Questo inverno l’ho trascorso su questa Isola a cui sono molto affezionata. Qui trascorro l’estate da quando sono nata, qui i miei figli hanno imparato a nuotare e trascorrono volentieri le vacanze fuori dai mesi estivi dell’overtourism, qui i miei genitori si sono ritirati dopo la pensione.
Avendo vissuto sempre da italiana all’estero, vedo tante potenzialità non sfruttate e numerose opportunità mancate, per ragioni che avranno certamente una o più ragion d’essere, ma che proprio per questo sono ancora opportunità non trascurabili di creare benefici per i cittadini e per la sostenibilità dell’ambiente insulare, per le generazioni future.
Così, come già feci in passato (2012), spendendo in vano tempo e risorse per informare i vari sindaci dei comuni dell’Elba in maniera gratuita e volontaria, delle opportunità offerte dalla politica settoriale delle Isole in ambito istituzionale europeo, corroborata da progetti e finanziamenti per infrastrutture e servizi municipali, ci riprovo. Stavolta rivolgendomi direttamente al pubblico cittadino e istituzionale, tramite Elbareport, che mi sembra essere la principale fonte di informazione dell’Isola d’Elba.
L’Unione Europea sta raccogliendo in una consultazione pubblica, contributi relativi alla preparazione di una strategia comune europea per le Isole. So che la parola “strategia” solleverà più di un sopracciglio, ma ogni strategia europea solitamente implica da li a breve: la messa a disposizione di fondi per diventare operativa, la creazione di partenariati strategici e scambi con altre isole, visibilità politica delle istanze dell’Isola rispetto alle scelte della Regione e del Governo nazionale. Quindi mi sembra una opportunità alla quale varrebbe la pena rispondesse un Ente Pubblico.
Dal testo ufficiale: “Annunciata nella revisione intermedia della politica di coesione del 1° aprile 2025 e sottolineata nel patto europeo per gli oceani del giugno 2025, questa strategia rafforzerà la resilienza, rafforzerà la competitività e affronterà le sfide socioeconomiche specifiche cui devono far fronte le isole in tutta l'UE.
Aperta fino al 1° aprile, la consultazione invita i cittadini, le imprese, gli enti locali e regionali, le organizzazioni della società civile e gli esperti, in particolare quelli delle isole dell'UE, a condividere le loro opinioni sulle questioni più urgenti che interessano le loro comunità. Attraverso questa consultazione, la Commissione intende individuare le priorità fondamentali, valutare i risultati delle politiche e della legislazione dell'UE esistenti ed esplorare modi per rispondere meglio alle esigenze delle isole.
Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, con l'obiettivo di garantire che le isole rimangano luoghi attraenti in cui vivere e lavorare.”
La consultazione si è aperta il 4 marzo, ha ricevuto 84 suggerimenti ad oggi 22 marzo 2026, qui si possono leggere in forma narrativa, cosi come statistica. Il 50% dei suggerimenti provengono dall’Italia.
Considerando che l’Elba è la terza isola più grande del Paese, che la recente esclusione dell’Isola dai fondi destinati alle Zone Economiche Speciali (leggi ex-Comunità Montane) ha suscitato reazioni preoccupate (Elbareport 21/2/26, autore: Comune di Portoferraio) mi sono andata a vedere se ci fosse stato un input fornito da una delle varie declinazioni di autorità pubbliche o associazioni Elbane (uno o più dei sette Comuni, il tavolo dei Comuni, le unioni tematiche per la gestione dei servizi, Associazioni di Categoria, ecc…). Non l’ho trovato.
Elenco le autorità pubbliche o associazioni di categoria italiane che abbiano ad ora fornito un parere: FIAP, Confcommercio Mobilità, Associazione Pescatori di Pantelleria, FASI APS, ANGOPI, Autorità del sistema portuale del mar di Sardegna, CGIL, FdI.
Cito un commento che avanza 6 punti relativi alla futura strategia europea per le Isole. Mi sembra ce ne potrebbero essere altri relativi alla sicurezza marittima e una interpretazione piu pertinente della blue economy che si ancora sul concetto di protezione della flora e fauna come leva di sviluppo scientifico e socio-economico.
Chiediamo misure concrete e un regolamento sulle isole sul modello delle Isole ultraperiferiche su:
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI: Un'iniziativa per investimenti strategici (fondi CEF e BEI) con bandi dedicati alle isole per lo sviluppo di collegamenti e nuove infrastrutture.
PROMOZIONE DELLA BLUE ECONOMY: Deroghe agli aiuti di Stato per sostenere la cantieristica navale, l'innovazione tecnologica dei traghetti e i dragaggi, con esenzioni per i progetti della rete TEN-T.
CONTINUITÀ TERRITORIALE AEREA: Maggiore flessibilità e deroghe al principio di libera concorrenza per l'imposizione degli Oneri di Servizio Pubblico, superando i limiti del regolamento attuale.
REGIME FISCALE AGEVOLATO - ZONA FRANCA: L'ottenimento di un regime fiscale speciale, simile a quello delle regioni ultraperiferiche (art. 349 TFUE), per compensare gli svantaggi strutturali.
COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI (CER): Iniziative per favorire la costituzione di comunità energetiche insulari, massimizzando l'uso dei Fondi Europei di Sviluppo Regionale.
DEROGHE ETS: L'introduzione di una deroga fino al 2035 all'applicazione del sistema ETS per le isole europee con meno di 200.000 abitanti e senza collegamenti terrestri con la terraferma.
A mio avviso sarebbe importante che qualcuno degli enti pubblici Elbani apparisse in questa consultazione, si familiarizzasse (ove non fosse già familiare, naturalmente) con queste tematiche, ne suggerisse di utili e pertinenti al territorio Elbano, e prendesse parte alla discussione tramite l’Ufficio della Regione Toscana a Bruxelles, le appropriate sedi del Governo, e i propri rappresentanti al Parlamento Europeo (Comitato sullo Sviluppo Regionale -REGI-).
Specie perché il ruolo di Vice presidente della Politica di Coesione e Riforme di questa Commissione Europea (2021-2027), scelto tra ventisette nazionalità, è rivestito da un italiano, Raffaele Fitto, il cui incarico ricevuto e accettato, lo investe espressamente della coesione (leggi sviluppo) delle isole: “Lei si occuperà di garantire che le specifiche sfide economiche e sociali che le isole devono affrontare siano prese in considerazione, come l'alloggio, i trasporti, la gestione delle acque e dei rifiuti, e di continuare ad affrontare le sfide che riguardano le regioni ultraperiferiche”.
E che la Politica di Coesione per il 2021–2027 rappresenta circa il 35% (all'incirca un terzo) del bilancio a lungo termine totale dell'UE, una delle maggiori aree di spesa, insieme all'agricoltura, concentrandosi sullo sviluppo regionale, gli investimenti sociali e una transizione più verde in tutti gli Stati membri.
Rachele Gianfranchi