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Uno è tutto e tutto è uno

Scritto da  Massimo Gardelli Giovedì, 16 Aprile 2026 10:59

"Uno è tutto e tutto è uno". Sembrerebbe una citazione filosofica o religiosa; infatti da questa regola trascendono molte interpretazioni esoteriche, testi religiosi, scientifici e filosofici.

Ma cosa vuol dire e, soprattutto, perché questa definizione viene così sovente utilizzata?
Semplice: perché è VERA!

 

Proviamo ad applicarla a un qualsiasi tema, per esempio la natura. Il mondo animale e vegetale sono strettamente interconnessi e certamente uno si appoggia all'altro vicendevolmente. L'ape si nutre di nettare e la pianta la utilizza per impollinare i suoi simili. Gli erbivori si nutrono di esse ma vengono utilizzati per riseminare, etc...

 

Allo stesso modo l'evoluzione umana è progredita grazie all'interazione dei suoi appartenenti che, nonostante l'egoismo e la smania di prevaricazione di questi esseri, ha fornito spunti che hanno contribuito a sviluppare tecnologie utilizzate da tutti, leggi e progetti sociali a cui hanno aderito milioni e poi Miliardi d'individui.

 

In questo senso va, a mio parere, interpretata questa citazione. Certamente non si può negare che l'individuo è insignificante se non in un contesto dove interagisce; ergo, la società è altrettanto insignificante, o addirittura inibitrice delle peculiarità individuali, se non esalta e rispetta le identità dell'individuo.

 

Ogni cultura poi interpreta a suo modo questo concetto, ma è certamente vero che la natura ci ha insegnato che la varietà intraspecifica è sempre vincente.

 

In paleontologia (la scienza che studia i fossili) e in biologia, abbiamo migliaia di esempi che lo dimostrano.

 

Sarebbero sufficienti queste poche righe per dimostrare che, oltre a rispettare le diversità, sarebbe opportuno aprire le proprie menti per cercare di capirne i vantaggi e svantaggi.

 

Nel management si utilizza il sistema di valutazione progettuale SWAT [(Strengths), debolezze (Weaknesses), opportunità (Opportunities) e minacce (Threats)]; il tecnico di esperienza utilizza la valutazione costi/benefici, la persona arguta, il buon senso.

 

Fatto sta che chi sale le scale della gerarchia delle società, seppur in maniera diversa, più sale più inciampa in trappole che tendono a obnubilare le menti: le ideologie, le fedi, i vantaggi personali, le lobby, e altro che porta l'individuo nella sua "comfort zone" e lo fa rimanere tranquillo nel suo orticello pieno di sicurezze "relative".

 

Tutto ciò detto per dimostrare, o quanto meno stimolare un 'analisi, che tutto ciò che ci circonda è collegato, ovvero, sistemico.

 

Questa realtà non appare evidente, a quanto pare, a tutte le istituzioni. Negli anni ho fatto rilevare a personaggi apicali di Regioni e Ministeri questa evidenza e, pur dimostrandone la comprensione, la risposta è stata un allargamento di braccia, quello che definisco postura a cavatappi.

 

Molti anni fa, in una riunione tecnica a S. Giovanni (RC) indetta dal Ministero dell'Istruzione, quando feci rilevare all'Ispettore capo che se il Ministero dell' Istruzione, lavoro, Infrastrutture e ambiente non si parlano tra loro, è chiaro che discuteremo sempre dell'inadeguatezza della formazione e dei scarsi risultati ottenuti di conseguenza. Pur dandomi ragione, mi disse che parlavo di fantascienza. Dopo vent'anni, nonostante un documento ufficiale emerso dopo due giorni di lavoro con presidi, professori e esponenti istituzionali e poi pubblicato, nulla è cambiato, anzi!

 

Sessa cosa nel turismo, area tematica di primario interesse del PIL italiano e in cui lavoro da 40 anni. Se la logistica (strade, traghetti, aerei) e le infrastrutture correlate non vengono monitorati e progettati dai ministeri e assessorati relativi insieme a quelli del turismo e ambiente, i progetti e le pianificazioni programmate non potranno mai essere sinergiche e il risultato sarà sicuramente poco efficace se non scadente. E ancora: se gli uffici tecnici e della Paesaggistica e delle Belle Arti NON FUNZIONANO, oltre che disattendere alle funzioni per cui sono pagati, facendo perdere prezioso denaro e tempo a privati e imprenditori, non sarà mai possibile uno sviluppo coerente ed efficace dell'offerta ricettiva.

 

Ovvietà che sanno, o che dovrebbero sapere, tutti! Specialmente chi è preposto a gestire le nostre risorse e contributi; in un Paese con oltre 7.900 km di coste e migliaia di spiagge, centinaia di porti, abbiamo difficoltà immani sulle definizioni delle competenze demaniali e delle deleghe (Comuni e Regioni), con farraginosità che portano, a loro volta, sprechi di tempo, denaro e occasioni perdute.

 

Realtà piccole, come l'Isola d'Elba dove attualmente vivo, mostrano ancor più queste evidenze. Realtà quotidiane che ostacolano realizzazioni delle più elementari infrastrutture quali strade, miglioramento e organizzazioni portuali e dei servizi collegati, collegamenti aerei, ricettività insufficiente e mal organizzata.

 

La risposta a tutto ciò spesso viene data con l'insufficienza, o peggio, la diminuzione dei fondi da parte del Governo. Risposta che ricorda quella dell'Istituto della Sanità Nazionale sulla insufficienza dell'organico sanitario ma che i dati smentiscono parzialmente, avendo nel nostro Paese un esubero di medici (almeno l'1,2% in più della media europea) e una mancanza d’ infermieri (circa 1.5% in meno), ovvia conseguenza di una mancanza di pianificazione e incentivazione di corsi di laurea breve e specializzanti.

 

Sembra che nel nostro Bel Paese ci siano parole che sono state bannate dal lessico istituzionale; le prime che mi vengono in mente sono organizzazione e prevenzione!

 

Massimo Gardelli

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Ultima modifica il Giovedì, 16 Aprile 2026 11:40