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Alluvioni, promesse e "somma urgenza". Cosa non ha funzionato in gestione d'emergenza?

Scritto da  Francesco Semeraro Mercoledì, 16 Settembre 2026 10:37

I ritardi nelle opere pubbliche e gli interrogativi sulla gestione del rischio urbano preoccupano perché le bombe d'acqua non rappresentano più eventi eccezionali, fanno ormai parte della nuova realtà climatica e richiedono programmazione, manutenzione, opere strutturali e visione del futuro.

 

Le immagini dell'ultimo nubifragio hanno riportato alla memoria paure e problemi che la città conosce fin troppo bene: strade trasformate in torrenti, attività commerciali a rischio, abitazioni minacciate dall'acqua e cittadini costretti, ancora una volta, a fare i conti con l'emergenza.

 

Questa volta è andata meglio del previsto anche se i sacchi di sabbia che dovevano essere riposizionati e rinforzati sono rimasti lì consumati dal tempo. Il temporale, pur violentissimo, è durato soltanto una ventina di minuti.

 

Dopo i precedenti episodi di allagamento, Tecnici, Amministratori, Protezione Civile e rappresentanti Istituzionali avevano discusso possibili soluzioni in riferimento alla “somma urgenza” dell’art. 140 del D.Lgs. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici). La norma riguarda proprio gli interventi di somma urgenza necessari a rimuovere situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità dove il Sindaco è autorità territoriale di protezione civile ai sensi del D.Lgs. 1/2018, tra queste, anche la realizzazione di opere capaci di alleggerire il carico delle acque meteoriche e mettere in sicurezza le zone più esposte.

 

Si parlò di interventi immediati, di opere da eseguire in tempi rapidi, di soluzioni individuate e di risorse economiche che in somma urgenza sicuramente avrebbe messo a disposizione. Bastava un minimo di coraggio.

 

Portoferraio ha posseduto al proprio interno, e le possiede ancora, professionalità e competenze di alto livello nel campo della gestione delle acque, della prevenzione del rischio idraulico e della progettazione delle cosiddette "città spugna", capaci di trattenere, recuperare e governare le acque meteoriche. Perché queste competenze non vengono maggiormente valorizzate?

 

E soprattutto, saremo pronti quando arriverà il prossimo nubifragio previsto forse - anche se speriamo di no -   per questo stesso fine settimana?

 

Francesco Semeraro

 

Alluvioni rimedi

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Ultima modifica il Mercoledì, 16 Settembre 2026 11:29