E' l'argomento del giorno: il presidente Trump attacca papa Leone XIV.
Secondo la logica cristiana è normale: da sempre il potere che mette al centro se stesso perseguita chi non si fa suo servo in nome della fedeltà al vangelo e al bene dell'uomo.
Quello che dobbiamo chiederci, come persone che – seppure con limiti e fragilità - si ispirano al vangelo di Gesù, in questi casi è: da che parte stiamo? E subito aggiungere: e come ci stiamo?
Sicuramente la preghiera è necessaria e importante. Ma non è sufficiente. Di recente, lo ha ricordato il cardinale Robert McElroy, arcivescovo di Washington, che ha esortato i fedeli ad andare oltre la preghiera. Non basta dire che abbiamo pregato. Dobbiamo anche agire. In questo momento critico, come discepoli di Gesù Cristo chiamati a essere operatori di pace nel mondo, dobbiamo rispondere a voce alta e all’unisono: 'No. Non in nostro nome. Non in questo momento. Non con il nostro Paese'.
Ecco, è la chiamata ad un'azione civica coraggiosa e creativa.
Noi non ci sottraiamo.
Nunzio Marotti, Donatella Signorini, Elisabetta Tiberi
(membri del Consiglio della Comunità pastorale di Portoferraio)