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"Ich bin ein Berliner"

Scritto da  Umberto Mazzantini Lunedì, 21 Settembre 2026 10:15

La vittoria della sinistra di Die Linke nella più grande capitale d’Europa ferma la marcia dell’estrema destra.

«Ich bin ein Berliner», disse il 26 giugno 1963 il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy in una Berlino divisa in due da un muro che segnava il confine tra le potenze occidentali e il blocco sovietico e la Repubblica federale tedesca e la Repubblica democratica tedesca.

 

Poi, quando quel muro è crollato, Berlino è diventata la capitale anomala di una Germania unita dove la frattura fra Ovest ed Est non si è mai sanata e dove la nostalgia per la DDR ha prima fatto le fortune dei postcomunisti che prendevano percentuali risibili nei land occidentali e poi dell'estrema destra che ha sfondato nei lander orientali e tracima in quelli occidentali.

 

Ma Berlino, la Berlino del muro è rimasta – o si è reinventata – come città rossa, mischiando la socialdemocrazia più avanzata con una nuova sinistra plurietnica, attenta ai diritti civili ma anche a quelli dei lavoratori vecchi e nuovi. Una sinistra che, con l’appassimento al centro della socialdemocrazia e la svolta moderata e filoisraeliana dei Grünen (che proprio a Berlino hanno avuto la loro culla e la loro roccaforte) è diventata Die Linke, un partito ecosocialista che più che alla nostalgia per la sicurezza sociale della DDR guarda ai nuovi conflitti di classe, al diritto alla casa e a un lavoro dignitoso, a una vita economicamente sostenibile ed umanamente ricca. Un Partito fortemente antifascista che è il nemico giurato dei neo-nazi-fascisti di Alternative für Deutschland, sia nell’est post-comunista che nell’ovest ormai neo-capitalista, che su questo ha costruito la sua credibilità e fortuna e che all’est rappresenta la vera alternativa per fermare la marea nera dell’AFD, mentre all’ovest si sta affermando sempre più come partito delle nuove generazioni, della pace, del lavoro dignitoso, della giustizia sociale e ambientale.

 

E’ il miracolo "rosso-verde" di Die Linke, che solo qualche anno fa sembrava spacciata dopo la scissione “rossobruna” di Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW) e che invece si è rivelata un tonificante per un Partito che si è così liberato della sua ala più nostalgica, con politiche migratorie simili a quelle della destra e filoputiniana in politica estera.

 

La festa a sinistra a Berlino è stata grande: «Oggi abbiamo fatto la storia! Siamo ancora sopraffatti da questo risultato delle elezioni! – si legge in un o stringato comunicato di Die Linke - Le donne e gli uomini di Berlino hanno deciso: è il momento di un nuovo capitolo! Manteniamo le nostre promesse: anche dopo le elezioni. Faremo tutto per rendere Berlino di nuovo per tutti! Abbiamo vinto a Berlino. I berlinesi hanno deciso. Grazie a tutti coloro che hanno votato per noi e hanno lavorato con noi nelle ultime settimane per rendere possibile una Berlino diversa. Questo è solo l'inizio. Cammineremo insieme su questo percorso».

 

Ed Elif Eralp, la futura neosindaca di Berlino a capo di una coalizione Die Linke – Verdi – socialdemocratici, ha esultato, ballato e cantato e ha detto a una folla impazzita di gioia: «Care berlinesi e berlinesi, da oggi cambiamo la nostra città. Abbiamo scritto una pagina di storia. E il segnale che l'amore e la giustizia hanno vinto sull'odio».

 

E’ il contrario di quello che hanno predicato in campagna elettorale i neo-nazi-fascisti dell’AFD e che, invece che sull’odio e la divisione, punta a far diventare la più grande capitale europea una città più giusta, con affitti abbordabili, trasporti gratuiti, meno inquinamento, più socialità e solidarietà: «Affinché le persone nella nostra città abbiano di nuovo una vita migliore, soprattutto quelle che ogni giorno contribuiscono a mandare avanti la nostra città», ha detto la Eralp.

 

Per una notte di festa, per un giorno sul fronte del nuovo muro che l’estrema destra erige mentre avanza e governa anche in Italia, ci viene da dire anche a noi: «Ich bin ein Berliner».

 

Umberto Mazzantini
da greenreport.it

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Ultima modifica il Lunedì, 21 Settembre 2026 10:19