Oggi, 22 agosto 2026, B. V. Maria Regina, alle ore 9:30 della mattina, mentre il Sole sta per entrare nella costellazione della Vergine, ha lasciato questo mondo Milù.
Lascia un vuoto in noi che la conoscemmo e nella vita del quartiere.
Vagabonda nell’animo, fece per diciotto anni vita randagia.
Aveva una livrea fiammante di color ruggine, altrettanto rugginosa e rauca la voce; la coda era mozza, sembra per un incidente di gioventù.
Fu affettuosa con chi voleva, scontrosa con chi si avvicinasse troppo senza permesso.
Sapeva ben squarciare la pelle umana.
Sapeva salutare con calore e far soffrire.
Mi onora l’aver ricevuto chiare attestazioni della sua amicizia.
Si racconta che, giovanetta, fosse fuggita dalla casa dei suoi per intraprendere la via dell’avventura cittadina. Sembra che più volte si sia provato a farla ritornare in casa, e che ogni volta abbia trovato il modo di evadere.
Originaria di Lucca, partita da via della Fonderia elesse inizialmente come sua dimora il Bar Certosa, nella piazza centrale del paese. Quando il bar cambiò gestione, i proprietari provarono a portarsela a casa, ma di nuovo fuggì. Si spostò allora presso il negozio di Rita in via Guerrazzi, bivaccando tra la soglia e le vetrine. Aveva il suo trono all’aperto in una sedia nera. In Rita trovò un’affinità telepatica, fatta di mutua comprensione.
Dopo qualche anno scelse infine l’abitazione di Gianluca, cedendo di buona voglia alle lusinghe del suo corteggiamento (fu lui a costruirle un rifugio in legno che la riparasse dalle intemperie nei giorni di maltempo).
A Gianluca la unì lo spirito vagabondo e la somiglianza dei trascorsi. Con lui ha passato, in meritata pace e tranquillità, gli ultimi inverni della sua vecchiaia e la torrida estate corrente, facendosi padrona indiscussa della casa.
Per lei, recita oggi il calendario: giovinezza pura e gaia non avrà triste vecchiaia.
Riposa ora e per sempre in una valle di campagna aperta a settentrione.
Angelo Airò Farulla
