L'altro giorno sono andato a pranzo in uno di quei bar-ristoranti grandi sempre affollati presenti sopra la "nostra" bella isola.
Sono andato con due amici, tre giovanotti "diversamente ragazzi", tutti abbondantemente sopra i 60 anni. Ordiniamo e pam!..
La cameriera ci dice: "Dovete pagare subito".
Ora, noi non siamo frequentatori abituali, ma la cosa ci ha un po' sorpresi di pagare anticipatamente.
Chiediamo spiegazioni e la risposta è stata un classico: "Eh, perché molti ragazzi ordinano e poi scappano senza pagare"...
Va bene, ci siamo guardati e abbiamo pensato: "Ok, dai, in fondo non siamo in un ristorante stellato, questo posto funziona più come un Autogrill che come un ristorante". Incassiamo, paghiamo, mangiamo e la storia finisce lì.
Poi però arriviamo alla sera. Vado a cena da amici che hanno figli adolescenti tra i 12 e i 15 anni. Parlando del più e del meno, ed esce fuori proprio il discorso su questo stesso maxibar con ristoro del quale non voglio fare il nome per non fargli pubblicità.
E qui la faccenda si fa surreale.
A quanto pare, ultimamente in questo grande locale di ritrovo hanno ingaggiato una persona della sicurezza (se non ho capito male una donna) che sembra aver preso la gestione dell'attività come una missione personale di mantenimento dell'ordine pubblico.
I racconti dei ragazzi lasciano quantomeno allibiti: C'è chi si sente dire che non può andare in bagno (e la domanda dei ragazzini è più che legittima: "Scusa, e dove dovremmo farla?").
C'è chi viene addirittura additato e punito con un "ban" dal locale per una settimana, manco fossimo in un videogioco o a scuola con la sospensione!
Ora, parliamoci chiaro e senza peli sulla lingua.
Se ci sono dei ragazzi che fanno i furbi, spaccano cose o non pagano il conto, è sacrosanto intervenire. Nessuno qui vuole difendere la maleducazione.
Ma applicare la "punizione di massa" o prendersela a caso con ragazzini di 12, 13 o 14 anni solo perché portano le scarpe da ginnastica lo trovo semplicemente sbagliato.
Facciamo quindi attenzione perché credo che fare la sicurezza non significhi fare i bulli dall'alto di una divisa o di un tesserino. Quando poi si ha a che fare con dei minori ci vogliono tre cose fondamentali: tatto, intelligenza e soprattutto rispetto.
Negare l'accesso ai servizi igienici o inventarsi "sospensioni" arbitrarie non è fermezza: è abuso di potere spicciolo.
Se un adulto sbaglia approccio con un adolescente, non gli sta insegnando il rispetto delle regole, gli sta solo insegnando a odiare l'autorità.
Marco Cesareo