Stampa questa pagina

La Fondazione Isola d’Elba invita la comunità ad un confronto sulla ZES e sul Comune Unico

Scritto da  Fondazione Isola d’Elba Martedì, 15 Settembre 2026 10:45

La Fondazione Isola d’Elba ritiene che la gestione di settori strategici per lo sviluppo dell’Elba - come continuità territoriale, trasporti marittimi e aerei, gestione dei rifiuti, sanità, tutela ambientale, servizi sociali e promozione turistica sui mercati internazionali — richieda un confronto aperto e massima collaborazione fra istituzioni, imprese e cittadini. In quest’ottica si crede che la creazione di un Comune Unico amplificherebbe la capacità dell’isola di pianificare il proprio futuro e di far valere la propria voce sui tavoli regionali e nazionali, anche per quanto riguarda la Zona Economica Speciale.

 

Comune Unico non significa "cancellare" i paesi, ma adottare un modello policentrico con Municipi e “consigli di frazione”. Questo approccio tutelerebbe le identità storiche e culturali, demandando ad una unica entità amministrativa la gestione delle scelte strategiche. Efficienza e risparmio sarebbero garantiti dalla razionalizzazione della spesa, dalla semplificazione burocratica con maggiore capacità di intercettare fondi europei e del PNRR. Una visione unitaria su infrastrutture, sanità e turismo, senza sovrapposizioni o concorrenza tra municipi, assicurerebbe una pianificazione integrata attenta all’economia circolare e alla rigenerazione.

 

La messa in rete di risorse umane, finanziarie e strumentali garantirebbe l’offerta di servizi con un livello qualitativo ed omogeneo in tutto il territorio, anche in caso di future assenze, mobilità o quiescenze del personale. Minori spese di struttura grazie allo sfruttamento delle economie di scala nei costi e nei tempi, lascerebbero maggiori risorse da dedicare ai servizi ai cittadini e alle imprese, ad esempio per programmi anticrisi e sociali o per incentivare l’efficientamento energetico per cittadini e imprese. L’esenzione temporanea dal patto di stabilità e gli incentivi statali e regionali, permetterebbero di realizzare investimenti in progettazione di nuove opere pubbliche e in manutenzione di quelle esistenti. Sarebbero migliorate le strategie di programmazione e sviluppo territoriale e urbanistico sovracomunale di area vasta, che prevedano ad esempio la valorizzazione e la cura delle risorse ambientali e idrogeologiche, culturali e sportive presenti. Infine, sarebbero favorite efficaci politiche di marketing territoriale.

 

Il recente dibattito sull’estensione della Zona Economica Speciale (ZES) all’Isola d’Elba e alle altre isole minori italiane rappresenta un passaggio fondamentale per riequilibrare gli svantaggi strutturali dovuti all'insularità. L’ANCIM – associazione Nazionale Comuni Isole Minori da tempo rivendica la ZES non come un privilegio, ma come uno strumento di riequilibrio necessario per garantire equità territoriale. Le Isole potrebbero contare su Incentivi fiscali e credito d'imposta con una riduzione del carico fiscale per le PMI locali e agevolazioni per chi investe su transizione ecologica e digitale. La semplificazione burocratica velocizzerebbe le pratiche attirando capitali privati. Agevolazioni contributive per le imprese che assumono a tempo indeterminato, favorirebbe la permanenza dei residenti e contrastando lo spopolamento nei mesi invernali sostenendo l'occupazione e invitando alla destagionalizzazione. Renderebbe i trasporti più competitivi attenuando i sovraccosti della logistica e della continuità territoriale per merci e cittadini.

Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Martedì, 15 Settembre 2026 10:48