Quando la Russia ha invaso l’Ucraina, i Paesi occidentali, unanimemente, hanno annunciato sanzioni economiche, mentre la Svizzera ha dichiarato che avrebbe dovuto prima analizzare la nuova situazione.
L’Italia per senso di responsabilità ha aderito, sperando in un negoziato, sacrificando interessi economici notevoli, mentre la Svizzera dimostra il proprio volto utilitaristico ed egoista in questa vicenda, sperando di lucrare da chi voglia usarla come loro base per aggirare le sanzioni.
Ci chiediamo cosa sta facendo il governo svizzero, oltre ad annunciare che avrebbe adottato alcune misure per ridurre il rischio di elusione delle sanzioni, ma che non prevedeva il blocco dei fondi depositati nelle banche svizzere dagli oligarchi russi amici di Putin. Non è forse la Svizzera la sede del Nord Stream 1 e 2, Ginevra non è forse il mercato in cui gran parte del petrolio russo viene scambiato?
L’atteggiamento degli svizzeri pare conformarsi a quello tenuto durante la Seconda guerra mondiale e la Guerra Fredda, dove la neutralità era considerata una licenza per fare affari con chiunque, compresi i regimi criminali. La comunità finanziaria ed imprenditoriale svizzera deve essere consapevole che tale atteggiamento potrebbe diventare rapidamente controproducente. Immaginare una banca che continua a prestare i propri servizi ad aziende e privati inseriti nella “black list” delle sanzioni occidentali, sarebbe uno scenario assai poco piacevole. Questo potrebbe diventare motivo per inserire la banca stessa nelle sanzioni, come complice della Russia. In definitiva, la comunità internazionale ha ancora bisogno di questa banca? Il prezzo da pagare dalla Svizzera sarebbe alto, diventare un paria internazionale. A volte bisogna fare delle scelte, non ci sono vie di mezzo.
Ricordiamo cosa detto dal mondo economico internazionale sulla Svizzera, quando si è discusso sul loro atteggiamento durante la Seconda guerra mondiale – la neutralità si è scontrata con la moralità, troppo spesso essere neutrali forniva il pretesto per evadere considerazioni morali –.
Speriamo non si ripeta.
Enzo Sossi