Al dibattito sul Comune dell'Isola d'Elba hanno partecipato sindaci ed ex sindaci, intellettuali ed esponenti della società civile; è mancata solo la voce della politica.
Si tratta del soggetto più importante perché, attraverso l'Istituzione Regione guidata dal governatore PD Eugenio Giani, la politica decide la vita o la morte dell'iniziativa.
E infatti, dopo avere dato la Regione il via libera dichiarando la procedibilità della proposta di legge popolare per la fusione degli attuali Comuni nel Comune dell'Isola d'Elba, al momento della raccolta firme la politica (di ogni colore) ne ha osteggiato l'autenticazione rendendo impossibile il referendum confermativo ed in caso del prevalere dei SI la delibera del Consiglio regionale di istituzione del Comune dell'Isola d'Elba.
Cinque anni dopo il tema è tornato di grande attualità, perché anno dopo anno l'Elba sta messa sempre peggio, ed essere amministrati da sette piccoli comuni in disaccordo quasi su tutto, che non possono accedere ai Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale (FESR) consentito ai soli Comuni con più di 30.000 abitanti - e il Comune dell'Isola d'Elba ne conterebbe circa 32.000 - la penalizza non poco, nel pubblico come nel privato. La crisi economica strisciante sta mordendo anche l'Elba.
E' dunque necessario che la politica intervenga nel dibattito e dica una volta per tutte come intende procedere riguardo il Comune dell'Isola d'Elba. In caso affermativo siamo convinti che questa volta la maggioranza degli Elbani si renderebbe partecipe per il successo dell'iniziativa, prima nella raccolta firme, poi con il prevalere dei SI nelle urne del referendum. Nel 2013 prevalsero i no perché la prima proposta di legge popolare "piovuta" da Firenze nulla accennava riguardo la sorte degli ex Comuni, i cui cittadini temevano di essere trasformati in periferie abbandonate di Portoferraio. Nel 2020 il problema è stato risolto grazie alla legge Del Rio, che ha consentito di inserire nella seconda proposta di legge depositata dal nostro comitato civico (all'art.8), la previsione della trasformazione dei 7 Comuni in altrettante Municipalità elettive con un prosindaco, che conservano l'attuale territorio, dipendenti, strutture, risorse degli attuali bilanci, per continuare a svolgere l'attività ordinaria. Tuttavia, al momento della raccolta firme nel 2021, la politica (di ogni colore) ha voltato le spalle, Forse perchè non tollerava che la proposta di legge fosse stata partorita da un comitato civico e non da essa; forse perché gli 84 attuali consiglieri comunali e 7 sindaci temevano la riduzione a 24 consiglieri e 1 sindaco che il Comune dell'Isola d'Elba comporterebbe. Quali che siano le ragioni è il passato, adesso occorre guardare al futuro e la buona volontà dei cittadini da sola non basta. Politica, se ci sei batti un colpo.
Comitato Elba in Comune
il portavoce
Stefano Martinenghi