1) Nel 1979 Apocalipse Now, film di Coppola sulla guerra nel Vietnam, propone al mondo il rapporto fra la coscienza dell’uomo e la guerra, fra la compassione e l’assassinio. Dalle parole del Generale Curt (interpretato magistralmente da Marlon Brando): “E’ impossibile trovare le parole per descrivere ciò che è necessario a coloro che non sanno ciò che significa l’orrore. L’orrore ha un volto. E bisogna farsi amico l’orrore… orrore, terrore, morale e dolore sono i tuoi amici. Ma se non lo sono, essi sono nemici da temere.”
Il dolore per le guerre è entrato nelle nostre case ed il volto dell’orrore è stato imposto dai media, con artefatti informativi, immagini mosse dal fine giornalistico della cronaca, reiterate ricorsivamente per giorni. E’ così che nella rete mediatica una parte diventa verità per il tutto.
Come dimenticare il piano sequenza magistralmente documentato in una scenografia dei morti ucraini in Donbas, ogni 50 metri ora a destra e poi a sinistra un corpo bruciato ed un carro incendiato; oppure le dichiarazione senza compassione delle “mogli” dei soldati del battaglione ucraino Azov; oppure i bambini palestinesi mutilati o avvolti in un sudario; oppure la scorribanda assassina di Hamas fra giovani riuniti per la musica, per incontrarsi e stare insieme; ed ancora l’esodo o l’assalto al cibo della popolazione palestinese affamata che riceve proiettili ed infine l’occupazione dell’esercito israeliano coalizzato con i Coloni Ortodossi, con mitra puntati su donne e bambini, che arresta gli adolescenti maschi dei territori dove i palestinesi padroni delle loro terre avevano campi, greggi e le loro case da più di100 anni . Giovani soldati che distruggevano con le ruspe fattorie, incuranti del pianto dei di donne e dei bambini, ripetendo come automi: “E’ la legge e queste sono le ordinanze dei Giudici…è un territorio di esercitazioni militari…! (dal film No Other Land, documentario vincitore dell’Oscar 2025 che racconta la cancellazione ad opera dell’esercito e dei coloni israeliani di Masafer Yatta in Cisgiordania).
Ancora le parole del generale Curt: “Questi (assassini) non erano mostri, erano uomini, quadri addestrati, uomini che combattevano col cuore, che hanno famiglia, che fanno figli, che sono pieni d’amore ma che avevano la forza... la forza... di far questo…Bisogna avere uomini con un senso morale, allo stesso tempo capaci di utilizzare i loro primordiali istinti di uccidere… senza emozioni, senza passione… senza… discernimento… Perché è il voler giudicare che ci sconfigge. Mi preoccupa che mio figlio… possa non capire ciò che ho cercato di essere”.
I giovani soldati che uccidono civili in nome della guerra e della patria sono genitori e figli oggi trasformati in mostri assassini.
2) Sono nato nel cuore vecchio di una città del sud (Cosenza) fra i tanti segni di una guerra mondiale appena finita da 10 anni. Mio padre e mia madre non sono riusciti a raccontarmi gli orrori di quella guerra…come io non riuscirò a spiegare ai miei figli e nipoti gli orrori di queste guerre. Troppe parole ed immagini contro Israele, contro Hamas, contro i russi e troppo poche contro gli Ucraini; troppe prediche per un folle riarmo; L’informazione si è trasformata in spettacolo e l’oscurità della nostra ragione, piegata dalla propaganda ideologica di giornalisti prezzolati-schierati e da politici corrotti-lobbisti si è popolata di fantasmi persecutori: il sionismo, il maccartismo, il terrorismo e la minaccia balcanica della Russia Zarista.
3) I giovani soldati reduci di queste guerre, torneranno poi nelle loro famiglie ed ai loro affetti. Se non caduti sul campo, saranno per lungo tempo e forse per sempre morti dentro, vittime dell’orrore assimilato (come nel Il Cacciatore film di Michel Cimino del 1978). Ho pena per i giovani soldati Israeliani, Ucraini, Russi, Palestinesi e per i terroristi di Hamas. Il loro sacrificio nel nome di ortodossie religiose mummificate, della “guerra fredda” riesumata dalle macerie di Berlino e delle leggi razziali e della Shoah degli anni 30 e 40 è stato vacuo ed inutile. Il monologo del Generale Kurtz svela che siamo tutti vittime dell’orrore assimilato alla più bestiale delle leggi di natura: l’assassinio e nelle nostre famiglie vice tacito il tabù del silenzio, confinati nelle nostre certezze occidentali: si/no alla guerra, ma non si pronuncia mai la parola “assassinio”.
Così è stato per i reduci e sarà per i soldati degli anni 20 del terzo millennio, in quello che si prefigura la storia infinita del ritorno dell’orrore.
4) e Trump ….? I suoi "mercenari" della I.C.E, uccidono i manifestanti a sangue freddo, donne o uomini, adulti o ragazzi, bianchi o neri. I Pasradan Iraniani giustiziano i manifestanti in piazza. Ho pena per questi soldati che uccidono civili e manifestanti così come per i media e giornalisti che oramai hanno smarrito il confine fra l’informazione, lo spettacolo e l’umano riserbo verso il dolore e la morte. Ho pena per noi che sonnambuli guardiamo al nostro presente inconsapevoli della nostra metamorfosi nel primo secolo del terzo millennio d.C.: potenziali reclute di Kurtz umani senza pietas.
Claudio Coscarella