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A 40 anni dal disastro di Chernobyl

Scritto da  Giampaolo Zecchini Domenica, 03 Maggio 2026 00:31

26 Aprile 1986 ore 1.23, una prova di sicurezza eseguita maldestramente in una centrale atomica a Chernobyl in Ucraina, allora Unione Sovietica, provoca un’immane tragedia mai verificatasi nella storia dell’uomo. La discesa delle barre di controllo nel reattore (vessel) n.4 provoca un innalzamento di temperatura improvvisa che distorce le barre stesse e ne impediscono l’ulteriore discesa; la temperatura si innalza in modo incontrollato ed esplode il vessel che distrugge anche la cupola di protezione della centrale ed immette nell’atmosfera materiale radioattivo che si diffonde, con le correnti d’aria, in mezza Europa con pericolosità decrescente più ci si allontana dal luogo del disastro. Muoiono subito più di un centinaio di persone; poi, con un eroico intervento, si costruisce un “sarcofago” di cemento per isolare il reattore esploso, ed il settore danneggiato della centrale, dall’ambiente circostante. Alla fine muoiono migliaia di persone per le radiazioni assorbite e , ad oggi, circa 30 Km² intorno alla centrale, ormai dismessa, sono interdetti all’accesso umano. All’interno di tale area c’è la città abbandonata di Prypjat (città dei fiori per il verde che aveva) la quale vantava una popolazione di circa 50 mila abitanti tra i quali i tecnici della centrale e loro famiglie.

 

Da tale data il mondo è cambiato anche per lo sviluppo enorme dell’informatica che ormai sta approdando all’intelligenza artificiale.

 

Sull’onda emotiva di tale disastro, nel 1987 e dopo altro incidente analogo, nel 2011, a Fukushima, in Italia si sono svolti due referendum che hanno bocciato, soprattutto il secondo, la costruzione di centrali nucleari nel nostro Paese. Anch’io fui favorevole a tale decisione.

 

Tre anni dopo il disastro, nel 1989, crollava il muro di Berlino e, con esso, finiva l’Unione Sovietica ed il Patto di Varsavia. Si poteva aprire un mondo di pace con la fine dell’equilibrio del terrore ( uso delle armi atomiche).

 

Dopo tre anni , nel 1992, la Conferenza di Rio ( Summit della Terra) avvisava il Mondo che l’uomo stava, con il suo operare, cambiando il clima: l’uso di fonti energetiche fossili procurava un “effetto serra” il quale contribuiva ad un innalzamento della temperatura causa di futuri disastri.

 

Successivamente ben 30 Conferenze (COP) hanno affrontato il problema con grande dispendio di energia e soldi in gigantesche riunioni di tanti Paesi. La concentrazione di CO₂ nell’atmosfera, comunque, è costantemente aumentata e la temperatura media dell’atmosfera è già aumentata di 1,5 ⁰C, cosa che, eventualmente, tramite opportuni interventi, ci si aspettava per la fine del presente secolo.

 

Predicare bene e razzolare male?

 

Poi, dopo 40 anni dal disastro in oggetto, la “geopolitica” ha rilevato una costante ascesa della Cina da Paese considerato “in via di sviluppo” a Paese che sta superando economicamente gli USA. Solo per l’informatica (Silicon Valley) quest’ultima Nazione supera la Cina. Ad esempio più della metà della produzione mondiale di acciaio è realizzata in Cina che è anche leader nella produzione di generatori eolici, di pannelli fotovoltaici e di batterie elettriche, tutti prodotti utili per la transizione energetica.

 

Tutto ciò che avviene oggi, a mio giudizio, è per la lotta di leadership mondiale tra Cina e USA. La Russia, che con la guerra fredda era l’antagonista principale del “Mondo Occidentale”, farà il terzo incomodo forte ancora del suo arsenale atomico e dei vasti territori Siberiani che saranno appetibili a causa dello scioglimento dei ghiacci.

 

Alcuni storici e filosofi hanno affermato che la civiltà procede nel tempo da oriente ad occidente e gli USA sono ad oriente rispetto alla Cina!

 

L’Europa, a mio giudizio, ha esaurito il compito, affidatogli dalla storia, nella seconda metà del primo millennio.

 

Purtroppo lo slancio verso la globalizzazione degli anni a cavallo tra i due millenni, non ha portato ai risultati sperati di una “democratizzazione” diffusa; anzi, è avvenuto il contrario: sono protagonisti i regimi autoritari e dittatoriali.

 

Ricordiamoci che il Nazismo era una fusione di due parole: Nazional Socialismo e reagiva ad un mondo capitalista liberale convertendolo in chiave nazionalistica e, quindi, con intenti spesso espansionistici violenti che hanno portato a guerre disastrose. L’antidoto ideologico era appannaggio dell’Unione Sovietica specie della dottrina Leninista che pensava ad una rivoluzione mondiale di popoli, con prevalenza della classe operaia, senza confini.

 

Naturalmente anche questa rivoluzione portava ad una dittatura in prima istanza.

 

Finita in tragedia questa epoca, si sperava, specie dopo il 1989 che si instaurasse un periodo di pace.

 

Bisogna constatare che quel desiderio internazionalista non si è realizzato come si sperava dopo l’incontro di Pratica di Mare (2002).

 

Oggi ogni Nazione si è chiusa in sé stessa; dove è quell’Internazionale Socialista che riuniva le classi lavoratrici delle varie Nazioni?

 

In Cina, dove ufficialmente governa il Partito Comunista, non credo che gli operai siano liberi di manifestare e di partecipare a consessi insieme alle classi lavoratrici di altre Nazioni. Il clima, a mio giudizio, è simile a quello dei regimi nazionalistici che esistevano in Europa tra le due guerre; solo che per il momento tutto è demandato a competizioni commerciali ( meglio così). Staremo a vedere come finirà con Taiwan.

 

La situazione mondiale, per noi Europei, è principalmente polarizzata su due guerre: Ucraina e Medio Oriente.

 

Combattono gli Ucraini contro i Russi, invasori, che usano droni iraniani; questi ultimi bloccano lo stretto di Hormuz, pur non avendone il diritto come ha sancito l’ONU. Gli Stati Uniti sono stati tirati per la giacca da Israele per l’intervento contro l’Iran che vuole distruggere lo Stato di Israele.

 

L’Europa non sa che fare e se la prende contro la guerra in atto, che la danneggia economicamente, verso uno Stato teocratico che ha massacrato i suoi oppositori interni.

 

Mi sembra una grande confusione nella quale molti speculano con grossi guadagni per l’ aumento del prezzo dei combustibili e per la maggiore produzione di armi.

 

I due conflitti citati, si comporranno vicendevolmente, come avviene quando si incontrano cariche positive con cariche negative? Questa è una mia speranza folle in questo caos, dopo questi miei sproloqui odierni.

 

Intanto noi ci occupiamo molto di questioni di “grazia”.

 

Giampaolo Zecchini

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Ultima modifica il Domenica, 03 Maggio 2026 10:00