Ho seguito dal 2018 le vicende relative all'imminente Dissalatore dell'Elba realizzato nella piana di Mola, tra Capoliveri e Porto Azzurro e per questo ho voluto riportare una notizia estratta da un articolo del Quotidiano Economico Toscano T24 del 10 settembre 2026, dove potrete leggerla per intero.
Dunque, tra le altre il comunicato ci dice che:
"A regime, il dissalatore elbano garantirà una produzione di 80 litri al secondo e sarà uno dei più grandi impianti di questo tipo in Italia.
L’Elba avrà, quindi, una maggiore autonomia idrica e di conseguenza il prelievo dalla condotta idrica della Val di Cornia sarà ridotto di 1,5 milioni di metri cubi di acqua, portando indubbi benefici al fabbisogno del territorio.
Tuttavia, il direttore tecnico di Asa Mirco Brilli ha spiegato che, in futuro, sarà necessario, anche alla luce dei cambiamenti climatici, progettare e realizzare opere per trasportare o produrre all’Elba ulteriori 120 litri al secondo di acqua per arrivare all’autonomia idrica dell’isola, anche in ragione della vetustà della attuale condotta idrica sottomarina. (redsb)"
Pertanto in effetti le notizie sono due.
La prima è il periodo di entrata in funzione del Dissalatore.
La seconda è che probabilmente NON NE' BASTA UNO considerando la vetustà della condotta idrica realizzata nel 1986, che dalla Val di Cornia giunge fino all'Elba e che già si sapeva negli anni iniziali alla progettazione di questo Dissalatore tra il 2012 e il 2015, che è giunto al termine delle procedure amministrative autorizzative nel 2017.
Allora viene da porsi alcune domande e considerazioni:
1) Quando entrerà in funzione il Dissalatore aumenterà il costo della bolletta idrica alle singole utenze familiari e imprenditoriali Elbane.
2) Non sappiamo ancora se e in quale modo lo sversamento della Salamoia quali conseguenze darà alla vita marina.
* Salamoia = liquido di risulta dopo la filtrazione dell'acqua di mare nelle membrane del dissalatore, e riversata a mare nel Lido di Capoliveri dopo il ciclo industriale.
3) C'è già un piano per farne un altro e dove?
4) Verrà intaccato il livello delle falde di acqua potabile attuali per la rimineralizzazione dell'acqua dissalata, prima di immetterla nelle tubature dell'impianto di acqua potabile
5) a che punto è giunta la Società ASA con la sistemazione delle grandi perdite , pari a circa il 30 per Cento, percentuale da loro riportate in un documento di alcuni anni fa, dell'attuale impianto idrico di fornitura all'Elba dell'acqua potabile .
6) come si conciliano le nuove autorizzazioni edilizie o comunque imprenditoriali con rilevanti consumi di acqua, con una presunta carenza di acqua potabile sull'isola;
si riparla oggi di Comune Unico ma la Rete Idrica di adduzione dell'acqua potabile e la quantità immessa è UNA.
7) Dovremmo pensare al BENE naturalistico di TUTTA l'Elba e del Suo mare ,se qualcuno stesse pensando ad un secondo eventuale Dissalatore.
Ecco quindi, che si rende necessario che si riapra una discussione almeno Locale, per poi interpellare i livelli governativi Regionali e Nazionali , evitando le Procedure d'urgenza o le Opere Strategiche.
8) Se dopo ampie e approfondite analisi e studi, e SISTEMAZIONE della attuale Rete Idrica dell'Elba, e magari la realizzazione di Grandi bacini di recupero delle acque meteoriche, si dovesse arrivare alla conclusione che si renda necessario un secondo Dissalatore, che almeno si studi un posizionamento dove sia più sostenibile dalla Natura la funzione industriale.
Tutto al solo scopo di essere informati e sviluppare una nostra migliore conoscenza dei fatti, e... non sarebbe poco.
Buon confronto a Tutti.
Fulvio Di Pietro