Leggo interessanti considerazioni sullo schierarsi per l'uno o l'altro argomento o meglio, per l'una o l'altra soluzione dei molti problemi del momento. Siamo fatto così, si dice. Beh, fortuna nostra, qui in Italia. Nella maggior parte del mondo, non si può prendere posizione: c'è solo il pensiero unico, quello di chi è al potere. E chi la pensa diversamente, ha problemi a vivere.
Ebbene, una cosa è certa, secondo me. Anche le critiche apparentemente più strampalate – che la critica sia “strampalata” é un problema, ovviamente, di punti di vista - servono a qualcosa. Se chi governa fa 100, le opposizioni possono benissimo dire che quel 100 è poco e che si sarebbe dovuto fare 1000, forse è esagerato ma sarà, comunque, una specie di stimolo e di pungolo a fare un po' di più.
Ma voglio prendere spunto per parlare - secondo me - di “disinformazione di Stato”, cioè di alcuni argomenti del momento, che vengono affrontati dalla tv pubblica (cioè pagata dai cittadini), in modo che non condivido.
Uno è il delitto di Garlasco, la magistratura dopo tanti anni e dopo che il condannato ha quasi scontato la pena, sta indagando nuovamente. Forse il colpevole è un altro, che dire? Che indaghino, che indaghino pure. La magistratura deve svolgere il proprio compito.
Quello che, però, mi meraviglia fortemente e che mi indigna molto, è il comportamento della tv, quasi ossessiva nel parlare del caso, di questo o quell'altro elemento indiziario, di cose forse di poco conto oppure molto importanti, sull'omicidio di una sfortunata ragazza, con una frequenza impressionante. A me piace l'aggiornamento, da parte della tv, dei fatti rilevanti che succedono, e questo sarebbe certamente, anzi è doveroso, farlo. Ma per il delitto di Garlasco credo ci sia quasi una ossessione . Come se chi guarda la tv, pensasse solo e soltanto, e continuativamente, al caso in argomento. Finiamola per favore ! Parliamo delle guerre del mondo, dei problemi della sanità, delle bollette, ma basta Garlasco! Cambiamo argomento!
Tutto l'opposto invece per un altro caso, la cd “casa nel bosco”, che rattrista, e quindi appassiona in senso negativo, tanta, tantissima gente, vedi facebook e altri social. Se ne potrebbe parlare un po' di più in tv, questo togliere dei figli ai genitori che qualche mancanza l'hanno certamente avuta, ma che i figli, non li hanno mai picchiati o violentati , è cosa che indigna molto. Ed indigna che tutti i vari dipendenti e quindi servitori dello Stato , che trattano del problema, abbiano chiara una cosa: i bimbi , per motivazioni- ritengo io- ben distanti dalla realtà, devono stare lontani da babbo e mamma.
Come se un insegnante di matematica, laureato, bravissimo, ci dicesse che 2 più due fa 5. Eh, no, c'è un limite a tutto. Emerge anche, da tanti filmati, che questo strappare i bimbi ai genitori (in certe situazioni giusto, in tante, tante altre non solo ingiusto ma, anzi, totalmente iniquo), avviene, è avvenuto con facilità. La tv pubblica omette di informare, o meglio informa con grande parsimonia.
Anche su questo c'è da riflettere.
Guido Retali