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Sistema presidenziale USA o sistema parlamentare italiano?

Scritto da  Guido Retali Martedì, 19 Maggio 2026 12:07

Il carattere abbastanza imprevedibile di Trump, assieme ad una sua megalomania assolutamente evidente(dire che ha diritto al Nobel per la Pace, non lo deve dire certamente lui ma, semmai, sono altri che possono proporlo), mi spinge ad un confronto tra il sistema americano( repubblica presidenziale) e quello di tanti paesi europei, ad esempio quello italiano (repubblica “parlamentare”, per cui una quantità enorme di decisioni- le leggi- deve prenderle il Parlamento, cioè Camera e Senato).

 

In Italia i tempi medi per l'approvazione di una legge sono non inferiori ad un anno, con una eccezione. Il Governo può approvare un decreto-legge, che è un “ atto amministrativo avente forza di legge”, cosa che può essere fatta solo “ per situazioni di necessità ed urgenza”. Cioè : è come se ci fosse un legge , che viene immediatamente applicata ma “ a tempo”. Perché o viene convertito in legge dal Parlamento nel termine tassativo di sessanta giorni oppure perde efficacia, ed è come se non esistesse più. Al decreto legge si arriva in Italia, di fatto, con poca frequenza per cui “campa cavallo“ prima che si arrivi all'approvazione di una legge decisa dalla maggioranza e che magari è auspicata dal popolo.

 

Negli USA, è diverso. Il presidente può decidere anche azioni di guerra (così è avvenuto nel conflitto con l'Iran) purché non durino più di sessanta giorni. Per un periodo superiore , la competenza a decidere ce l' ha solo il Congresso, cioè il Parlamento. Il sistema americano ha, secondo me, qualche altro aspetto negativo, che il Presidente abbia improvvisi problemi di salute, che subisca attentati etc...

 

Francamente, preferisco il sistema italiano, con tutti i suoi difetti. Ma i difetti ci sono ,eccome , sarebbero correggibili ma certe correzioni che sarebbero importanti ,non vengono fatte. Perché ci sono due “Camere”? E' vero, la democrazia non è mai troppa, ma non basterebbe l'esistenza e quindi l'approvazione in una sola Camera (che rimane, pur sempre, eletta dal popolo?)

 

Tutti gli italiani lamentano i tempi lunghi per approvare una legge , e questa è una considerazione che trovo esatta. Io avrei una proposta, che prende lo spunto dal fatto che ogni maggioranza di Governo, va, appunto, al Governo non per declamare ,ma per fare, per agire, per “ concretizzare” le parole dette in campagna elettorale, cioè le promesse. Per prendere cioè decisioni che modifichino aspetti della realtà che non vanno bene e per cui chi è andato al potere ha detto, in campagna elettorale, “questa situazione non va bene, e vogliamo cambiarla”.

 

Sarebbe secondo me, meglio e molto funzionale, che tutte le proposte di legge avanzate dal Governo, venissero messe in approvazione in tempi velocissimi. Ovviamente, con ampio spazio dedicato alla discussione. Ad esempio, si potrebbe prevedere che, dopo trenta giorni dalla presentazione della proposta di legge di iniziativa governativa, ci sia una prima fase di discussione ad approfondimento in Parlamento, con i partiti di opposizione che spiegano bene le loro argomentazioni(nel caso, che è quasi la norma, di non condivisione del testo proposto dal Governo). Dopo altri trenta giorni, si ridiscute, con ulteriore dibattito, il testo di legge che viene quindi, in questa seconda fase, messo, senz'altro, in approvazione. Questa, secondo me, è funzionalità. Che, però - penso - non vedrà mai la luce.

 

Ma di proposte per aumentare la funzionalità del Parlamento, se ne possono fare tante.

 

Guido Retali

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Ultima modifica il Martedì, 19 Maggio 2026 12:50