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Elba4Gaza ringrazia l'isola: il successo del Benefit a Carpani per la Freedom Flotilla

Scritto da  Elba4Gaza Venerdì, 19 Giugno 2026 09:25

Venerdì 12 giugno abbiamo vissuto ai Giardini di Carpani una giornata di straordinaria partecipazione intergenerazionale, unione e impegno civile. Come collettivo ELBA4GAZA, abbiamo visto la nostra comunità muoversi al centro di una fitta rete di solidarietà in occasione dell’approdo all’Elba della barca Ghassan Kanafani, tappa del progetto nazionale “100 porti, 100 città” promosso dalla Freedom Flotilla Italia per rompere il silenzio sulla Palestina e sostenere la resistenza sul campo, attraverso la raccolta fondi per la ricostruzione dell’ospedale Al-Awda a gaza e il sostegno delle spese logistiche della Freedom Flottiglia, unendo la comunità elbana contro l’oppressione.

 

Le voci dei relatori: la denuncia del genocidio e la verità cruda sul massacro

Il cuore politico della manifestazione ha battuto forte durante gli interventi dei nostri due ospiti principali, che hanno scosso la platea rifiutando categoricamente le classiche narrazioni pietistiche o edulcorate sul conflitto.

 

L’ingegnere palestinese Shokri Hroub ha aperto l’intervento con un discorso lucido, potente e senza peli sulla lingua. Ha descritto una comunità fiera, legata alle proprie radici, spiegando con forza che il popolo palestinese è un popolo forte, abituato a combattere per la propria terra, per la propria identità e per la propria dignità. Ha ribadito la necessità assoluta di evitare l'assistenzialismo: i palestinesi sono pienamente in grado di rendersi autonomi e provvedere a se stessi, qualora venissero concessi loro i mezzi e la libertà per farlo. Una popolazione che oggi si ritrova invece confinata in un recinto, governata e oppressa come fosse bestiame. Shokri ha smantellato con forza la retorica dei "due popoli, due stati", spiegando che si tratta di una narrazione mistificatoria: quella in corso non è una guerra bilaterale, ma una vera e propria invasione militare e un genocidio sistematico mirato all'annientamento del popolo palestinese.

 

Subito dopo, il giornalista Vincenzo Fullone ha condiviso la sua drammatica esperienza sul prezzo della solidarietà, rievocando i divieti d'accesso, le catture in mare, le torture subite nelle carceri israeliane e il sacrificio dei compagni uccisi. Fullone ha dipinto la Striscia di Gaza come un immenso macello a cielo aperto, una fattoria blindata dove i palestinesi vengono sistematicamente massacrati. Ha usato una metafora cruda ed estrema: proprio come avviene con il maiale, gli aguzzini israeliani non buttano via niente di questo massacro, sfruttando e capitalizzando ogni singolo livello di questa oppressione. Fullone ha infine denunciato il totale oscuramento mediatico imposto dagli israeliani, che negano l'accesso a Gaza ai giornalisti indipendenti per spegnere i riflettori e nascondere al mondo l'orrore di ciò che accade all'interno del recinto. In questo scenario drammatico, l'attivista ha confessato il paradosso di aver respirato a Gaza la vera libertà, intesa come una comunità che condivide lo stesso immenso dramma a viso aperto e con un’assoluta lucidità collettiva, a differenza dell'omertà e del silenzio complice della criminalità ndranghetista nella sua terra d'origine, la Calabria.

 

Musica, comunità e l'abbraccio della piazza

Non c'è stato assolutamente mai un momento di silenzio durante l'intera giornata. In ogni singolo break e tra un intervento e l'altro, la piazza è stata costantemente accompagnata dall'hip hop palestinese proposto da ELBALIZE, che con il grido di "FREE PALESTINE" ha mantenuto l'energia e l'attenzione sempre altissime. La risposta di Portoferraio è stata totale: abbiamo visto giovani e anziani uniti in una piazza trasversale contro ogni forma di oppressione. Un pilastro della manifestazione è stata l’associazione Donne in Cerchio, che ha arricchito la giornata con la sua presenza e ha promosso la raccolta fondi attraverso un'attivissima lotteria solidale, usando la metafora del cerchio per rappresentare una rete continua, connessa e unita contro ogni forma di violenza e ingiustizia. La musica underground è stata il filo conduttore artistico e intergenerazionale dell'evento. Ringraziamo di cuore le diverse band giovanili e locali che si sono alternate sul palco proponendo cover e brani inediti: Tremenda Band, Korale', Mistral, Neups, Sprolettici. Un ringraziamento speciale va ai ragazzi della Fondazione Exodus: non solo si sono spesi per riorganizzare e allestire interamente i Giardini di Carpani per ospitare l'evento al meglio e in totale sicurezza, ma sono anche saliti sul palco cantando e portando tutta la loro energia e il loro messaggio di riscatto proprio attraverso la musica. Infine, ringraziamo Dj Crazy Cat Lady e Dj Giuli per aver accompagnato la serata con le loro selezioni al dj set. La rete che ha reso possibile l'evento. Il successo di questa manifestazione è stato il frutto di un'eccezionale collaborazione comunitaria che vogliamo riconoscere pubblicamente. Questo immenso sforzo logistico è stato reso possibile grazie al patrocinio del Comune di Portoferraio e alla sponsorizzazione della Unicoop Tirreno (Coop), che ci ha fornito i generi alimentari e la pasta per la cena sociale. La riuscita pratica della serata è stata garantita dal supporto fondamentale del comitato dei cittadini di Carpani, dalla presenza attiva e dal lavoro sul campo di Amnesty International e dagli attivisti di Rifondazione Comunista, che hanno gestito instancabilmente i fuochi e la brace per la distribuzione dei pasti, unendosi a noi del collettivo impegnati nel servizio di cibo e bevande. Grazie a questa unione, l'Elba ha dimostrato di non voler voltare la testa dall'altra parte di fronte al sopruso e al genocidio.

 

Per noi di ELBA4GAZA, questa giornata è la prova che la resistenza di Gaza si specchia direttamente nella lotta quotidiana della nostra comunità per la giustizia sociale. Grazie a tutti di vero cuore. La resistenza continua!

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Ultima modifica il Venerdì, 19 Giugno 2026 09:31