Dopo nove anni di amministrazione, le opere strategiche per il futuro di Marciana Marina continuano a mancare all'appello. Per individuarne qualcuna occorre un certo esercizio di fantasia. Sul porto poco o nulla, sul lungomare altrettanto. Da Piazza della Vittoria a Piazzale Bernotti non un misero progettino a rompere la monotonia o a dare un sussulto di speranza. Nove anni sono un tempo lunghissimo. Abbastanza per realizzare molto. Troppo per continuare a raccontare ciò che ancora non c'è.
Eppure proprio quei pochi interventi presentati come grandi risultati sembrano accomunati da una costante: annunci solenni e rendering suggestivi salvo poi fare i conti con modifiche e tempi di realizzazione molto più lunghi di quanto inizialmente prospettato. Una costante che merita un nome: il Paese delle Varianti. Un paese dove i progetti cambiano forma ‒ tra adeguamenti e ripensamenti ‒ le opere arrivano in ritardo e le risorse pubbliche vengono progressivamente assorbite da riprogettazioni, nuovi incarichi, aggiornamenti, mentre le vere priorità del paese continuano a restare sullo sfondo e le aspettative dei cittadini continuano a scontrarsi con rinvii, incertezze e occasioni mancate.
Il caso più emblematico è quello de La Soda. In campagna elettorale l’amministrazione Allori presentò ai cittadini un progetto ambizioso e già pronto a partire: aree fitness, spazi relax, percorsi e arredi. Un progetto approvato, finanziato, autorizzato e accompagnato da una convinta campagna comunicativa. Oggi però, dopo anni di attese e una variante in corso d’opera, l’immagine reale dell’area è profondamente diversa da quella promessa. E le domande ormai sono inevitabili: perché un progetto presentato come definitivo è stato così pesantemente modificato nel tempo? Perché si è arrivati a una variante che ha cambiato in maniera evidente l’impostazione originaria dell’intervento?
Inoltre fin dall'inizio sono stati segnalati avvallamenti degli autobloccanti e altre criticità, comprese le perplessità legate al dislivello tra una sezione e l'altra, oggi evidenziato da distese di vasi. Una soluzione sì visibile, ma che non basta a dissipare i dubbi su un'opera che avrebbe dovuto distinguersi ‒ viste le risorse impiegate e le aspettative create ‒ per la qualità dell'intervento e non per la necessità di ricorrere a simili accorgimenti. Il risultato finale appare molto distante da quanto promesso ai cittadini.
PROGETTO ORIGINARIO

REALTA'

Anche sul progetto delle tribune abbiamo assistito all’ennesimo passo indietro. Dopo la nostra condivisa opposizione politica, l’amministrazione è stata costretta a rivedere completamente il mastodontico progetto iniziale, arrivando a una variante molto più contenuta e aderente alla realtà del Paese. Il primo incarico risale al 2019 e, dopo anni di progettazioni, incarichi, revisioni e passaggi amministrativi, l'unico intervento realizzato è stata la rimozione della vecchia struttura. Nel frattempo, società sportiva e cittadini continuano a chiedersi quando vedranno finalmente completata l'opera.
Resta il ricordo di quello che era stato presentato quasi come il “Camp Nou” di Marciana Marina, salvo poi accorgersi che forse una semplice e adeguata tribuna prefabbricata sarebbe bastata fin dall'inizio.

E infine il porto. Anche qui il lessico amministrativo sembra essersi evoluto insieme alle difficoltà progettuali: oggi non si parla più apertamente di variante, ma di “Adeguamento Tecnico Funzionale”. Cambia il nome, ma restano tutte le incertezze e i ritardi accumulati nel tempo. Dopo nove anni di questo esecutivo, infatti, non si conosce nemmeno la collocazione definitiva del distributore carburanti o della zona di alaggio e varo. Viene quasi da pensarlo: forse non la conoscono nemmeno loro.
Detto questo, riteniamo doveroso distinguere tra le responsabilità delle scelte politico-amministrative e l'attività dei professionisti coinvolti. Le criticità evidenziate in questo comunicato attengono esclusivamente al primo aspetto.
Insomma, dopo nove anni la sensazione è sempre più forte: che Marciana Marina abbia bisogno di risposte, opere e visione, non dell'ennesima variante.
Gruppo di minoranza "Per Marciana Marina"