La Presidente del Consiglio Comunale Lara Giusti ha pubblicato, sul suo profilo FB e successivamente affidato ai colleghi di ElbaPress, un breve (ma politicamente pesante) intervento, nel quale muove una critica al Sindaco Nocentini in ordine all'ennesimo rimpasto della giunta ferajese, sulle nomine dei rappresentanti del Comune nelle società partecipate e sulle scelte operate per la composizione del Direttivo dell'Ente Parco.
“Sento la necessità di fare questo intervento pubblico - afferma Giusti - perché moltissimi cittadini mi interpellano per avere spiegazioni, e se certe scelte non si motivano e non si condividono prima con la squadra, che evidentemente non c’è, come facciamo noi a dire ai cittadini tutti, a partire da quelli che ci hanno votato, il perché di certe scelte?
Per il momento mi fermo qui con il solito spirito che mi ha portato a rappresentare i portoferraiesi fino ad oggi ma così non si può andare avanti e restero’ sulle mie idee continuando questo mandato per onorare tutti coloro che hanno avuto fiducia in me.
Vorrei che questa mia esternazione possa essere utile a ricompattare il lavoro e il gruppo che rappresenta questa amministrazione.”
Orbene, ricapitolando, e sperando di non compiere errori visto il carosello delle nomine succedutesi: a neppure metà mandato il sindaco di Portoferraio e la maggioranza che lo sostiene hanno determinato:
- L'entrata e uscita di giunta di 4 assessori (Padroni, Barbetti, De Santi, Eller);
- Le dimissioni polemiche del più votato dei Consiglieri (Fornino) e le più pacifiche di Tamagni;
- L'avvicendarsi di due Vice-Sindaci (De Santi e Manzi);
- L'avvicendarsi di due Presidenti del Consiglio Comunale (Gemelli e Giusti);
- Le nomine degli incaricati in prima battuta di deleghe, e dei "panchinari" subentrati, che in parte preponderante erano elementi non facenti parte della lista (vincente) e pure provenienti da realtà territoriali diverse da quella ferajese.
E la finiamo qui per carità di patria, pure se ci sarebbero altri elementi per definire e spiegare il Kaos (o se preferite l'immane casino) che alberga in Biscotteria.
Come si può pensare di costruire una macchina amministrativa certa, stabile (per i cittadini) e coerente, con quesi presupposti?
Senza entrare nel merito delle dichiarazioni della presidente (o chiederle quali nomine ritenga più criticabili), pensiamo dettato da eccessivo ottimismo il suo finale appello unitario.
Per rinsaldare il rapporto con la cittadinanza, riconquistarne la persa fiducia, occorre un cambiamento di stile di governo, operatività, valorizzare le potenzialità che - nonostante tutto - ci sono tra le mura medicee.
Le rappacificazioni posticce, come le autocelebrazioni, non spostano di una virgola.
sr