un turismo d'élite? Con questi servizi? Ma per piacere....
Iaures Oleari
Gentile Signore
Comprendiamo perfettamente la sua irritazione rilevando che ne ha ben donde.
Ci consenta però di osservare che pur avendo gli elbani le loro responsabilità, non tutta la "malatraghettanza" può essere loro ascritta.
Per quanto riguarda le tariffe (esose) che peraltro pesano sul groppone anche ai selvaggi elbanesi, poco ci incastrano i nativi.
Idem per il saltabeccante, inquinante navigar del vetusto naviglio che noi quanto lei (ma più frequentemente) ci dobbiamo sciroppare con il costante pericolo di qualche sosta a mezzo canale.
E poco possiamo fare noi indigeni anche per quanto riguarda le snervanti attese sotto un sole giaguaro, "senza ricoveru", come direbbero i nostri fratelli sardi, la rimandiamo alla lettura dell'articolo che apre questo giornale. Non sappiamo che se fosse esistita una stazione marittima questa avrebbe fatto al caso suo. Certo però lei ha ragione sulla assenza, nella desolata landa portuale, di una qualsiasi struttura in grado di proteggere chi aspetta la nave come Godot dalle intemperie.
In ultimo pure se contiamo poco, quasi certi che nessuno dei "padroni de vapori" lo ha fatto, le chiediamo scusa, sperando pure di rivederla in un'Elba meno oppressa dalla "malatraghettanza".
sergio