La memoria vola agli anni della fanciullezza quando, seduta sullo scalino di bottega, vedevo passare dei signori, che allora mi sembravano già anziani, in sella alle loro biciclette e dotati di pala e pochi altri attrezzi, che si recavano ogni mattina a ripulire i fossi da terra, erbacce, ingombri…
Le strade, certo meno percorse di adesso, erano pulite e sicure. La pioggia, anche quando cadeva abbondante, scorreva nei fossi, nelle valli fino allo sbocco sul mare.
Qualche anno più tardi, come quasi tutti i giovani elbani, ho lasciato l'amata isola, per recarmi presso una sede universitaria. Ricordo che per raggiungere la meta usufruivo della corriera che guidata dallo stesso autista dal lunedì al sabato, assicurava il percorso in tre ore esatte, non un minuto prima non un minuto dopo.
Agostino, questo era il suo nome, conosceva ogni metro della strada e sapeva come affrontare curve, salite e discese senza che la “corriera” ti facesse male.
Anche i passeggeri erano sempre gli stessi. Allora erano pochi gli studenti che si potevano permettere una macchina.
Tra i passeggeri c'era Mario, un signore che ricordo ancora con piacere. Tutte le mattine saliva nei pressi di Siena e scendeva a Prata, Chiusdino, Montieri...Al pomeriggio riprendeva il mezzo per fare ritorno a casa. Così tutti i giorni…
Indossava un giacchetto e dei pantaloni di anchina e aveva una borsa dove teneva l'ombrello e qualcosa per il pranzo, la “gamella”.
Una volta, incuriosita, chiesi all'autista cosa facesse e dove andasse Mario. “Ma è lo stradino!”, mi fu risposto. Mario ogni mattina scendeva a una fermata diversa e per tutto il giorno tagliava, spazzava, puliva fossi e strade. Permetteva così un transito sicuro, soprattutto nella brutta stagione.
Oggi gli stradini non ci sono più, il loro lavoro certosino è stato sostituito dai macchinari, ma non è la stessa cosa.
Basta un'ora di pioggia per mandare in tilt il paese e l'intera isola.
Le cunette, ai bordi della strada, sono piene di erbacce, foglie, terra e adesso anche di sassi fatti cadere dai cinghiali che scendono dal bosco per concedersi delle belle passeggiate sulla “strada maestra”.
Un'ora di pioggia e tutto ciò che è nelle cunette finisce in strada, rendendo la stessa “non percorribile” e soprattutto pericolosa, soprattutto per chi non conosce la viabilità elbana.
Ma la tassa sui fossi? Non dovrebbe servire ad assicurare la loro pulizia?
Caro il mio stradino!!!! quanto ti rimpiango...
Rita Rossi