Mercoledì 29 aprile i Sindaci hanno avuto un incontro in video conferenza con il Prefetto a cui hanno partecipato anche alcuni dirigenti della Regione, della Autorità di sistema portuale e della Direzione marittima di Livorno, per parlare del trasporto marittimo.
Al Prefetto sono stati rappresentati tutti “i problemi che permangono irrisolti ormai da anni” nella gestione del servizio di continuità territoriale marittima. Il neo Assessore regionale ai trasporti Filippo Boni, non presente alla riunione, ha risposto ai Sindaci con tono piuttosto “fermo” ricordando che il bando per l’assegnazione del servizio “è stato pubblicato a giugno 2025 dopo un serrato confronto con il territorio portato avanti nella precedente legislatura”, vale a dire all’epoca del suo predecessore Stefano Baccelli ed ha precisato che “ attualmente è in fase di aggiudicazione e non è quindi possibile apportare modifiche ai suoi contenuti”. Diamo pure per scontato che, al punto in cui siamo arrivati, il bando non possa essere modificato e prendiamo atto dell’impegno assunto da Boni di correggere, nella fase di esecuzione del prossimo contratto di appalto, “eventuali effettive criticità”. C’è però qualcosa, nella dichiarazione dell’Assessore, che non torna. Il bando, pubblicato nel mese di giugno del 2025, non è stato come lui dice “il frutto di una lunga concertazione con il territorio” che si sarebbe sviluppata nei mesi di novembre e dicembre del 2023.
Nell’ottobre del 2023 la Provincia di Livorno e la Conferenza dei Sindaci dell’Elba avevano licenziato un documento che conteneva alcune proposte di cui avrebbe dovuto tener conto la Regione nella stesura del nuovo bando di gara. Ma nell’autunno del medesimo anno il confronto con la Regione si concentrò piuttosto sulla proposta dell’allora Assessore Baccelli di separare il servizio sulla linea A2 (Piombino-Portoferraio) la più redditizia da tutte le altre linee dell’arcipelago.
La proposta fu subito oggetto di non poche critiche tant’è che il 26 giugno del 2024 il Consiglio regionale si espresse decisamente a favore del mantenimento di una “gestione unitaria del servizio di cabotaggio marittimo nell’Arcipelago toscano e la previsione di un lotto unico di gara” e indicò dettagliatamente tutte le novità che occorreva introdurre nel nuovo bando per migliorare il servizio, recependo integralmente il contenuto del documento presentato dai Sindaci.
Se, come afferma l’Assessore il bando fosse stato “il frutto di una lunga concertazione con il territorio... tra il novembre e il dicembre del 2023”, non si spiega come mai sia stato pubblicato addirittura nel giugno del 2025. E’ arcinota la lentezza degli Uffici regionali quando si occupano del trasporto marittimo, ma non è possibile pensare che per pubblicare un bando di gara ci sia voluto un anno e mezzo.
Nei primi giorni del mese di novembre del 2024 i sette Sindaci si riuniscono a Portoferraio e protestano per i disservizi provocati dal disimpegno della Moby e per “l’incertezza sul bando della continuità territoriale“ e il 4 di giugno del 2025, pochi giorni prima della pubblicazione del bando di gara avvenuta il 18, tornano a denunciare “la mancanza di notizie ormai da mesi”.
Sono passati 7 mesi dalle ultime elezioni regionali dell’ottobre scorso, se il nuovo Assessore ai trasporti avesse trovato un giorno per un confronto pubblico su un tema di vitale importanza per la Toscana delle isole, non sarebbe stato male. L’avremmo gradito.
Nel comunicato emesso dai Sindaci dopo la video conferenza del 29 aprile si fa riferimento anche ai disservizi sempre più frequenti provocati dal mancato rispetto da parte delle Compagnie degli orari in base ai quali hanno ottenuto dalla Autorità portuale la concessione dell’uso delle banchine. In questo caso si deve chiamare in causa non la Regione ma l’Autorità portuale che si è data una regolamentazione per l’assegnazione delle banchine che favorisce le cancellazioni di corse, guarda caso in periodi in cui non c’è o c’è poco turismo.
Il Comitato di gestione della Autorità ha infatti partorito la brillante idea che, ad eccezione della Toremar legata alla Regione da un contratto di servizio, le altre due Compagnie presenti nel canale possono limitarsi a garantire, durante tutto l’anno, solo l’80% delle corse previste nei programmi operativi che loro stesse ogni anno presentano per ottenere l’uso delle banchine. In più quella percentuale (e questo dimostra quanto si tenga conto negli Uffici livornesi della Autorità delle esigenze di mobilità dei residenti in un’isola ) può dirsi rispettata facendo delle compensazioni tra i periodi in cui il mercato è “povero” e quelli in cui è “ricco”. E quindi quando c’è poco traffico possono annullare le corse previste e pubblicizzate e rimanere tranquillamente in porto. Negli scorsi inverni ne abbiamo avuto ampia prova.
Giovanni Fratini
p.s.
Il ritorno all’Elba della motonave Giraglia ha destato molta sorpresa ed ha suscitato molte critiche. Anche i Sindaci si sono lamentati per il motivo che può trasportare poco più di 60 auto. Personalmente vorrei che rimanesse in servizio tutto l’anno. Soprattutto nella stagione invernale. E’ vero, non rappresenta il “nuovo che avanza”, ma a differenza di buona parte del vecchio naviglio di cui disponiamo, ha sempre dimostrato di essere in grado di affrontare discrete mareggiate. Dico di più: riverniciata e rimessa a nuovo mi farebbe piacere rivedere in servizio anche la Maria Maddalena, il mitico “Calimero” che, per quanto privo di accoglienti saloni, di sicuro sarebbe in grado di salpare anche con un mare molto agitato. Desideri impossibili, da anziano ultra ottantenne!