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L'Odissea deludente

Scritto da  Lydia Schropp Giovedì, 20 Agosto 2026 14:09

Sono d'accordo con quanto afferma il Dr Zei. Io sono rimasta abbastanza delusa, soprattutto per le sceneggiature, che non rispecchiano il limpido ed apollineo mondo omerico, come noi ce lo immaginiamo.

Per Polifemo e la sua grotta Nolan si sarebbe potuto ispirare alla bella scena del mosaico della villa Romana del Casale di Piazza Armerina, dove Polifemo è ritratto in tutto il suo vigore, con una pelle di leopardo sulle spalle, come l'eroe Ercole. Li si vede il piccolo Ulisse con due servi nell'atto di porgere vino al gigante.

Anche le Regge non somigliano affatto alle Regge micenee, ma ad oscure spelonche di ladroni o bevitori e l'accoglienza di Menelao ed Elena riservata a Telemaco è piuttosto truce.

Non meraviglia quindi che non si faccia cenno dei Feaci, che dovrebbero rappresentare un mondo idilliaco, di serenità ed ospitalità.

In realtà anche in Omero traspare l'avversità alle guerre ed alla schiavitù, lo si percepisce chiaramente nel dialogo fra Ulisse ed Eumeo.

Eumeo vanta una discendenza regale, ma da bambino e stato rapito da una schiava fenice infedele e venduto al padre di Ulisse.

Ma, come egli stesso afferma, e stato allevato con tanto affetto e cura, quasi come in figlio ed ora egli si sente parte integrante della famiglia che lo ha ospitato, così da essere pronto a fare causa comune con il suo padrone.

Ulisse, da parte sua, rimpiange gli anni trascorsi lontano dalla sua patria e considera le guerre decisioni nefaste, che sgretolano famiglie e rompono equilibri fra gli stati.

 

Lydia Schropp, insegnante di lingue in pensione

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Ultima modifica il Giovedì, 20 Agosto 2026 14:36