Dopo ripetuti allagamenti e danni ingenti, una prospettiva concreta per la zona del Carburo. Il progetto esiste, una parte dei finanziamenti è già disponibile: si tratta di completare l'opera.
A fronte delle ripetute alluvioni che hanno colpito Portoferraio, con i gravi danni e disagi che ne sono derivati, da una ricerca da Roma, attraverso l'esame della documentazione pubblicamente disponibile, è stato verificato che esista una concreta possibilità di soluzione di questo problema che si ripresenta ormai da molti anni con preoccupante frequenza. Da questa ricerca à emerso un elemento particolarmente incoraggiante. Per gli allagamenti che si ripetono nella zona del Carburo esiste già un progetto di sistemazione idraulica, predisposto dalla Pubblica Amministrazione e parzialmente già finanziato, la cui realizzazione potrebbe finalmente ridurre sensibilmente, se non eliminare il rischio di nuove inondazioni. Non si tratta dunque soltanto di ricordare i danni subiti, ma soprattutto di richiamare l'attenzione sulla concreta possibilità di ridurre sensibilmente gli ingenti danni di continue alluvioni.
Le alluvioni e i danni milionari
Tra gli episodi più significativi ricordiamo le alluvioni del 13 febbraio, 20 agosto e 9 settembre 2025, seguite dagli ulteriori allagamenti del 10 settembre 2026. Particolarmente colpita è stata ripetutamente la zona del Carburo, con abitazioni, attività commerciali e autoveicoli invasi dall'acqua, danni materiali ingenti e gravi disagi per i residenti. All'indomani dell'alluvione del 13 febbraio 2025, il Sindaco Tiziano Nocentini, intervistato dalla TGR Toscana e riportato da RaiNews il 14 febbraio, valutò preliminarmente i danni in «alcune decine di milioni di euro». Dopo la successiva alluvione del settembre 2025, lo stesso Sindaco dichiarò all'ANSA, il 10 settembre, che, in una prima valutazione, i danni apparivano addirittura superiori a quelli di febbraio. Una stima successivamente in un’ intervista stampa della prima metà di settembre, i danni sembravano un po’ inferiori. Trattandosi comunque di valutazioni preliminari, progressivamente aggiornate, queste non modificano il dato sostanziale: anche la seconda alluvione aveva provocato danni economici rilevanti, aggiungendosi a quelli già subiti nei mesi precedenti.
Le stime riguardavano il territorio complessivamente colpito, non soltanto il Carburo, e non costituiscono importi definitivamente accertati. Tuttavia, indicano chiaramente la notevole dimensione economica del problema.
Il danno coinvolge tutta l'isola
Vi è però un'altra conseguenza, spesso sottovalutata. La zona interessata dagli allagamenti costituisce uno snodo nevralgico della viabilità di Portoferraio, principale porto di collegamento dell'Elba con la terraferma. Durante l'alluvione del 9 settembre 2025, la circolazione in entrata e in uscita dalla città rimase bloccata per un considerevole tempo. Alle perdite materiali si aggiungono quindi anche i danni indiretti derivanti dalle interruzioni dei trasporti, dalle difficoltà delle attività commerciali e produttive e dai disagi per lavoratori, residenti e turisti. Il costo di queste alluvioni non si esaurisce, pertanto, nei danni alle proprietà private, ma può coinvolgere l'economia e la mobilità dell'intera Isola.
La buona notizia: un progetto esiste già
Dalla documentazione esaminata emerge tuttavia un elemento incoraggiante. Come riportato dalla stampa, il Comune di Portoferraio dispone o dovrebbe disporre, di un progetto di sistemazione idraulica della zona del Carburo, elaborato dall'ingegner Fernando Muccetti, per un costo complessivo stimato di circa 2,8 milioni di euro. Il progetto prevede il potenziamento delle pompe idrovore, il miglioramento della raccolta delle acque e la realizzazione di un adeguato sistema di scarico verso il mare, così da ridurre l'accumulo delle acque meteoriche nelle zone più basse. Ma l'aspetto più importante è che il percorso è già concretamente avviato. Risulta infatti, che la Regione Toscana ha già assegnato 1,1 milioni di euro per i primi interventi relativi al sistema idraulico del Carburo. Per completare il finanziamento del progetto, secondo le informazioni pubblicate nel settembre 2026, restano da reperire ancora circa 1,7 milioni di euro. A queste risorse si aggiunge un distinto finanziamento regionale di 485.000 euro per interventi sul Fosso della Concia e sui suoi affluenti, anch'essi importanti per la sicurezza idraulica del territorio.
Dall'emergenza alla prevenzione
Siamo dunque di fronte a una situazione che merita una riflessione. Da una parte, alluvioni ripetute, con danni economici valutati preliminarmente, anche per un solo evento, nell'ordine delle decine di milioni di euro. Dall'altra, un progetto strutturale del costo complessivo stimato di 2,8 milioni, già parzialmente finanziato, destinato a ridurre sensibilmente il rischio di nuovi allagamenti.
Naturalmente, non si può garantire che un intervento idraulico elimini ogni conseguenza di precipitazioni eccezionali. Né sarebbe corretto attribuire tutti i danni dell'intera Portoferraio alla sola insufficienza del drenaggio del Carburo. Ma il ripetersi degli allagamenti negli stessi luoghi rende evidente l'importanza di completare gli interventi già individuati. Ed è proprio questo l'aspetto che dovrebbe suscitare maggiore fiducia soprattutto ai cittadini interessati che potrebbero ricordare la necessità di attuare i lavori previsti: non occorre partire da zero, né attendere che venga immaginata una soluzione ancora inesistente. Il progetto c'è, una parte delle risorse è stata assegnata e le Istituzioni hanno già avviato un percorso per affrontare il problema compreso nello stesso luogo la viabilità tra Portoferraio l’intera Isola, e il collegamento marittimo.
Un obiettivo comune per Portoferraio
A questo punto, il completamento del finanziamento e la realizzazione dell'opera potrebbero diventare un obiettivo condiviso tra Amministrazione Comunale, Regione Toscana, cittadini e attività economiche. Sarebbe utile conoscere pubblicamente i tempi previsti, le ulteriori risorse necessarie e il percorso amministrativo per giungere all'esecuzione dei lavori.
Una partecipazione attenta e costruttiva dei cittadini potrebbe contribuire a mantenere alta l'attenzione su un problema che coinvolge non soltanto i residenti intorno alla zona del Carburo. La conclusione è semplice: dopo tanti allagamenti, tanti danni e tanti disagi, esiste finalmente la possibilità concreta di passare dalla continua gestione delle emergenze alla prevenzione strutturale. Il progetto è stato elaborato. Una prima importante parte del finanziamento è disponibile. Ora si tratta di completare il percorso già intrapreso, affinché Portoferraio possa affrontare le future precipitazioni con un sistema idraulico più sicuro e adeguato.
Un risultato che rappresenterebbe un beneficio non soltanto per gli abitanti di Portoferraio - Carburo, ma per l'intera comunità elbana.
Alberto Zei
Nella foto un'immagine dell'allagamento del 9 settembre 2025