Nel primo anniversario della scomparsa del Prof. Agostino Stefani, l’Accademia Italiana della Cucina delegazione dell’Isola d’Elba ricorda chi ha dedicato l’intera vita a difendere queste radici.
Docente di biologia vegetale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Accademico della Cucina, il Professor Stefani ha saputo scardinare la rigidità dei laboratori.
Ha portato la scienza direttamente tra i solchi della terra e sui tavoli della tradizione.
Il suo legame con l'Elba non è stato solo affettivo o legato ai soggiorni nella sua amata Bagnaia. È stato un autentico sodalizio scientifico e culturale.
Insieme al collega Fabiano Camangi e ai laboratori BioLabs, Stefani ha dato forma visibile all'identità agricola dell'isola.
Ha strappato all’oblio varietà orticole e fruttifere che rischiavano di estinguersi per sempre.
L’impegno sul campo è iniziato nel 2011, quando il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha promosso i primi censimenti della flora locale con il progetto “Censimento, caratterizzazione e valorizzazione del patrimonio frutticolo autoctono dell’Isola d’Elba”, finanziato dalla Regione Toscana.
Il secondo step iniziò nel 2014 quando fu esteso, “Censimento orticolo e cerealicolo legato al territorio dell’Arcipelago Toscano”, sempre sostenuto dal PNAT:
Questi sforzi hanno mappato ben 73 varietà di fruttiferi.
Nel 2017 la Regione Toscana ha ufficialmente iscritto nel Repertorio Regionale sei tesori biologici elbani:
Il Pero Angelica dell’Elba
I Fichi Nerucciolo e Popone
I Peschi Sanguigno settembrino, Sanguigno ottobrino e Spiccicaiolo
La ricerca è proseguita fino al 2021 insieme all’agronoma Giulia Spada. Ha portato alla catalogazione e al salvataggio di varietà ortive identitarie:
La Cipolla di Patresi, la Cipolla di Zanca e la Cipolla Ciatta
Il Cavolo di Patresi
Oltre a tre varietà locali di fagiolo e quattro di pomodori a grappolo.
Oggi questi sapori unici viaggiano nel tempo grazie ai semi conservati nella Banca del Germoplasma dell’Arcipelago Toscano e vivono nei campi grazie a una rete ristretta e preziosa di "contadini custodi", che l’AIC spera si possa allargare.
Questi agricoltori, con cura e dedizione, difendono la terra effettuando pratiche agro-ecologiche e biologiche.
La Delegazione dell’Isola d’Elba dell’Accademia Italiana della Cucina sostiene con forza la prosecuzione di questo cammino, poiché crede che la cultura del buon cibo non può esistere senza una terra sana.