Si chiama “Cosmopoli 2026 – Portoferraio, Città del Mare tra Cultura, Natura e Comunità”, ed è il progetto predisposto dal Comune di Portoferraio per presentare la propria candidatura al concorso “Capitale del Mare 2026”, iniziativa del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare di concerto con il Ministero dell’Economia, che mira a promuovere una maggiore conoscenza dell’ambiente marino, la tutela della biodiversità, l’uso responsabile delle risorse e lo sviluppo dell’economia blu.
Portoferraio, principale centro urbano e portuale dell’Isola d’Elba – si legge nelle motivazioni del progetto presentato dal capoluogo elbano - è caratterizzata da un forte patrimonio storico, culturale e marittimo, strettamente connesso al mare e alla sua funzione di porto naturale dell’Arcipelago Toscano. La città rappresenta un punto di accesso privilegiato a un contesto ambientale di straordinario valore, tutelato dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Accanto a tali potenzialità, il territorio evidenzia la necessità di rafforzare una strategia integrata che metta in relazione cultura del mare, sostenibilità ambientale, inclusione sociale e valorizzazione del patrimonio, promuovendo una fruizione consapevole e partecipata delle risorse marine e costiere.
Il progetto “Cosmopoli 2026 – Portoferraio, Città del Mare tra Cultura, Natura e Comunità” propone un programma annuale di attività culturali, educative e ambientali
finalizzato alla valorizzazione della cultura italiana del mare, in coerenza con gli obiettivi del bando. Il Comune di Portoferraio, in qualità di capofila, opera in stretta collaborazione con una rete – ricca e articolata - di partner istituzionali, scientifici e del terzo settore, nella quale il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano svolge un ruolo centrale nel coordinamento delle azioni legate alla tutela della biodiversità marina, all’archeologia subacquea, alla divulgazione scientifica e all’educazione ambientale.
La candidatura di Portoferraio è stata sollecitata anche da ANCIM, l’Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori, nonostante la partecipazione al bando di città come Genova, Livorno, Messina, Gaeta e molte altre. “Perché un’isola - ha commentato la segretaria generale ANCIM Giannina Usai - si candida a capitale italiana del mare? Non certo per il grande porto adatto ad ospitare grandi navi da crociera e mercantili o per la presenza di grandi cantieri nautici, ma lo fa per trasmettere quei valori di bellezza, di cultura, di tradizioni e di ambiente salubre che gli isolani respirano fin dalla nascita. Portoferraio si trova in una posizione geografica centrale nel Mediterraneo, la sua storia è conosciuta in tutto il mondo: qui la cultura del mare viene studiata e diffusa da tutte le scuole elbane a partire dalle elementari, grazie ad un progetto sostenuto dall’UNESCO e dalla DG Mare della Unione Europea”.
“La candidatura di Portoferraio al titolo di Capitale italiana del mare - ha ricordato il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini - trova fondamento non soltanto nella sua collocazione geografica, ma soprattutto nella continuità storica del rapporto tra comunità, istituzioni e mare, rapporto che assume nel periodo mediceo una forma pienamente moderna, anticipatrice delle politiche marittime statali contemporanee. Non è dunque un azzardo proporre la nostra città in un ruolo che, del resto, le era stato assegnato già nel XVI secolo da Cosimo de’ Medici. Il tutto si svolge in un contesto di iniziative già avviate, che verranno ulteriormente valorizzate da questa candidatura. Comunque vada, questo rappresenta l’inizio di un nuovo percorso di valorizzazione della nostra storia e della nostra cultura che proseguirà anche nei prossimi anni. Ringrazio il gruppo di lavoro che ci ha consentito di intraprendere questa strada ”.
Il bando del Ministero delle Politiche del Mare prevede che le candidature debbano includere un piano annuale di iniziative, interventi di valorizzazione del patrimonio marittimo, elementi di sostenibilità e obiettivi verificabili. Una commissione di esperti indipendenti valuterà i progetti secondo criteri di coerenza, innovazione, capacità di collaborazione istituzionale e ricadute territoriali. Dal 2026, ogni anno, il comune che otterrà il riconoscimento riceverà un milione di euro per realizzare il programma di attività illustrato nella candidatura.
Comune di Portoferraio