Recentemente il Circolo Legambiente Arcipelago Toscano ha ricevuto l’invito del sindaco di Portoferraio a un “incontro partecipativo” dedicato alla “presentazione del Piano Strutturale di Portoferraio”. Il Piano Strutturale da discutere è quello adottato dalla precedente Giunta Zini, sul quale Legambiente Arcipelago Toscano presentò a suo tempo osservazioni molto articolate.
Su un nuovo o rivisto Piano Strutturale non esistono documenti consultabili se non una Delibera di Giunta del 21 Agosto 2025 che prospetta, in modo piuttosto confuso, alcune integrazioni al Piano adottato che però ne cambierebbero radicalmente alcuni aspetti.
Crediamo che la procedura avviata dalla giunta Nocentini per la revisione del Piano Strutturale sia quantomeno “atipica”, poiché, viste le osservazioni della nuova maggioranza comunale e la loro sommaria presentazione, non si capisce a cosa si dovrebbe presentare osservazioni in assenza di nuove previsioni – anche cartografiche – se non a “ipotesi” politiche.
Correttezza avrebbe voluto che la maggioranza che oggi amministra Portoferraio avesse riavviato l’intero iter approvativo del Piano Strutturale con le nuove modifiche approvate dal consiglio comunale esposte concretamente e non solo come punti ed ipotesi.
Quindi Legambiente Arcipelago Toscano, in tale situazione non “leggibile” non può che confermare le osservazioni presentate al Piano Strutturale “Zini” e invita l’amministrazione Nocentini a riavviare l’Iter dell’approvazione del Piano Strutturale dopo le modifiche apportate dal Consiglio Comunale sulla base delle nuove indicazioni della nuova maggioranza politica.
Preoccupa però che nel documento presentato dall’Amministrazione Comunale in occasione dell’“incontro partecipativo”, al punto A, venga ipotizzato un ampliamento del perimetro dei territori urbanizzati soprattutto in relazione alla zona di Schiopparello aprendo alla possibilità di accogliere in tutto o in parte le “numerose richieste” appunto di ampliamento “limitatamente a quelle volte al riconoscimento dell’effettivo assetto dei luoghi e non suscettibili di determinare ulteriore consumo di suolo”. Ampliare il territorio urbanizzato accogliendo le numerose richieste, ma senza consumo di suolo è un ossimoro. Come si intenda realizzare questa che appare, in mancanza di altri elementi, come una contraddizione in termini non è dato sapere.
Al punto B si ipotizza di “per l’area interna al territorio urbanizzato di Portoferraio e destinata allo sviluppo del settore della logistica, prevedere la possibilità di insediamento di funzioni e strutture per finalità sociali e di alloggio emergenziale (p. es. ricovero senzatetto)” L’intenzione è lodevole ma la recente ventilata liberalizzazione del cambio di destinazione d’uso degli immobili suscita in verità qualche dubbio sull’uso reale che verrà fatto di quanto edificato.
Al punto C, “polarità P2” si prospetta” l’opportunità di ridurre il dimensionamento della funzione turistico ricettiva, al fine di una migliore tutela delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell’area;”. L’intenzione è lodevole, ma verbalmente viene comunicato che la cubatura in riduzione verrà assegnata ad altra zona senza specificare null’altro, rimane chiaro che il consumo di suolo non sarà ridotto.
Punto D, “polarità P3”: “in loc. Schiopparello (Depuratore - Isola ecologica - Impianti e lavorazione all'aperto), prevedere la possibilità di localizzazione di un nuovo impianto di trattamento rifiuti per le esigenze dell’isola;”. Legambiente e WBA non sono contrarie alla creazione di impianti per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti, ma la mancanza di qualsivoglia riferimento documentale su area, dimensionamento ecc. permetterà in futuro la massima libertà d’azione. Su Schiopparello, area coinvolta anche per quanto riguarda un ampliamento del perimetro dei territori urbanizzati (vedi punto A) riportiamo il testo delle nostre osservazioni al Piano Strutturale adottato:
BIODIVERSITA’
Al punto 4. Morfotipi ecosistemici, si legge che “4.3.4 Il Piano Strutturale recepisce e fa proprie le indicazioni per le azioni relative al morfotipo ecosistemico “Ecosistemi palustri e fluviali” ed ai relativi elementi della rete ecologica regionale (funzionali e strutturali) contenute negli abachi regionali delle Invarianti Strutturali del PIT-PPR”, e individua azioni generali da perseguire condivisibili che sono però platealmente smentite dalle previsioni urbanistiche per l’UTOE 3 Schiopparello Magazzini.
