Anche Rio Marina nei primi anni ’60 cominciarono ad arrivare i primi turisti, perlopiù questi venivano dalla Germania e amavano frequentare le vecchie osterie, trasformate in fretta e infuria in trattorie, dove si mangiava la buona cucina locale, ma era possibile comprare gli “scherzi”, cioè bei campioni di ematite, oligisto, ilvaite, pirite ecc.
Uno di questi locali era quello di Maria d’Edilio che si trovava all’inizio di Via Palestro. Un giorno Zia Pina, mentre rientrava a casa, s’imbatté in un gruppetto di tre bimbi che parlavano e ridevano fra loro.
Stavano aspettando i loro genitori che all’interno della trattoria stavano contrattando l’acquisto di alcuni minerali da collezione.
Lei li squadrò da capo a piedi e notò che si somigliavano, avevano gli occhi azzurri, i capelli biondi e la carnagione bianchissima, e fra se e se commentò: “Belle ‘ste creature, anche se pareno lavate nella lisciva”.
Poi si girò verso la figlia dell’ostessa, ferma davanti all’uscio della bottega, e le chiese: “Dimmi un po’, da dove vengono ‘sti bamboli?”.
Questa rispose che erano tre fratellini venuti dal nord della Germania, e aggiunse: “Vedi sono tre perché il loro governo dal terzo figlio li dà gli assegni familiari che sono come uno stipendio".
Pina, curiosa com’era, si fermò ad ascoltare meravigliata quei piccoli che conversavano fra loro. Poi si rivolse a Edilia e commentò: “Dì, pensa un po’, così piccini parleno già anco in tedesco!"
Lorenzo Marchetti