Sabato 7 febbraio, Portoferraio ha vissuto due momenti importanti di partecipazione e riflessione.
Da una parte, l’incontro sul bullismo e cyberbullismo, fenomeni purtroppo in forte crescita, soprattutto tra i giovani.
Il bullismo si manifesta con insulti, minacce, esclusioni e comportamenti ripetuti che possono causare gravi danni psicologici. Le vittime vivono spesso ansia, insonnia, difficoltà scolastiche e sociali, fino, nei casi più gravi, a gesti estremi.
Ma anche il bullo ha bisogno di attenzione e sostegno: dietro certi comportamenti si nascondono spesso insicurezze, problemi familiari e disagio personale.
All’incontro, molto partecipato, erano presenti l’assessore all’istruzione Burelli e una preparatissima psicologa, a dimostrazione dell’importanza del tema.
Dall’altra parte, alla Gattaia, si è svolto un incontro fondamentale sul futuro dell’Arsenale delle Galeazze, con una sala gremita di cittadini, tecnici, ingegneri, architetti e due ex Sindaci.
Un segnale chiaro dell’interesse della comunità per il rilancio del centro storico e per la valorizzazione di un edificio simbolo della nostra storia.
È stato presentato uno studio che dimostra come, con collaborazione politica, partecipazione dei cittadini e coinvolgimento delle attività locali, sia possibile trasformare il degrado in un laboratorio di sviluppo, come avvenuto in altre città. (Ved. Centro la “Polveriera” di Reggio Emilia).
La grande partecipazione a entrambi gli incontri dimostra una cosa chiara: i cittadini vogliono essere protagonisti del futuro di Portoferraio.
Vogliono un centro storico vivo, inclusivo, frequentato tutto l’anno.
Ora è il momento di agire, insieme.
Francesco Semeraro