Legambiente rinnova la richiesta che l’intera fascia costiera di Portoferraio, da Punta della Rena a Magazzini e le ex saline e acquitrini e i corsi d’acqua retrostanti – che rappresentano la più grande delle ultime due zone umide rimaste all’Isola d’Elba - venga proposta come area candidata ad entrare nella Zona speciale di Conservazione e Zona di protezione speciale Elba Orientale e nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Dopo la mancata istituzione dell’Oasi delle Prade-Schiopparello al posto dell’ex Sito di inportanza regionale (SIR), il comune di Portoferraio ha l’obbligo di tutelare - non solo a parole - un’area così importante ed unica, anche in ottemperanza della nuova Direttiva europea Biodiversità e per adempiere agli impegni presi dall’Italia a livello internazionale che prevedono di estendere le aree terrestri e marine protette fino al 30% del territorio e quelle particolarmente protette al 10%.
Invece, le previsioni del Piano Strutturale sembrano – al netto dalle dichiarazioni di principio – andare in tutt’altra direzione.
Si chiede quindi di definire concretamente nel Piano, UTOE per UTOE, quali debbano essere le reali iniziative di tutela e valorizzazione della biodiversità e degli habitat nel territorio comunale, indicando le aree protette e particolarmente protette delle quali si intende chiedere l’istituzione.
L’UTOE 3 Schiopparello Magazzini riveste una grande importanza naturalistica e necessiterebbe da subito di urgenti interventi di salvaguardia e ripristino – magari presentando progetti per accedere ai fondi previsti dalla Nature Restoration Law e a dalla nuova Strategia dell’Unione Europea Biodiversità – dato che presenta già preoccupanti segnali di degrado, come dimostrato dalla “Breve relazione per integrazione delle Osservazioni al Piano Strutturale del Comune di Portoferraio in merito alla tutela e valorizzazione della zona umida di Schiopparello (Le Prade)” realizzata da WBA e che si allega come parte integrante di queste osservazioni.
Ci riteniamo soddisfatti da quanto esplicitato al punto E: “relativamente alle polarità “P4” e “P5” in loc. Magazzini, eliminare le previsioni di parcheggio e viabilità al fine di evitare impatti negativi sul paesaggio agrario e le attività agricole storicizzate”. L’eliminazione sia del parcheggio sulla linea di costa, sia la strada prevista per raggiungerlo rispecchia le nostre richieste nelle osservazioni al Piano Strutturale adottato. (in allegato)
I punti F) e G) brillano per vaghezza e mancanza di riferimenti concreti al territorio comunale e sostanzialmente valutano “l’inserimento nel PS di “specifici criteri per la realizzazione, anche all’esterno del TU, di aree da adibire a parcheggio stagionale per far fronte alla pressione estiva che non comportino opere di trasformazione permanente del suolo, secondo modalità che garantiscano la reversibilità degli interventi e che siano orientate verso il rispetto dei luoghi e l’integrazione paesaggistica e la possibilità di inserire indirizzi e criteri per eventuale localizzazione di servizi ed attrezzature di interesse pubblico, anche all’esterno del territorio urbanizzato, quali area per stoccaggio rifiuti a servizio di Elbana Servizi Ambientali S.p.a, Residenza Sanitaria Assistenziale, ecc., da attuare anche attraverso eventuali varianti anticipatrici del Piano Operativo comunale.
Al momento possiamo derubricarle come chiacchiere in libertà mancando qualsiasi ipotesi di applicazione concreta delle intenzioni espresse.
In sintesi l’incontro organizzato dall’Amministrazione Comunale, di per sé assolutamente irrituale e dunque inefficace dal punto di vista normativo è risultato del tutto sterile anche ai fini della semplice e chiara comunicazione delle intenzioni concrete e reali rispetto al PS adottato dalla precedente giunta. Si è trattato, a nostro avviso, di un tentativo abbastanza opaco di rendere inefficace il PS adottato senza procedere all’iter richiesto per le eventuali variazioni. Naturalmente rimaniamo in attesa di un eventuale nuovo incontro chiarificatore