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Arch. Mauro Parigi: Piano Strutturale di Portoferraio, un percorso ad ostacoli anche solo per informarsi

Scritto da  Arch. Mauro Parigi Mercoledì, 10 Giugno 2026 14:14

L’Amministrazione Comunale ha pubblicato la delibera con la quale il Consiglio Comunale ha provveduto a rispondere alle osservazioni al piano strutturale.

 

Scorrendo i documenti pubblicati è palesemente difficile comprendere quali decisioni sono state assunte.

 

Ci sono questioni di merito, relative a specifiche localizzazioni e previsioni, ma c’è soprattutto una questione di metodo.

 

La prima attiene alle scelte politiche che l’Amministrazione compie, di cui si assume la responsabilità, per quanto fortemente indirizzate e limitate dai disposti della legislazione regionale e dal piano paesaggistico: si va infatti dalle numerosissime richieste di inserimento di aree nel territorio urbanizzato, agli interventi per le strutture turistico-ricettive per fare un esempio.

 

La seconda di metodo attiene alla rappresentazione della delibera. L’obbligo della trasparenza, l’esistenza stessa, per legge, di un garante della comunicazione e dell’informazione, sono negati in forza della traduzione pratica dei disposti legislativi sulla tutela della privacy. La conseguenza è che andando a leggere gli atti non si riesce, se non in pochissimi casi identificati perché osservazioni presentate da soggetti collettivi, a comprendere a che cosa si riferiscano queste osservazioni. Non si riesce a poter capire se la risposta che il Consiglio Comunale ha senso oppure no. Non consente di capire se si mantiene una coerenza tra i principi a cui è stato deciso di ispirare la redazione del piano, oppure no. Possibilità legittima per l’Amministrazione, ma l’evidenza della impossibilità di verificare appare oltremodo limitativa dei diritti dei cittadini.

 

Per questi ultimi viene meno la possibilità di opporsi, se ritenuto giusto e legislativamente corretto, in sede di TAR, ovvero questa possibilità gli viene concessa solo a seguito dell’approvazione definitiva del piano. Qualcuno risponderà che facendo accesso agli atti si potrà effettivamente individuare luoghi e oggetti dell’osservazione e quindi comprendere il senso della risposta del Consiglio Comunale. Vero, ma rimane l’evidenza della creazione di un percorso ad ostacoli per arrivare alle informazioni. Infine sussiste un altro problema che magari possono chiarire i giuristi. Un piano urbanistico non è un procedimento a domanda del singolo cittadino che cura il proprio interesse, è un atto pubblico di interesse generale; il cittadino è titolato ad intervenire anche sulla destinazione d’uso di un terreno di altro perché quella trasformazione concorre anch’essa alla formazione di previsioni che comunque sia, anche se realizzate dal privato, debbono concorrere all’interesse generale e pubblico, per questo discende che appare improprio celare i dati e rendere particolarmente difficile, se non impossibile, verificare quale esito hanno le decisioni assunte, quindi che sono limitati i diritti dei cittadini, tanto più che se un cittadino non è direttamente coinvolto nel destino di un terreno o di un fabbricato, si potrebbe presumere che agisce pienamente per interesse pubblico a meno che non voglia perseguire finalità in danno di altro.

 

Si può dire che siamo di fronte ad una questione di democrazia?

 

Arch. Mauro Parigi

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Ultima modifica il Mercoledì, 10 Giugno 2026 15:26