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La nautica può essere uno degli assi portanti dello sviluppo dell'area insulare e costiera di Toscana

Scritto da  CR Giovedì, 16 Aprile 2026 09:29

Intervista a Giacomo Buzzoni, vicepresidente della Sezione Nautica e Cantieristica di Confindustria Toscana Centro e Costa.

Il dossier che Confindustria Toscana Centro e Costa e il proprio Centro Studi stanno completando, rende uno spaccato concreto della situazione socio-economica locale, evidenziandone gli elementi critici per i quali sono necessari interventi urgenti.
Tale documento nasce anche con il supporto e la condivisione delle Associazioni di Categoria locali nonché di NAVIGO, la più estesa rete di aziende di nautica da diporto della Toscana e una delle principali d’Europa.

 

In attesa della sua presentazione pubblica, prevista a Portoferraio per fine maggio, ne parliamo con Giacomo Buzzoni di ESAOM-CESA, lo storico cantiere elbano specializzato nella manutenzione e refit di yacht fino a 65 m, nella sua veste di Vicepresidente della sezione Nautica e Cantieristica di Confindustria Toscana Centro e Costa e Consigliere del CdA di Navigo.


Nella sua recente intervista ai colleghi del Tirreno lei ha evidenziato le diverse problematiche inerenti un settore che, per un'Isola come l'Elba e pergiacomo buzzoni l'intero Arcipelago, appare strategico. Qual è la cornice territoriale in cui inserire l''industria blu' della Nautica?

Comincerei proprio dalla parola industria o, meglio, RE-INDUSTRIALIZZAZIONE, facendo ovviamente i conti con le 'opportunità problematiche' della insularità. L'aumento della disoccupazione giovanile su scala decennale che emerge dai numeri del Dossier di Confindustria, ci dice ad esempio che l'economia turistica stagionale troverebbe giovamento dal fare sistema su segmenti di formazione specialistica legati alla cantieristica e alla nautica in generale, quale volano di destagionalizzazione e crescita del territorio.

 

L'Italia è il Paese in cui si costruisce circa la metà mondiale degli yacht sopra i 24 metri, i cosiddetti megayatch, con l'AltoTirreno che costituisce la punta avanzata di questo sistema. Sembrerebbe esserci quindi una potenzialità incredibile per l'Elba. Al di là delle imprese che investono per adeguare le proprie infrastrutture all'accoglienza anche di queste grandi imbarcazioni, qual'è il contesto che andrebbe rafforzato per creare sinergie utili alla re-industrializzazione del territorio?

Sicuramente quello degli incentivi alle imprese: misure importanti come l’istituzione (a fine 2024, ndr) della Zona Logistica Semplificata Toscana, con l'obbiettivo dichiarato di rafforzare i vari settori dell’economia toscana grazie alla logistica - intesa come fase strategica e cruciale dell’organizzazione della produzione sull’intero territorio regionale - andrebbe compiutamente dispiegata nel suo massimo potenziale anche sull'Elba, in particolare consentendo a chi investe sull’Isola di poter contare anche sul credito d'imposta – attualmente escluso - oltre che sulle agevolazioni procedurali e burocratiche. Questa, come altre potenziali e auspicabili soluzioni, sono parte sostanziale del dossier che è stato recentemente realizzato.

 

Agevolazioni che invece sono attivate al 100% per altre parti della ZLS che, ricordiamo la mappatura complessiva, comprende i Porti di Livorno, Carrara, Piombino e Portoferraio, gli Interporti di Livorno e Prato e l'aeroporto di Pisa...

A nostro parere l’importanza della insularità sancita di recente attraverso una riforma costituzionale, non trova attualmente pieno riscontro, non potendo contare appunto su incentivi strutturati alle imprese, in modo da agevolare la pianificazione degli investimenti assieme alla crescita del capitale umano in un contesto svantaggiato come è oggettivamente quello delle isole minori dell’Arcipelago Toscano. Tali incentivi hanno svolto un ruolo fondamentale in numerose aree favorendone sviluppo e continuità di investimenti.

 

Riguardo ai collegamenti con l'Isola invece?

Questione anch'essa da affrontare e non solo per chi all'Elba ci abita. La Continuità Territoriale aerea e marittima, per quanto riguarda gli equipaggi e i proprietari di imbarcazioni, può essere dirimente per decidere di affidarsi alla cantieristica elbana. Più voli per l'Elba e/o collegamenti garantiti e rapidi dagli aeroporti toscani ed italiani possono costituire incentivi importanti e fattori decisivi per scegliere l’Elba non solo come destinazione ma come base tutto l’anno per le importanti imbarcazioni che spesso ci capita di ammirare nelle nostre rade nei periodi estivi.

 

Nell'intervista citata lei accennava alla sostenibilità ambientale di questa auspicata ripresa della industria centrata ad esempio sulla nautica e le sue decine di possibili indotti e alla centralità delle risorse umane.

Ribadisco, certamente: il valore ambientale e paesaggistico dell'Elba è il cuore del turismo di cui la nautica è, e può essere ancora di più, un settore importante e trainante. Al centro delle nostre attività è fondamentale la salvaguardia dell’ambiente, il bene più prezioso che abbiamo, così com'è importante la formazione professionale di giovani in questo settore, di cui l'Indirizzo Nautico inserito dal 2023 tra le opzioni dell'offerta formativa dell''ITC Cerboni' costituisce un primo tassello. Ci stiamo infatti occupando di costruire dei percorsi di specializzazione successivi e complementari al percorso scolastico proprio per le nuove generazioni di professionisti della nautica.

 

Grandi aspettative allora, per questi 'stati generali' di fine maggio...

Confido che la presentazione del Dossier di Confindustria possa rappresentare un forte motivo di coesione per il territorio e di pianificazione degli interventi necessari per la competitività della nostra bellissima Isola e colgo l' occasione per ringraziare tutte le Associazioni di Categoria che hanno sostenuto questa iniziativa.

Concludo con la convinzione che dobbiamo tutti lavorare congiuntamente, istituzioni e categorie economiche anzitutto, per affrontare gli svantaggi permanenti dell’insularità e rilanciare investimenti, occupazione qualificata e diversificazione produttiva; per questo sono necessarie politiche industriali dedicate e determinanti per la competitività del territorio.

 

CR

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Ultima modifica il Giovedì, 16 Aprile 2026 09:51