Il futuro energetico delle isole minori italiane non può essere affidato al ritorno dei combustibili fossili. Per questo avevamo proposto di consentire alle isole non collegate alla rete elettrica nazionale di completare il percorso di transizione energetica attraverso fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e biocarburanti avanzati come l'HVO per la generazione di riserva. Una soluzione concreta che avrebbe permesso di consolidare esperienze innovative come quella di Capraia, diventata negli anni un punto di riferimento nazionale per la decarbonizzazione dei territori insulari. Purtroppo la maggioranza ha scelto di respingere questa proposta fatta nella discussione parlamentare del Decreto Carburanti.
Subito dopo la destra ha fatto però retromarcia: il governo ha infatti accolto il nostro ordine del giorno sulla transizione energetica delle isole minori.
Una contraddizione politica evidente che mette ancora una volta in rilievo l'incapacità della maggioranza di definire politiche energetiche efficaci e credibili: da una parte si assumono impegni generici a favore della sostenibilità, dall'altra si boccia l'unica misura concreta che avrebbe evitato il ritorno al gasolio.
Una scelta che si somma alle decisioni assunte da Enel e che rischia di cancellare anni di sperimentazione e investimenti che avevano fatto ad esempio di Capraia un modello nazionale.
Governo ed Enel si stanno assumendo una responsabilità pesante: quella di trasformare un'esperienza di eccellenza nella transizione ecologica nel simbolo di una clamorosa retromarcia ambientale. Noi continueremo a batterci perché questo non accada.
Marco Simiani
capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente della Camera